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Salerno: PCTO Liceo “Severi”, visita a Palazzo di Città

Inserito da on 17 gennaio 2020 – 05:46No Comment

Incontro con Presidente Fondazione Ravello, Ermanno Guerra: tra musica e politica

Ermanno Guerra è presidente della Commissione Cultura da ormai dieci anni, ma ne sono già venti dedicati al mondo della politica presso il Comune di Salerno da assessore. Interessanti i suoi trascorsi da medico. Possiede, infatti, una laurea in medicina con specializzazione in odontoiatria, salvo poi abbandonare completamente questa professione circa dieci anni fa.

Il 15 gennaio 2020 i ragazzi del corso PCTO di Giornalismo del Liceo Severi hanno avuto il privilegio di recarsi a Palazzo di Città e intervistarlo. Una volta entrati, sono stati accolti alla sala del Gonfalone, ornata di fregi, statue e rappresentazioni pittoriche. In essa è anche presente la bandiera del Comune di Salerno, caratteristica per essere una delle uniche in Italia ad avere raffigurata l’immagine del Santo Patrono (San Matteo).

Il presidente ha esordito illustrando in breve l’organizzazione burocratica del Comune, in particolare ciò che riguarda il sistema di votazione ed elezione del sindaco e di tutto l’apparato amministrativo.

Successivamente, il discorso con l’ex assessore si è incentrato sul Ravello Festival, organizzato dalla fondazione Ravello di cui egli stesso è presidente. L’evento si tiene annualmente nei mesi di luglio e agosto e unisce l’arte della musica alla bellezza di un paesaggio unico al mondo, tra la suggestione della costiera, l’eleganza di Villa Rufolo e la vivacità del luogo alimentata dall’ enorme affluenza straniera: un vero e proprio crogiolo di cultura. Il tutto culmina con il Concerto all’Alba nella notte di San Lorenzo. Qui lo spettacolo, che negli anni ha ospitato le migliori orchestre d’Europa e del mondo, è messo in scena su un palco montato al di sopra di uno strapiombo mozzafiato che dà sul mare cristallino della Costiera Amalfitana.

Il presidente ha infine insistito sull’importanza della politica e sul suo valore. Egli ha infatti esortato i ragazzi ad approcciarsi con passione ad essa senza lasciarsi influenzare dal pregiudizio nei suoi confronti, etichettandola esclusivamente come esercizio di delinquenza e individualismo.

                                 Carlo  D’Auria – Fausto Filippella – Antonio Tufano

Intervista al viceSindaco, Assessore alla P.I. Eva Avossa

Il giorno 15 gennaio i ragazzi del percorso PCTO-Giornalismo si sono recati presso il Comune di Salerno, accompagnati dalla tutor Rosa Noce e l’esperta esterna Rita Occidente Lupo, per incontrare il vicesindaco e assessore alla pubblica istruzione Eva Avossa. Sono stati accolti dall’assessore Ermanno Guerra nella Sala del Gonfalone, per poi essere raggiunti dalla vicesindaca la quale si è presentata per rompere il ghiaccio. Dopo la breve introduzione i ragazzi hanno iniziato l’intervista ponendo diverse domande riguardanti la sua carriera politica e le innovazioni da apportare per migliorare la città del sole e del mare.

Perché intraprese la carriera politica?

Eva Avossa: Nel ‘74 fondai un’associazione per ragazzi, iniziando a fare “politica di strada”. Successivamente fui spinta dai miei compaesani ad intraprendere la vita politica. Da circa 15 anni occupo il ruolo di vicesindaco ma, durante una fase del mio primo mandato, svolgevo contemporaneamente l’attività di docente presso le scuole elementari.

 Come fa una donna a gestire il ruolo di politico con le incombenze familiari e domestiche?

Eva Avossa: Ho sempre vissuto con mia mamma che mi ha trasmesso il valore della famiglia, valore nel quale credo molto. Certo, non è semplice conciliare gli impegni familiari con il lavoro essendo il mio un ruolo molto impegnativo che non mi permette mai di andare effettivamente in ferie, bisogna rinunciare a qualcosa, ma lo faccio con piacere e, fin quando riuscirò a farcela con le mie forze senza dover chiedere aiuto a qualcun altro, continuerò a farlo.

Ci sono iniziative per la giornata della memoria?

Eva Avossa :”Io e gli assessori del comune abbiamo proposto tra le varie iniziative quella di organizzare uno ‘spettacolo’ in onore dei deportati, con la partecipazione di una sopravvissuta .Ci teniamo molto a ricordare ,in modo tale che quello che è capitato non succeda più.

Alla fine di questa intervista i ragazzi sono rimasti molto colpiti dalla figura di questa donna, che mette al primo posto il bene della propria città.

Alla fine della giornata, il Vicesindaco ha regalato ai ragazzi la Costituzione, per invogliarli a seguire il codice civile .

Vincenzo Filippella, Martina Quaranta , Diletta Terralavoro, Tommaso Turco

 

UN VICESINDACO  CICERONE

Visitatol’interno del Comune della città di Salerno, grazie al vicesindaco Eva Avossa.

Il Palazzo di Città di Salerno è stato inaugurato nel 1936. E’ alto quattro piani, con un porticato all’ingresso. L’edificio è stato progettato dall’architetto Camillo Guerra e ha una architettura in tipico stile fascista. Nel 1944, quando Salerno fu sede provvisoria del governo italiano per un paio di mesi, si sono tenute riunioni del governo Badoglio e il primo Consiglio dei ministri del post-fascismo con il governo Bonomi II.

La sala principale si chiama “Salone dei Marmi”, quale ricco di marmi policromati. L’interno è decorato con una serie di fantastici dipinti del pittore salernitano Pasquale Avallone raffiguranti le varie fasi della storia della città. Vicino al Salone dei Marmi, si dispongono da una parte la sala delle commissioni, ora “Sala della Giunta”, mentre sul lato opposto, la Sala della Consulta, ora “Sala del Gonfalone”, con il suo bellissimo soffitto. Sullo stesso piano vi sono gli uffici del vicesindaco e dei vari assessori nonché l’ufficio del governatore.

Francesca Montone-Giovanna Danisi-Giada Di Lucia

Assessore Gaetana Falcone: “Niente di scontato”

Ogni giorno la mattina ci alziamo dal letto, andiamo in cucina, prendiamo una tazza di caffè e poi andiamo o a lavoro o a scuola. Tutto ciò che a noi sembra scontato, in realtà non lo è affatto.

Lo spiega l’assessora alle pari opportunità Gaetana Falcone, coinvolta ogni anno in missioni in Repubblica Democratica del Congo, e che vede abitualmente realtà diverse dalle nostre: bambini che giocano a calcio con un pallone di foglie, donne che raccolgono l’acqua dal fiume e cucinano sulle pietre, sanità inesistente e isolamento. Allora lo scopo di queste missioni è proprio quello di donare un sorriso a queste persone, oltre che dar loro strumenti per migliorare il proprio stile di vita.

L’assessora tiene a sottolineare come il solo incontro sia motivo di gioia e invita tutti noi a viaggiare, conoscere nuove culture, partecipare al progetto Erasmus, inoltre ci ricorda di quanto siamo fortunati anche solo ad essere liberi di ampliare i nostri orizzonti.

Carlo D’Auria- Chiara De Dominicis

ANTONIA WILLBURGER: FIGLIA D’ARTE ED ASSESSORA ALLA CULTURA

Nata da genitori austriaci, nel 1963 il padre vinse una borsa di studio presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Gli venne indicato il sud Italia e, senza conoscere la realtà nella quale si sarebbe trovato, decise il Cilento come meta, più precisamente Acciaroli. L’assessora cresce con una propensione ad amare i nostri territori, non solo per i suoi paesaggi, ma anche per la sua storia artistico-letteraria che era quella che aveva spinto il padre a studiare al sud. Nella sua vita istituzionale Antonia cerca di trasmettere soprattutto ai giovani l’amore che prova nei confronti della nostra storia e, partendo dal passato, cercare di consolidare il presente e inventare il futuro poiché è il passato che dà l’incipit per inventare cose nuove. Crede molto nei giovani, nella loro creatività, nella loro sensibilità, nella loro curiosità poiché è questa che spinge a studiare. Molto dedita al suo dovere, ci tiene ad essere presente ad ogni evento inerente al suo mandato e, soprattutto, a parteciparvi attivamente.

Tommaso Turco

GIOVANI A CACCIA DI FUTURO…

Ogni anno in Italia milioni di studenti lasciano le loro famiglie, la loro casa, le proprie certezze per inseguire le loro passioni e costruirsi un futuro.  Tutto il flusso migratorio è orientato verso il nord Italia, dove sono presenti le migliori università e accademie del nostro paese. Si lascia il proprio nucleo familiare per cercare  di inseguire un futuro migliore,  frequentando le migliori realtà universitarie dei tempi odierni nella speranza che permettano di ricevere incarichi di un certo spessore. I ragazzi che provengono da realtà di piccoli centri cittadini, si trovano catapultati nella vita frenetica e caotica dei principali capoluoghi d’Italia.

Il nord Italia è molto gettonato per la presenza di grandi aziende e maggiori sbocchi lavorativi che solo le grandi città riescono ad offrire. Frequentare l’università fuori dai propri confini cittadini, inevitabilmente , lascerà dei ricordi e dell’esperienze che rimarranno indelebili nelle coscienze dei singoli  sia nel bene che nel male.  Non bisogna avere paura di inseguire i propri sogni perché la vita è imprevedibile e chissà…

                                                                                                                                                Mattia Pellegrino

 

 

 

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