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Ceraso: scoppia caso “Apeiron”, dopo notizie-bomba arrivate da “Svizzera dei clan”

Inserito da on 26 aprile 2020 – 02:10No Comment
Scoppia un “caso Apeiron” anche a Ceraso (SA) dove la cooperativa ha all’attivo il progetto “ContaminAzioni” nato nell’ambito dello SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Alla cerimonia inaugurale del 19 febbraio 2019 erano annunciati dal manifesto che alleghiamo, tra gli altri, il sindaco di Ceraso Gennaro Maione, il presidente dell’associazione “Libera” don Luigi Ciotti, il grande capo della cooperativa  “Apeiron” Emiliano Sanges e l’assessore ai beni confiscati alla camorra del Comune di Pignataro Maggiore (Provincia di Caserta) Vincenzo Romagnuolo. Proprio a Pignataro Maggiore, città tristemente conosciuta quale “Svizzera dei clan”, dove “Apeiron” ha avuto in affidamento beni confiscati alla camorra, la cooperativa ha firmato due protocolli d’intesa (in materia di immigrazione) con l’ormai famosa associazione denominata “Gruppo sociale La Felicità” che fa riferimento ad Angela Valente, moglie di Gaetano Lubrano. Quest’ultimo (figlio del defunto capomafia “don” Vincenzo Lubrano) è stato condannato in primo grado con il fratello Giuseppe Lubrano (pregiudicato, già sottoposto a sorveglianza speciale) per violenza privata con l’aggravante camorristica ai danni del giornalista e scrittore Salvatore Minieri. Giuseppe e Gaetano Lubrano, inoltre, sono fratelli del defunto Raffaele Lubrano detto “Lello” (ucciso in un regolamento di conti dal “clan dei casalesi” il 14 novembre 2002), il boss mafioso con il quale Giorgio Magliocca, allora consigliere provinciale casertano di An in carica, ebbe vari incontri alla vigilia delle elezioni amministrative di Pignataro Maggiore del 2002 in cui fu eletto sindaco per la prima volta. Arrestato l’11 marzo 2011 con le accuse di concorso esterno in associazione mafiosa e omissione di atti d’ufficio con l’aggravante camorristica, Giorgio Magliocca è stato assolto in via definitiva “perché il fatto non sussiste” e gli è stato riconosciuto un risarcimento per “ingiusta detenzione” di 90.000 Euro. Ma gli incontri di Giorgio Magliocca (attuale commissario provinciale casertano di Forza Italia) con il boss mafioso Lello Lubrano sono stati sempre confermati, in tutte le sedi.
Naturalmente il sedicente grande combattente dell’anticamorra sindaco pignatarese Giorgio Magliocca, che è anche presidente della Provincia di Caserta (quindi componente del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza) non poteva far mancare la sua “benedizione” per i due suddetti protocolli “Apeiron-Felicità” all’insegna della legalità e dell’antimafia. I due protocolli d’intesa sono stati firmati nelle date del 29 gennaio 2018 e del 25 maggio 2018, rispettivamente per l’anno 2018 e per il triennio 2018-2020. Questi esplosivi documenti (mai apparsi all’albo pretorio online del Comune) sono finiti sul tavolo di Giorgio Magliocca e da lui condivisi, come è dimostrato dal fatto che fanno parte integrante della deliberazione di Giunta comunale, la numero 106 del 4 luglio 2019, avente ad oggetto: “Richiesta dell’associazione culturale ‘Gruppo sociale ‘La Felicità’ – Approvazione progetto e schema di partenariato – Delibera di Giunta regionale n. 169 del 24-4-2019”. Deliberazione di Giunta comunale approvata all’unanimità dei presenti: il sindaco Giorgio Magliocca e gli assessori Rossella Del Vecchio e Vincenzo Romagnuolo. Dalla stessa deliberazione risulta che Giorgio Magliocca ha personalmente firmato con l’associazione “Gruppo sociale La Felicità” un accordo di partenariato per iniziative all’insegna della legalità e della lotta alla camorra in data 4 luglio 2019.  Presidente del “Gruppo sociale La Felicità” è Salvatore Sala, per gli amici (compresi Giuseppe e Gaetano Lubrano) “Salvo”; Angela Valente signora Lubrano ricopre la carica di segretario del sodalizio.
Alla luce di queste notizie-bomba che arrivano dalla “Svizzera dei clan” (Pignataro Maggiore) l’opinione pubblica attende la reazione dell’Amministrazione comunale di Ceraso, del presidente di “Libera” don Luigi Ciotti e della Prefettura di Salerno.

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