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Ricordo di Gaetano Salveti

Inserito da on 31 gennaio 2020 – 00:00No Comment

Giuffrida Farina   

Conobbi, negli anni ’80, il poeta, critico letterario e saggista Gaetano Salveti, persona splendida; un suo breve ritratto, di seguito delineato, è tratto da ADN KRONOS  (28 novembre 2001). ”Lo scrittore e poeta Gaetano Salveti, per tre decenni segretario generale dell’Associazione dei critici letterari italiani, promossa da Mario Sansone, è morto martedì notte a Roma, dopo una lunga malattia, all’età di 79 anni. Dal 1961 ad oggi è stato anche fondatore e direttore della rivista ‘Crisi e Letteratura’, che ha avuto come collaboratori i più importanti nomi della critica d’arte e letteraria: ha ospitato, tra gli altri, interventi di Salvatore Quasimodo, Giulio Carlo Argan, Francesco Flora, Edoardo Sanguineti, Libero Bigiaretti, Giorgio Caproni, Giorgio Barberi Squarotti, Bonaventura Tecchi, Vittorio Sereni, Piero Bigongiari, Giacinto Spagnoletti, Giuliano Manacorda.

Tra i numerosi incarichi ricoperti, Gaetano Salveti è stato anche presidente del ‘Centro studi di poesia e storia delle poetiche’’ e vicepresidente dell’Associazione internazionale dei critici letterari, con sede a Parigi. È stato uno dei fondatori del Sindacato Nazionale Scrittori”. Salveti mi narrò le sue avventure legate al Secondo Conflitto mondiale, era Ufficiale dell’esercito, combatté in Libia e in Egitto, ricevé decorazioni ed il conferimento della Cittadinanza onoraria dai comuni di Arsita e Minori. Mi omaggiò con dedica alcuni suoi volumi, in uno dei quali figurava il suo ritratto eseguito dal grande pittore ed incisore romeno naturalizzato italiano Eugen Dragutescu (recentemente varie manifestazioni dedicate al 100° anniversario della nascita), al quale era legato da affettuosa amicizia. Una singolarità: fu autore di ‘Poesie latine’, con esse esplicitò in una lingua considerata ‘morta’ le più vitali espressioni del tempo. Scrisse intorno a mie elaborazioni, ne apprezzò contenuti e stile; due delle quali sono di seguito proposte.’Il buio fluorescente’ si riferisce alle tenebre indotte dal tragico evento sismico del 1980.

Alcune illustrazioni integrano il presente scritto.

DICEMBRE SCULTORE. Allora il lugubre Dicembre/(Era/il giovincello misero ventenne)/ sgrossò/la carne/pianse/fu un’alluvione/amica un tenero scalpello/che rovesciava giù brandello/ su brandello il solido mantello./Indi l’ingiusto mese riunì coevo/in un incanto l’umano mucchietto/ con cui scolpì la lapide in rilievo/(Era/la macchia del giovinetto la sera/eterna/un guizzare d’eco/ sopra valli amare/apriva le corolle a dissepolti cieli)./ Sfiorava/ignaro/fredde mura/della città listata a lutto./Quella pagina bianca e scura/marcata/la carne strappò del tutto.

IL BUIO FLUORESCENTE. Io ricordo il teschio che fioriva/beffardo nel giglio di quelle albe fiammeggianti/che rapivano il sipario/della notte/ ed assurde s’aprivano al mondo./Laggiù nude/ fetide dimore poggianti/su vecchie ruote di ferro/erano villette luminose,saccheggiate/ambite e maledette./E noi, predoni/del terrore, bestie/capaci d’umani sussurri/cancellavamo dalla mente quel boato/remoto e onnipresente/masticando l’amaro pane di giornata/per tenerci in vita,  accoltellati dal dolore./Non osavamo la sera/profanare i cieli/seppelliti dentro bauli di sangue,  con occhi/aggrumati di lacrime ed ancora/chiaro nel cuore/il sorriso/e l’immagine incontaminata  dei cari,/ dell’amico/nel nostro cuore/di poveri ladri dell’aria. E m’appare/solitario il pianto/e l’urlo agghiacciante senza patria/d’un vecchietto,/caro e tanto vecchio/col viso in fiore dei teneri risvegli.

 

 

 

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