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Coronavirus, babele mediatica tra immunologi, scienziati, epidemiologi: virologo Giulio Tarro sporge querele

Inserito da on 26 aprile 2020 – 10:01No Comment

Rita Occidente Lupo

Coronavirus: discettano tutti. Al di là di competenze! C’è chi le sta acquisendo scorrendo frettolosamente il web in questi giorni di forzata restrizione domiciliare e chi sta a colpi di spot inseguendo fake e video, per ingannare le ore e giungere alla piacevole notizia della “Liberazione” dalla prigionia coatta! Naturalmente la pandemia a sorpresa, ha messo sottosopra il mondo, per il carico di responsabilità in termini di vite umane, che hanno spento lo sguardo da questa convulsa esistenza nella quale, al di là della precarietà, alla quale invita a riflettere il Virus, ancora tanti cercano di graffiare la scena, inseguendo tribune mediatiche o notorietà da rotocalchi!!! Non per tutti questa “lezione di vita”, con la medesima risonanza! Chi sta cercando una spiegazione scientifica, puntando l’indice sulla Cina e sui suoi laboratori “poco sicuri!” e chi sull’Apocalisse “scorgendo segni dei tempi!” Chi azzardando funesti presagi messianici e chi agnostiche reminescenze filosofiche. Chi riandando alla tradizione letteraria, in tema d’epidemìe d’epoca e chi riannodando i fili della storicità post bellica, guardando senza ottimismo all’incerto futuro economico. Nel mare magnum dei verdetti, naturale che esperti sanitari abbiano allungato il naso oltre il proprio reticolato…siano comparsi all’improvviso, mai conosciuti prima, a trattenere milioni di spettatori dinanzi al piccolo schermo, cacciando dal cilindro del proprio scibile “sapienziale”, informazione Covid…19, ancora tutta da verificare, scoprire…conoscere! Perchè di questo virus, in fondo ancora non si sa molto…ed ogni giorno nuovi vaticini, che spaziano a destra ed a manca, nel pio tentativo di venir a capo della patologia, per poterla curare ed arginare non compassi0nevolmente. In attesa che i fantomatici vaccini, che poi non sarebbero così solutivi come dato in prima battuta, possano far la loro parte, per ripristinare la “Normalità!” Quella a cui tutti guardano speranzosi: per riprendere t-shirt e costumi da mare, trolley e bermuda per escursioni, zaini e quaderni per la nostalgica scuola non A Distanza! Come i rapporti sociali, finiti in quarantena dopo esser stati a lungo inflazionati da una condizione umana sempre più individualista, in nome dell’affermazione smodata del carrierismo e del benessere economico. Oggi, invece, il Covid livellatore, fa comprendere che nessun Big Man può far testamento d’eternità! Giacchè la vita può spegnersi in un soffio senza alcun preavviso, rendendo impossibile anche  i tentativi di volerla trattenere! Proprio sull’istinto di sopravvivenza, che in ognuno non scema normalmente, l’attenzione puntata a non voler lasciare la terra anche con tante primavere sul calendario. Ed il Coronavirus invece, giunto come un ladro quatto quatto, quando sembrava affar asiatico, non mediterraneo, ha inginocchiato anche l’Italia, Paese di Santi, Poeti e Naviganti, facendo tabula rasa del Sistema sanitario. E lasciando sul campo, tra le migliaia di vittime, anche i camici bianchi, circa 140. Guardare al futuro con la Fase 2, congelando la  Prima, come se la contrazione dei decessi fosse augure di una lenta scomparsa del Virus, al di là dei contagi in crescendo? Quali soluzioni per i prossimi mesi, per vivere con il Covid-19 sempre in agguato? Su questi temi tanti studiosi a confronto, tra i quali il noto professore Giulio Tarro, primario emerito dell’Ospedale Cotugno di Napoli, di fama internazionale, forse uno dei virologi più importanti al mondo, candidato al Nobel per la Medicina nel 2015, già allievo del padre del vaccino contro la poliomelite Albert Sabin, Fu lui a isolare il vibrione del colera quando scoppiò l’epidemia a Napoli nel 1973. Ebbene, in questi giorni, anche di logorroiche dissertazioni sanitarie, intervenuto in diverse emittenti, Tarro ha esposto le sue tesi sull’evoluzione del virus, parlando di scomparsa del medesimo probabilmente con l’Estate, di vaccini e d’immunità di gregge. Attaccato da altri colleghi e dalla Società d’Immunologia,  meravigliato e perplesso ci ha rivelato l’azione intrapresa a riguardo: “Reo di aver dubitato delle teorie e previsioni di noti colleghi, teorie e previsioni già smentite dagli accadimenti di queste settimane, è stata attivata nei miei confronti una vera e propria macchina del fango. Ho già provveduto a depositare due querele per diffamazione aggravata e non esiterò un istante a farne altre contro chiunque metta in dubbio la mia onorabilità. Si può essere d’accordo o non con quanto affermo ma a nessuno, e dico nessuno, può essere consentito mettere in discussione il mio curriculum, la mia esperienza, il mio rigore morale e scientifico. Chi dovesse farlo si aggiungerà a quanti sono già stati chiamati a risponderne innanzi il Tribunale!”

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