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Salerno: Liceo “Severi”, PCTO, visita al Ceentro Storico

Inserito da on 4 marzo 2020 – 06:23No Comment

Il Duomo di Salerno fu costruito tra il 1080 ed il 1085 dopo la conquista della città da parte di Roberto il Guiscardo.

La Struttura

La forma della Chiesa si ispirava alla forma e alla pianta della Chiesa Cassinese fatta edificare da Desiderio fra il 1066 e il 1071.La Cattedrale di San Matteo presenta una pianta articolata in un corpo longitudinale a tre navate con uno orizzontale,un transetto con tre absidi e il quadriportico.

Facciata Esterna

L’entrata del Duomo è caratterizzata da una scalinata e da una facciata barocca. In particolare, risalta all’occhio il portale decorato da due statue che raffigurano rispettivamente un leone e una leonessa con il suo leoncino. Essi sono simboli della potenza e della carità della Chiesa.In generale, ogni tipo di decorazione è caratterizata dalla presenza di animali.

Quadriportico

Il portale porta ad un ampio atrio circondato da un colonnato sormontato da archi a tutto sesto.

Sepolcri

Nel portico sono presenti alcuni sepolcri ricavati da sarcofagi romani riutilizzati.

Navate e Amboni

La Chiesa è un edificio a tre navate di cui quella centrale è sormontata da una volta a botte. In una delle navate laterali è possibile ammirare affreschi riferiti alla pittura di Giotto. Nella parte terminale della navata sono presenti due amboni a pianta rettangolare, ovvero due strutture architettoniche sopraelevate utilizzate proclamare le letture. Essi sono finemente decorati con mosaici dorati e sculture (di gusto lievemente barocco) e con capitelli in stile corinzio.

Due facce della stessa statua

Molti sono i misteri che girano attorno al tesoro di San Matteo, ogni anno sono migliaia i turisti provenienti da ogni parte del mondo che si recano all’interno della cattedrale del Santo patrono della città di Salerno. Anche gli alunni del liceo scientifico Francesco Severi durante il percorso di alternanza scuola-lavoro (PCTO), per realizzare il progetto di giornalismo, guidato dalla famosa giornalista Rita Occidente Lupo e dalla docente Rosa Noce sono andati alla scoperta della fatidica storia di San Matteo.

Indubbiamente ad ognuno di noi sarà capitato di sentire l’espressione: ”due facce come San Matteo”. Per scoprire le origini di questo famosissimo modo di dire gli alunni entrando all’interno della Cattedrale per osservare la statua situata nella cripta, hanno notato la perenne presenza della statua da ogni angolazione della stanza proprio grazie all’ideazione di due statue, l’una di spalle all’altra poste al centro della cripta.

Ma voltiamo uno sguardo alla storia di questo Santo coraggioso

Viveva a Cafarnao ed era pubblicano, cioè esattore delle tasse, una categoria malvista nella società ebraica. Seguì Gesù con grande entusiasmo, come ricorda San Luca, liberandosi dei beni terreni…Nonostante sia autore di uno dei quattro vangeli, sono scarne le notizia biografiche su di lui. È patrono di banchieri e contabili e della Guardia di finanza. Le sue spoglie sono custodite a Salerno. Come sappiamo Il disprezzo per i pubblicani, ai tempi di Gesù, era molto ben radicato: erano esattori di tasse, e non si detesta qualcuno soltanto perché lavora in quella che oggi chiameremmo intendenza di finanza. Ma gli ebrei, all’epoca, non pagavano le tasse a un loro Stato sovrano e libero, bensì agli occupanti Romani; in pratica, si trattava di finanziare chi li opprimeva. E guardavano all’esattore come a un detestabile collaborazionista. Matteo fa questo mestiere in Cafarnao di Galilea. Col suo banco lì all’aperto. Gesù lo vede poco dopo aver guarito un paralitico. Lo chiama. Lui si alza di colpo, lascia tutto e lo segue. Da quel momento cessano di esistere i tributi, le finanze, i Romani. Tutto cancellato da quella parola di Gesù: “Seguimi”.

Manuel Mario Breglia-Antonia Scorzelli-Marcello Landi

 Fondazione Carisal

La Carisal, Cassa di Risparmio salernitana, situata in via Bastioni, n.14, è una fondazione non profit, nata nel 1992 in seguito alla Legge 218/90. Il suo scopo è di contribuire alla crescita del territorio della città di Salerno, anche grazie all’aiuto di Enti locali e Istituzioni nazionali e internazionali.

I settori in cui opera sono:

  • Educazione, istruzione e formazione
  • Volontariato, filantropia e beneficenza
  • Sport
  • Ricerca scientifica e tecnologica
  • Arte

Durante la visita alla Fondazione la dott.ssa Giovanna Tafuri, responsabile dell’area progetti, ha illustrato il progetto “Green Jobs” promosso da ACRI, a cui la Fondazione ha aderito. Il progetto, svolto nell’anno scolastico 2018/2019, prevedeva la realizzazione di un percorso mirato all’innovazione ambientale, in cui gli studenti hanno sperimentato l’avvio di un’impresa reale. Al termine del percorso, le classi partecipanti hanno presentato i propri progetti durante la Fiera Green Jobs, tenutasi a Milano nel Maggio del 2019. Il team vincitore ha avuto la possibilità di partecipare alla fiera nazionale “Biz Factory”. Il Miur ha riconosciuto il progetto “Green Jobs” come forma di alternanza scuola-lavoro.

Un altro progetto, avviato nel 2019 e ancora in atto, è il “Progetto San Michele”, il cui obiettivo è quello di recuperare e valorizzare il Complesso monumentale San Michele, per realizzare un nuovo punto di riferimento con attività indirizzate alla collettività a fini sociali, culturali ed ambientali. La struttura risale intorno all’anno Mille, quando ne fu badessa la principessa Sichelgaita. In seguito fu adibito a convento delle monache benedettine per poi passare alle clarisse; infine fu occupato anche da un gruppo di scout.

La Fondazione ha coinvolto direttamente i cittadini nel programma di realizzazione del progetto, indicendo un concorso per la creazione di un logo.

All’interno dell’edificio, sviluppato su due livelli, una parte sarà dedicata agli uffici dello staff operativo, nell’altra saranno allestiti laboratori e un teatro. Esternamente saranno rinnovati gli spazi verdi, probabilmente con un orto verticale, per promuovere anche una buona e sana alimentazione.

Giulia Rosita Pucci- Veronica Fagiano

Mattinata Matteana

Il giorno 19 febbraio 2020, il gruppo del PCTO Giornalismo del liceo scientifico statale “F. Severi”, è stato partecipe alla visita della cattedrale di Salerno, in Piazza Alfano I. Grazie alla disponibilità del parroco Don Michele Pecoraro, la classe è stata fornita di nozioni storico-architettoniche sul complesso salernitano e di approfondimenti sulla storicità di San Matteo; inoltre ha potuto visitare la Basilica, la Cripta e la Cappella del Tesoro. L’inizio dei lavori del Duomo prese avvio nel 1080, quando era arcivescovo Alfano I, sotto volere di Roberto il Guiscardo, liberatore della città dai longobardi, e venne inaugurata nel 1084 da papa Gregorio VII, ospite in esilio della città. Dove è situata la Cattedrale, anticamente, vi era una chiesa dedicata a Santa Maria degli Angeli, all’interno della quale furono ritrovate le spoglie di San Matteo, esattore delle tasse, seppellite intorno al 954. L’edificio ha una struttura romanica e un campanile in stile normanno, ma fonde ulteriori elementi bizantini e barocchi. Nel 1081 fu già pronta la Cripta, accessibile attraverso una scala marmorea, all’interno della quale furono sistemate le spoglie dell’evangelista Matteo. A est della cripta è situata la Cappella dei Santi Martiri: Gaio, Fortunato, Ante. Tali personaggi subirono il martirio delle persecuzioni contro i Cristiani, l’area nord, invece, ospita le reliquie dei primi Santi Vescovi di Salerno, custodite in urne di legno e cristallo. La leggenda della traslazione narra che le reliquie siano state portate da Capaccio a Salerno dal principe longobardo Gisulfo I e dall’arcivescovo Alfano I nel X secolo e che, quando la cattedrale fu costruita furono deposte all’interno della cripta. A causa della forma bifronte della statua della cripta, è sorto il detto che San Matteo avesse 2 facce. Infine si sono potute osservare la splendida statuetta bronzea, realizzata dallo scultore Michelangelo Naccherino, posta sulla tomba si S. Matteo, e gli affreschi del soffitto raffiguranti scene del Vangelo di Matteo e della storia salernitana, realizzati dal pittore B. Corenzio.

 Alessia Carrino-  Luigi Bennardino

 

LA CRIPTA DEL DUOMO DI SAN MATTEO

La Cripta è la prima parte del nucleo del Duomo di Salerno. Nel 1081, alla presenza di Roberto il Guiscardo e dell’Arcivescovo Alfano I, venivano deposte le reliquie di San Matteo, dei santi martiri e di altri santi come si evince dalle diverse reliquie qui collocate, le quali dimostrano che già a quel tempo la struttura era completa. Negli scorsi anni ’60 la struttura dell’altare fu totalmente trasformata. Sul lato settentrionale fu eretto un nuovo altare. Quest’ultimo, realizzato in marmi policromi è arricchito da entrambi i lati da un elegante baldacchino. Al di sotto di quest’ultimo, attraverso una piccola apertura, è possibile vedere il sepolcro di S. Matteo. Come le spoglie di molti Santi, sono partite dalla Palestina e successivamente arrivate in occidente. Quelle di San Matteo si trovavano sin dal 400 in Normandia, poi per un evento storico militare, furono trasferite da un generale nella sua villa, rimanendo lì per 500 anni. Successivamente il principe Gisulfo di Salerno mandò a prendere queste spoglie e, nel 954, vennero trasferite definitivamente a Salerno. Allora si pensò di costruire una grande “casa” per l’apostolo e Roberto il Guiscardo volle costruire questa enorme Chiesa, a sue spese, per conservare le spoglie. Al centro del doppio baldacchino dell’altare sono collocate due statue gemelle di S. Matteo realizzate nel 1606. Sulle pareti in alto due affreschi illustrano l’Assedio di Salerno da parte di Barbarossa e la Tempesta scatenata da San Matteo, avvenuta grazie ad un miracolo del santo che fece affondare gran parte della flotta nemica e salvare la città. La statua del Santo è raffigurata mentre egli è in procinto di scrivere il Vangelo con un libro poggiato sul ginocchio sinistro e una penna sulla mano destra. Al suo fianco un angelo gli porge un calamaio. Questa statua ogni 21 settembre viene condotta in processione nelle strade di Salerno, in onore della festa del Santo. Inoltre la struttura è costituita anche da tre absidi: uno centrale e due laterali. Nell’abside centrale sono custodite le spoglie dei santi martiri Caio, Ante e Fortunato e di San Felice; l’abside sinistra è dedicato alle Sante Vergini, infatti qui sono conservate le reliquie di Marina e Costanza; infine l’abside di destra è detto dei Santi Confessori, infatti vi è una rappresentazione, al di sopra dell’altare di marmo, attribuita a Luigi Roderico.
                                                                                                                    Raffaele Rega

                                                                                                                    Luca Braca      

 

 

 

Duomo di Salerno:

 

RELIQUIA ORGANICA,  FRAMMENTO DI CUOIO CAPELLUTO DI PAPA GIOVANNI II.

 

La reliquia di Papa Giovanni II è custodita nel Duomo di Salerno, precisamente nella Cappella dei Crociati dove troviamo ulteriormente le spoglie di San Gregorio VII. Papa Wojtyla aveva un particolare spirito missionario, fu eletto Papa a 58 anni il 16 ottobre 1978 diventando il primo pontefice polacco della storia. Karol Wojtyla è stato il 264° Vescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica il suo pontificato è stato uno dei più lunghi della storia. Il 13 maggio 1981 ha rischiato di morire a causa dell’attentato da parte di Mehmet Ali Aga  , il quale gli ha sparato all’ addome in piazza San Pietro. Il pontefice, dopo un lungo intervento riuscì a salvarsi. Nel 1983, il Papa si recò in prigione per perdonare il suo attentatore. Morì per motivi di salute il 2 aprile 2005 e venne beatificato il 1 maggio 2011. La reliquia è stata inserita in una teca di legno, donata dal professore Franco Silvestri. Il Duomo di ospita questa reliquia dal 3 dicembre 2017. Il Duomo di Salerno rappresenta il cuore della città, grazie alla sua maestosità e storia richiamando a sé molti turisti, i quali rimangono stupefatti. Questa cattedrale è stata costruita tra il 1080 e il 1085 ed è costituita da numerosi elementi artistici. La presenza della reliquia di Papa Wojtyla è un prestigio perché appartiene ad uno dei Papa più importanti della storia.

MARTA AVELLA  , FRANCESCA CRISCUOLO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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