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Proverbi Africani: la vanità

Inserito da on 16 febbraio 2020 – 00:00No Comment

Padre Oliviero Ferro                                             

La vanità porta l’uomo ad atteggiamenti presuntuosi, suscettibili di minare la sua vita. L’uomo vanitoso vie di apparenza, d’inganno, al di sopra delle sue capacità. E quindi, è capace di porre atti disonesti con il solo scopo di realizzare al massimo il suo istinto di superiorità. Ed ecco i proverbi. “Una persona alta non si mette sulla punta dei piedi, allungando il braccio per tirare qualche cosa” (Peul, Senegal) (Colui di cui il valore è ben conosciuto non ha bisogno di fare il proprio elogio). E uno simile “Il “sono bravo” espone il proprio autore” (Malinkè, Senegal).

Non bisogna vantare troppo una persona, perché ci si dimentica che esistono altre persone più potenti o più valorose di lei. Non fare di una persona il proprio idolo, l’oggetto della propria devozione (anche politica), tanto da diventarne “clientes” (come ai tempi dei romani, quando questi tali andavano al mattino presto a salutare il loro idolo per poterne ricevere le briciole che scaldavano il loro cuore…io sono amico del tale…che neanche mi guarda!). “Se dici che l’elefante è grande, ignori che la savana è più grande di lui” (Malinkè, Senegal). Quando un uomo vanitoso è troppo sicuro di sé, corre rischi di esporsi a gravi pericoli . Quando sei arrivato in cima, senti l’euforia della vetta, ma se non stai attento rischi di cadere presto (come succede a certi personaggi pubblici).

“Vuole essere conosciuto come colui che ha ucciso una zanzara per il suocero” (Toucouleur, Senegal). E uno simile “A forza di esibire ovunque la sua mazza di noci, si finisce col gettarla in mezzo alle formiche rosse”(Basonge, Congo RDC) (capita anche oggi per qualche leader politico o sportivo). E’ meglio non vantare i propri successi prima che si rivelino. “Partito per un viaggio commerciale, il rospo si mise a gridare di orgoglio e poi tante disgrazie lo colpirono” (Basonge, Congo RDC). Attenzione a non alzarsi al di sopra delle proprie capacità, quando si è di condizioni modeste. “Il sudore scorre lungo il corpo, ma non rimonta alla testa” (Akan, Rwanda). Interessante: la vanità dei giovani si mette alla prova soltanto con concrete esperienze di sconfitta. Cadendo, si può sempre rialzarsi e non credersi invincibile, il capitano di tutti. “Il giovanotto apprezza un altro, soltanto quando questi lo ha atterrato” (Bamilèkè, Cameroun). E’ meglio non vantare le qualità dei propri figli davanti alla gente. Potrebbe provocare pericolose invidie  e gelosie da parte degli altri.

“Nessuno vanti i propri figli, mentre le iene urlano” (Attiè, Costa d’Avorio). E’ sempre bene verificare la cantata bravura dell’uomo orgoglioso con fatti concreti (oltre al fumo, ci deve essere l’arrosto).  “Colui che vanta il suo coraggio, accompagnalo sul campo di battaglia” (Hutu, Burundi). L’uomo orgoglioso si rende ridicolo, vantando i propri successi su eventi di scarso valore. “ Chi punisce un matto, sacrifica la propria giornata di lavoro” (Beti, Cameroun). E aggiungiamo alcuni proverbi in swahili. “Chura aliua mbogo” (il rospo ha ucciso il bufalo!). “Mawingu ya pepo yakosa mvua” (le nuvole portate via dal vento non hanno la pioggia: non basta vantarsi, bisogna essere concreti). E un altro simile “Kinywa kengele, miguu mabole” (la bocca è una campana, le gambe sono dei taros: gradi foglie sostenute da steli fragili. Forte nella bocca, ma debole nel lavoro). “Kwa jirani nusu, kwako kunona” (dal vicino mezza porzione, da te una grossa porzione. Kunona=essere grasso, come il vitello grasso. Insomma il vantarsi). Infine “kusemasema kwa ndege kulmpatisha jina”(le chiacchiere dell’uccello gli hanno portato fama).

 

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