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Coronavirus: prof. Giulio Tarro “No panico, ma buonsenso!”

Inserito da on 28 febbraio 2020 – 10:01No Comment

Rita Occidente Lupo

Il prof. Giulio Tarro, famoso virologo e Presidente  della Fondazione T. & L.de Beaumont Bonell per le ricerche sul cancro, oltre che Presidente onorario del MESPI, resta in Italia…stoppato dal Coronavirs. Doveva raggiungere Tel Aviv per incontri scientifici, che continuano a vederlo in prima linea nel mondo, ma la situazione sanitaria allarmista, che sta mettendo in ginocchio l’economia italiana e non solo, gli hanno impedito di squarciare l’etere.

“Dovevo raggiungere Israele, con tanto di biglietto e soggiorno prenotato- commenta senza eccessivo disappunto- ma son restato in Italia. Se avessi voluto sfidare il “coprifuoco” sanitario, avrei dovuto accettare la quarantena israeliana, per la mia provenienza. E se fossi partito da altra Nazione, tipo Francia? Non avrei avuto analogo veto! Il fatto non mi ha stranito più di tanto, alla luce dei continui bollettini di panico, che ogni giorno immobilizzano il Paese. Mi sembra assurdo il vortice nel quale siamo precipitati! Credo che tale allarme bombardante, ingiustificato! Anche se le mie competenze non rientrano nel campo specifico del Coronavirus, pur avendo rivestito numerosi ruoli verticistici nell’ambito delle biotecnologie della biosfera e non solo. Il virus incriminato, lascia sul campo solo il 2% delle sue vittime, di solito affette da patologie legate all’età o  d’altro genere.

Di natura respiratoria, apparentemente asintomatico, la sua aggressività è più mite di quella influenzale. Non mi spiego il panico seminato, anche se non spetta a me giudicare il perchè di tale caos. Il Coronavirus è solo al 2% ripeto, lesivo, contrariamente alla SARS al 10% ed alla MERS, con la mortalità di 1 caso su 3. La prevenzione, analoga a quella di altre patologie influenzali, più diffusive: evitare contagio diretto e lavarsi frequentemente le mani. Si sta insistendo nel voler individuare il focolaio in Cina, ma siam certi che non sia italiano? In America, dove la lotta sanitaria già partita nel 2002, è stato ripristinato il regolare ritmo vitale, senza alcun blocco: contrariamente all’Italia. Con le debite precauzioni federali naturalmente, per chi è stato in Cina o a contatto con possibili portatori del virus provenienti da altre aree rosse. La Scienza sta cercando di giungere a risposte più esaustive: intanto la Ricerca ha permesso la guarigione di soggetti colpiti, grazie al plasma, in Cina. La mia annosa esperienza al Cotugno di Napoli, a capo dei Dipartimenti per la Virologia ed i Servizi Diagnostici, insieme alla specifica per le malattie nervose e mentali, mi fa più che mai invitare al Buonsenso, in una situazione che è stata creata volutamente, avvalendosi anche di scarsa competenza.

Nella regione asiatica a sud ovest della Cina, sono stati isolati almeno 50 Coronavirus nell’intestino dei pipistrelli, arrivati a noi giacchè  tali animali rilasciano gli escrementi e li depositano dappertutto, in prossimità di greggi, animali piccoli, grandi, roditori. Il 3% dei contadini di questa zona asiatica ha gli anticorpi per il Coronavirus. Come per l’influenza, c’è l’anno in cui si scatena il ceppo più maligno: sta accadendo lo stesso con i Coronavirus.

Chiunque abbia rapporti con provenienti dalla Cina, visto che è la zona di focolaio centrale, deve star due settimane in quarantena. Negli Stati Uniti non hanno avuto bisogno di interrompere i voli e non hanno i nostri numeri. Per essere contagiati,  il contatto deve essere diretto, attraverso le goccioline che vengono prodotte e diffuse nell’ambiente mentre parliamo, tossiamo, starnutiamo. Se queste vengono a contatto con le mucose di un’altra persona, della bocca, degli occhi o del naso, il virus può introdursi nell’organismo, ma basta il buonsenso per evitare il contagio. Il panico che si sta diffondendo non ha senso”.

 

 

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