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La Voce e la Vita della Chiesa: Maggio, mese mariano, della Vergine Maria, del Rosario e delle rose

Inserito da on 28 aprile 2020 – 00:00No Comment

Diacono Francesco Giglio

A grandi passi si avvicina il mese di maggio che da secoli è il mese delle rose e del culto mariano. Credo che ognuno di noi conservi nel cuore il ricordo delle tradizioni  che si svolgevano negli anni passati legate a questa devozione. Personalmente, con gioia, ritornano alla mia mente gli odori e i colori, dei fiori di campo che le persone offrivano nelle chiese in omaggio alla Madonna quando a sera tornavano dai campi. Il suono delle campane, la recita del rosario, l’adorazione e la benedizione eucaristica scandivano e concludevano la giornata. Maggio era anche il mese dei “fioretti”. La nostra maestra del catechismo in questa occasione ci consegnava due sacchetti di stoffa: uno pieno di chicchi di grano e l’altro vuoto. In quello vuoto si travasava, ad ogni buona azione o fioretto, un chicco di grano e alla fine del mese tutti i chicchi venivano macinati e con la farina da essi ricavata si realizzavano le ostie e le particole da consacrare durante la celebrazione delle messe ed utilizzate per la comunioni ai fedeli, l’adorazione eucaristica e le Prime Comunioni. Oggi queste antiche tradizioni potrebbero sembrare prive di significato, ma nella nostra età adolescenziale erano uno stimolo a vivere cristianamente e a crescere nella fede. Si potrebbe obiettare che quelli erano altri tempi in cui si viveva forse con maggior sacrificio, ma credo anche con una diversa serenità d’animo, perché il tempo era scandito dal suono delle campane, dalle sirene delle poche fabbriche esistenti, dal ritmo del tempo per i lavori nei campi e nelle case. Al mattino si ringraziava il buon Dio per essersi svegliati al nuovo giorno, alla sera per la giornata trascorsa e perché ci assistesse durante il riposo notturno. Oggi questo stile di vita mal si adatta al ritmo frenetico che viviamo che, spesso, ci porta a riservare più spazio a come vivere, dimenticando che il tempo che viviamo non è nostro ma di Dio. Maggio è il mese mariano, ovvero il mese dedicato alla Vergine Maria, la madre di Gesù e madre nostra. Le preghiere e i pensieri dei credenti sono rivolti alla Madonna che viene associata ormai in maniera naturale a questo periodo dell’anno in cui la natura torna a sbocciare e in cui le rose, fiore simbolo di Maria sono protagoniste delle tante ghirlande che adornano le sue statue e accendono di colori brillanti giardini, città e bouquet. Durante il mese di maggio quindi dovremmo celebrare Maria, e far rinascere la devozione mariana concentrata in questo mese. La Bibbia ed i Vangeli in particolare non fanno alcun riferimento a questo mese come periodo dell’anno dedicato alla Madonna. Probabilmente la sua scelta  è legata  al fatto che il mese in oggetto vede la rinascita della natura ed in modo particolare lo sbocciare dei fiori che per tradizione hanno sempre circondato le immagini della Santa Vergine. Per noi credenti questo mese è dedicato alla preghiera e non vi è preghiera più bella se non quella della recita del rosario, possibilmente recitato non da soli. In questo particolare momento potrebbe servire anche per trasformare le nostre case in “chiese domestiche”. Allora offriamo alla Mamma celeste questa ghirlanda di fiori e di preghiere senza avere nostalgia per le antiche forme tradizionali quali visite e pellegrinaggi ai grandi Santuari mariani, sapendo per certo che la Madonna insieme al Padre, al Figlio e lo Spirito Santo  sono sempre con noi, come detto da Gesù: “perché dove sono due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro” (cfr. Mt 18,20). Per meglio rimarcare il valore della preghiera e l’amore a Maria facciamo nostre le belle parole  di Papa Francesco:

“Vergine Santa e Immacolata, a Te, che sei l’onore del nostro popolo e

la custode premurosa della nostra città terrena,

ci rivolgiamo con confidenza e amore.

Aiutaci a rimanere in ascolto attento della voce del Signore:

il grido dei poveri non ci lasci mai indifferenti,

la sofferenza dei malati e di chi è nel bisogno non ci trovi distratti,

la solitudine degli anziani e la fragilità dei bambini ci commuovano,

ogni vita umana sia da tutti noi sempre amata e venerata.

Fa’ che non smarriamo il significato del nostro cammino terreno:

la luce gentile della fede illumini i nostri giorni,

la forza consolante della speranza orienti i nostri passi,

il calore contagioso dell’amore animi il nostro cuore,

gli occhi di noi tutti rimangano ben fissi là, in Dio,

dove è la vera gioia.

Tu sei la Tutta Bella, o Maria!

Ascolta la nostra preghiera, esaudisci la nostra supplica:

sia in noi la bellezza dell’amore misericordioso di Dio in Gesù,

sia questa divina bellezza a salvare noi, la nostra città, il mondo intero”.  Amen.

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