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Proverbi Africani: i nemici

Inserito da on 25 febbraio 2020 – 00:00No Comment

Padre Oliviero Ferro  

L’etica africana segnala l’inimicizia come realtà inerente, ma tuttavia ostile alla vita umana individuale e collettiva. Il nemico è una entità molto sentita e molto vissuta nell’Africa tradizionale. E’ l’elemento più nocivo della vita. E’ una realtà visibile e a volte invisibile. E’ lontano e vicino all’uomo. Perciò la tutela della vita umana richiama l’individuo ed il gruppo alla massima prudenza per non cadere mai in mano ai nemici. Ed ecco i proverbi. “Colui che dichiara di non amarti, ti fa vedere ciò che è capace di fare contro di te” (Toucouleur, Senegal) (segnala che il nemico si riconosce dalla disgrazia che ti causa). “Chi picchia il muezzin, non gli offre nessun amore” (Toucouleur, Senegal) (Dal nemico, non si attende nessun aiuto). “Colui che ti tocca e ti lecca le dita, quando muori, potrà mangiarti” (Peul, Senegal) (insegna che, finchè qualcuno è forte, il nemico si nasconde ed è soltanto quando sarà debole che costui rivelerà la sua pericolosità).

“Colui che ti odia, sceglie qual è l’insulto giusto” (Tutsi, Rwanda) (insegna che il nemico sceglie sempre il mezzo giusto per colpirti). Spesso l’inimicizia scoppia anche durante il funerale, quando alla fine ci sono delle testimonianze; per questo si cerca sempre di bloccare queste situazioni, perché poi non si sa dove vanno a finire. “Colui che ti odia, ha sempre gli occhi puntati su di te nelle assemblee” (Basonge, Congo RDC) (il nemico ti spia ovunque ed attende sempre il momento giusto per colpire: in particolare, il momento più pericoloso che richiede maggior prudenza, è l’occasione di un raggruppamento). “E’ soltanto quando uno pulisce la propria casa che potrà uccidere lo scorpione che ci stava” (Malinkè, Senegal) (quando qualcuno si trova in una situazione difficile, scopre i propri nemici e i propri amici). “In una testa ferita, non si ricercano i pidocchi” (Ekonda, Congo RDC). Spesso le inimicizie si tramandano di generazione in generazione, anche in Italia.

“La capretta muore per causa di sua sorella” (Agni, Costa d’Avorio) (il nemico più vicino serve da capro espiatorio agli altri. Occorre evitare di avere nemici tra le persone più vicine). “La parola di un nemico non esce dal ventre” (Bulu, Cameroun) (il nemico è estremamente ipocrita). “Pur danzando eccezionalmente per il nemico, mai ti applaudirà con il cuore caldo” (Malinkè, Senegal) (il nemico non riconosce mai un merito alla persona odiata). Sappiamo che non sempre il nemico agisce direttamente; a volte lo fa attraverso i pettegolezzi, la calunnia e…(non solo in Africa) servendosi anche dello stregone. “E’ contro il muro che devi schiacciare la cimice” (Basuto, Lesotho) (per eliminare il nemico, bisogna attaccarlo dalla parte più vulnerabile). “Quando vedi il pantalone del nemico sul corpo del tuo amico, dici “nuovo nemico, salve” (Malinkè, Senegal) (gli amici dei nemici sono i nostri nemici). Uno può diventare nemico per convenienza, interesse (vedi la politica e non solo).

“Colui che tiene a rovesciarti, ci riesce malgrado le tue precauzioni” (Mèrina, Madagascar) (il nemico ha un cuore d’acciaio; lotterà in ogni modo per eliminare la tua vita. Quindi, si richiede la massima e sempre vigile prudenza). “Chi ride di un nemico, non nasconde i denti” (Dida, Costa d’Avorio) (quando qualcuno maledice il nemico, non ha nessun riserbo nelle parole). “Chi si crea due nemici, imbroglia il figlio con la madre” (Abè, Costa d’Avorio) (i nemici dei nostri amici sono i nostri nemici).  Infine: “Chi non ha nemici nel proprio villaggio, non ne trova da nessuna parte” (Tutsi, Rwanda).

 

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