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Proverbi Africani: dinanzi all’impossibile

Inserito da on 20 gennaio 2020 – 00:00No Comment

Padre Oliviero Ferro  

Difetto di possibilità, dovuto all’impotenza, all’incapacità, ai limiti della conoscenza e dell’esperienza umana, l’impossibilità viene insegnata come realtà inerente alla vita individuale e collettiva, anche nel contesti dell’Africa tradizionale. Il realismo che caratterizza l’etica africana implica l’insegnamento e l’educazione all’umile rassegnazione di fronte ai fenomeni umanamente insolubili. Siamo a questo punto, molto vicini ad una morale fatalistica o forse pessimistica. Attenzione però. Perché accettazione di un fatto, di una cosa non significa fatalismo.

Una persona intelligente è colei che sa ben amministrare le situazioni giudicate impossibili all’intendimento ed all’attività circostanziata. Ed voilà les proverbes. “Impossibile pulire l’acqua sporca” (Galla, Etiopia) (intendiamo la sporcizia non provocata., ma che l’acqua comporta in modo naturale. Allora si tratta dell’impossibilità di fronte ai fenomeni naturali. Si pensa che lo sforzo umano sia impotente. Però l’africano sa bene che la natura può essere trasformata dal lavoro dell’uomo). “Siamo solo due sul letto e mi chiedi di dormire in mezzo” (Basonge, Congo RDC) (E’ l’affermazione dell’impossibilità anche di fronte ai fatti non naturali. Quando una situazione è impossibile da realizzare, occorre prenderne atto e continuare la vita in modo realistico, senza porre atti assurdi). “Siamo solo in due e tu vuoi correre in mezzo” (Wolof, Senegal). “Il serpente può sempre correre, ma non potrà superare la propria testa” (Gweabo, Liberia) (è impossibile cambiare i comportamenti naturali, essenzialmente caratteristici di alcune specie viventi). “Non si può sentire il pianto di un feto, dentro la pancia della madre” (Bassa, Cameroun). “Un tappo rotondo non chiude un buco quadrato” (Amandebele, Zimbabwe). “Un cane non può diventare una mucca” (Hutu, Burundi) (non esigere cose impossibili).

“Non è il medico, ma è l’ammalato che si prende la pozione” (Gà, Ghana) (è impossibile per una persone fare tutti i lavori possibili). “In una sola narice non si possono introdurre due dita” (Ntomba, Congo RDC) (non forzare le cose palesemente impossibili). “Due uccellini non si portano su un’unica testa” (Mossi, Burkina Faso) /è assurdo volere cose impossibili). “Faceva due mercati e si rovinò il gioco” (Kanuri, Nigeria) (si dice di qualcuno che vuol fare più cose insieme. E’ come tenere il piede in due scarpe; o “non si possono servire due padroni insieme, come dice il Vangelo). “Non chiedere al sale di essere dolce” (Bamilèkè, Cameroun) (è inutile chiedere all’uomo di diventare ciò che gli è naturalmente impossibile). “Si scalda ad un sole tramontato” (Bamilèkè, Cameroun) (si dice di qualcuno che vuol fare cose impossibili e quindi si rende ridicolo). “La lingua non arriverà al livello del naso” (Dogon, Gabon). “La saliva butta fuori non ritorna in bocca” (Ewè, Togo) (impossibilità di cambiare una situazione ormai consumata. E’ come una volta sposati, non si ritorna più celibi, si diventa divorziati).

“La tomba non porta indietro il cadavere” (Ekonda, Congo RDC) (si parla di una situazione senza ritorno). “Il cane ha quattro zampe, non può seguire due strade alla volta” (Bantandu, Congo RDC) (è impossibile fare bene due cose alla volta. E’ meglio concentrare le energie su una alla volta. E’ il francese “courir deux liévres” correre dietro a due lepri). “La strada del cimitero non si segue due volte” (Ibo, Nigeria) (non si muore due volte. I fatti, come la storia, sono irreversibili). “Non si può vedere un topo nascosto dietro a un elefante” (Bamfini, Congo RDC). “Non si attinge l’acqua con una cesta” (Nyang, Cameroun). “Chi ha l’acqua in bocca non può soffiare sul fuoco” (Ewè, Togo).

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