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Salerno: Covid-19, Reparto Infettivi all’Ospedale “Da Procida”, infettivologo Luigi Greco “Assurda scelta, no a politica su pazienti!”

Inserito da on 4 aprile 2020 – 10:01No Comment

Rita Occidente Lupo

Profondamente sdegnato del trasferimento del Reparto Infettivi dall’Azienda “Ruggi” in San Leonardo, all’Ospedale “Da Procida” da Lunedì 6 Aprile 2020, per l’emergenza Coronavirus. “Assurdo, inconcepibile! Non si fa politica sulla pelle della gente!” Profondamente contrariato il noto infettivologo Luigi Greco che, sebbene in pensione dopo lunghi anni in prima linea presso l‘Azienda “Ruggi d’Aragona”, ritornato in servizio a pieno ritmo per continuare ad offrire il suo qualificato apporto al Reparto infettivi,

“Semplicemente demenziale una tale decisione-continua- dopo le spese effettuate per allestire al meglio il Reparto qui, al San Leonardo e dopo che abbiamo faticato non poco per rendere efficiente il nostro servizio per l’emergenza, tra mille difficoltà iniziali. Non si può pensare di ricoverare tutti i malati di Covid-19 al “Da Procida”, che non offre altri Reparti per le diverse patologie, alle quali vanno incontro i degenti, con complicanze. Tale Struttura potrebbe esser utilizzata per il post emergenza, quando cioè i pazienti, che vanno incontro ad un lungo periodo convalescenziale, hanno bisogno d’esser monitorati e seguiti dopo la fase acuta. Mi riferisco alla riabilitazione respiratoria tra l’altro, ch’è fondamentale. Attualmente esiste il problema con i dimessi, che non sappiamo dove mandarli! Al “Da Procida” il Reparto, per quale motivo? Per isolare tali casi? Ma qui in Azienda abbiamo trattato le patologie infettive più delicate sempre con estrema cautela d’isolamento, da esperti. Ci troviamo dinanzi al Coronavirus, non alla Tubercolosi! Non so chi sia stato l’arbitro di tale decisione, che peggiora il nostro quadro di prestazione sanitaria: la scelta, scellerata! Purtroppo pare che la nostra voce sia spenta da quella degli Universitari, piombati qui a dettar legge, anche se ben chiusi nei propri ambienti perché timorosi del contagio! Dopo un mese circa dalla fase prodromica, il paziente dev’essere seguito sanitariamente e non può la famiglia ottemperare a tale esigenza. Ancora una volta si marcia nella direzione errata! Si continua a non focalizzare il problema sanitario e ad affrontarlo per il verso giusto. Già i ritardi iniziali, con i quali abbiamo approcciato all’emergenza, criminali!

Non s’è tenuto conto del territorio, importantissimo! Ancora si discetta su misure restrittive, per il contenimento, anziché mirare ai tamponi a pioggia per la popolazione! Occorre isolare i casi che son stati a contatto di quanti venuti dalle prime zone rosse, dal Nord, che potrebbero esser stati contagiati e risalire ai contatti avuti da tali individui. I costanti dati, non rivelano la veridicità a livello nazionale: le previsioni vanno fatte sui decessi, il 10% dei contagiati, che finisce in Rianimazione. Il Virus sconosciuto, presenta tanti asintomatici, il che vuol dire non in pericolo di vita. Stiamo adottando farmacologicamente prodotti che già nei giorni scorsi somministrati a Napoli, ma parliamo di farmaci compassionevoli. Occorre fare i tamponi subito, a chi presenta possibilità d’infezione, non attendere giorni e farli bene, al naso ed alla gola: naturalmente poi, saperli correttamente interpretare!”

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