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Proverbi Africani: di fronte all’evidenza

Inserito da on 18 gennaio 2020 – 00:00No Comment

Padre Oliviero Ferro  

Il pensiero africano riconosce il dubbio nella dinamica della cognizione delle cose e dei fatti della vita. Perciò, il richiamo all’evidenza dei fatti implica una educazione ad accettare l’obiettività di certe realtà e quindi invita a non dar prova di un pessimismo estremistico, che sarebbe dannoso alla vita personale e comunitaria. Ed ecco i proverbi. “Colui che vive vicino alla riviera, sa nuotare” (Bashi, Congo RDC) (richiede di riconoscere senza dubbio che la persona che appartiene ad un certo ambiente deve sicuramente conoscere gli usi e costumi di quell’ambiente). “Se l’antilope salta, come fa il suo piccolo a non saper saltare?” (Peul, Niger) (il significato è uguale al precedente proverbio. In altri termini, l’autore richiede di accettare che “tale è il padre, tale è ovviamente il figlio). “La gamba sinistra cammina sempre a sinistra” (Wanguru, Kenya) (bisogna arrendersi all’evidenza di alcuni fatti). “Quando la piaga guarisce, le mosche se ne vanno via” (Toucouleur, Mauritania) (quando non si vedono più gli effetti, bisogna credere all’evidenza che la causa è scomparsa).

“Il carbone non teme il fuoco” (Dogon, Mali) (Insegna a credere che chiunque è abituato a situazioni dolorose, non teme la sofferenza). “La cesta del pescatore puzza sempre di pesce” (Attiè, Costa d’Avorio) (dal comportamento si riconosce subito se l’uomo è ricco oppure povero; se è onesto o disonesto). “Il suolo non rifiuta mai il cadavere” (Gà, Ghana) (si dice spesso nel senso di un genitore che non può mai rifiutare in casa sua un altro parente infermo, vecchio o in qualche altra situazione difficile come problemi giudiziari, morali…). “Anche se il fiume non è profondo, quando ci butti una pietra, questa va sempre fino in fondo” (Toma, Guinea) (sta ad indicare che la verità è sempre unica ed evidente. Inutile sollevare dubbi di fronte all’evidenza). “Si va al bagno più volte, quando si è mangiato tanto” (Bamilèkè, Cameroun) (ricorda che uno spende secondo le proprie possibilità; chi spende di più possiede tanto, chi spende meno possiede poco). “Non c’è bisogno di indicare l’elefante con il dito” (Bassa, Cameroun) (si dice per indicare che è una verità talmente evidente che non c’è bisogno di molte dimostrazioni).

“Quando si fa una caduta nel fango, se ne esce sempre sporco” (Bamilèkè, Cameroun) (indica che chiunque ha commesso un delitto, ne esce ovviamente con una colpa che lo accompagna tutta la vita). “Se un vaso forato pende acqua, significa che qualcuno ci ha messo l’acqua” (Minah, Benin) (significa che per ogni effetto, c’è una causa; non c’è fumo senza fuoco. E’ un’indubbia evidenza). “Ogni ferita lascia una cicatrice” (Pygmèe, Gabon) (non c’è causa senza effetto). “Una donna che ha saputo partorire un figlio, non mancherà di un pezzo di pelle per portarlo” (Hutu, Rwanda) (sta ad indicare di credere che chiunque realizza grandi opere, non sarà incapace di realizzare quelle piccole). “L’elefante morto non si difende più contro le mosche” (Pygmèe, Gabon) (indica che un defunto non sa difendersi. E’ una evidenza). Ci facciamo ancora aiutare dagli amici Warega del Congo RDC con la “corda della saggezza”. Si sospende alla corda una foglia di lubaketa (un arbusto a foglie piccole) o di lubeleketa (arbusto di cui la scorza si rompe quando lo si curva). Ecco il proverbio “Il lubaketa, anche se è piccolo e fragile, ha impedito di vedere l’elefante nella foresta” (su tu presti troppa attenzione a una piccola cosa, tu lascerai passare ciò che è importante. Sappi relativizzare quello che ti capita).

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