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Proverbi Africani: l’avarizia e la cupidigia

Inserito da on 26 dicembre 2019 – 00:00No Comment

Padre Oliviero Ferro

In una società dove i valori di solidarietà sono fondamentalmente esaltati, l’avarizia è un grave difetto e l’avaro una personaggio detestabile di cui nessuno si fida. Per gli africani, l’avarizia è un grave limite. Ecco i proverbi. “In una casa dove si ha fame, il cane non entra” (Dida, Costa d’Avorio) (mai fidarsi della persona cupida). “La bocca che mangia senza che la senti, se grida al soccorso, non la sentirai nemmeno” (Tutsi, Rwanda) (Qualcuno che ti ha nascosto la propria opulenza per non aiutarti, quando sta nel bisogno, non lo devi aiutare).

“Ha una bella bocca e mani cattive” (Ngani, Congo RDC) (Sa parlare, ma non dona mai). “Se sei ricco e non sai dividere” (Bassar, Togo) (E’ come se non avessi nulla). “Se non conosci colui che si isola per mangiare, osserva colui che litiga all’ora di mangiare” (Peul, Senegal) (Quando vedi qualcuno alzare la voce e litiga al momento del cibo, stai sicuro che è un avaro che vuol allontanare gli ospiti per non invitarli a mangiare). “Una donna avara non rifiuta nulla al proprio figlio” (Bassar, Togo) (L’avarizia ha dei limiti). “La persona avara fa tesoro per gli altri” (Hutu, Rwanda)(i beni raccolti, conservati dall’avaro, serviranno agli altri). “Sono i ricchi che invidiano le cose” (Tutsi, Rwanda) (la cupidigia è un male specifico dei ricchi). Andiamo ai proverbi swahili. “Aliyemnyima mwenzake nyama ya senji, mbuluku akamnyima nyama ya mboko” (chi ha rifiutato di dare a un suo compagno della carne del topo di palude (del Gambia), l’antilope nana gli ha rifiutato la carne del bufalo.

Un servizio rifiutato ritorna contro di te). “Kobe, unipe! Anasema: Mkono ni mfupi. Lakini, wanamwambia: Twaa. Anakamata” (tartaruga, dammi! Lei dice: la mia zampa è troppo corta. Ma le si dice: prendi. E lei prende). “Mziba sikio asimsikilize maskini, akija naye kulalamika hatasikilizwa kamwe” (chi chiude le orecchie per non sentire la richiesta del povero, se gli capita di chiedere aiuto, non sarà ascoltato per niente). “Uko unakamata vya vitu, vyako unashiriba ku kibambazi” (Tu mangi il cibo degli altri, il tuo lo tieni dentro il muro. Non sii avaro fino al punto di non invitare nessuno). “Mla kikoa kwa mwenziwe, asilipe kamangombe asio na pembe” (chi mangia a suo turno da un compagno, senza rendergli il medesimo invito, è come un bue scornato. Oppure ha la testa calva, oppure è un uomo appassito, che viene indicato con il dito da tutti).

“Maji yanyewewa na kinyweo; matupu yasonga moyo” (l’acqua, la si beve con delle bevande; quella pura, chiude il cuore: Non offrire da bere, senza dare da mangiare). “Mzoea kutwaa kutoa ni vita” (l’abituato a ricevere, prendere e si rimpinza è la guerra) per condividere). “Mali ha bahili huliwa na dudu” (le ricchezza dell’avaro sono preda dei vermi). “Hakuja na chochote; hakuja na make wale maume” (è venuto senza niente, niente per le donne, niente per gli uomini). “asiyenitua kwa hili langu, akiwa na lake n’asitumai” (qui non mi aiuta a liberarmi dal mio problema, se tocca poi a lui, che non si aspetti niente da me). Concludiamo con qualche proverbio dei Warega (Congo RDC) con la loro “corda della saggezza”. Si sospende alla corda un pezzo di banano. “Un notabile, un uomo degno di questo nome, non lo si blocca con una corda; ciò che lo lega è il cuore del banano” (non lasciarti attirare dai complimenti, le vanterie, l’affermazione della forza brutale, l’argento potente ma corrotto. Va’ dove c’è la dolcezza, la giustizia e la concordia).

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