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Bracigliano: ponte Immacolata “A Notte ra Maronn”

Inserito da on 6 dicembre 2019 – 05:26No Comment

Anna Maria Noia

Vergilianus, Prochilianum o paese “inter brachia montium” (tra le braccia dei monti): stiamo parlando della ridente località di Bracigliano – 5mila anime – che si estende voluttuosa tra la Valle Irno e quella del Sarno. Tra panorami idilliaci. Una cittadina genuina e densa di retaggi etnografici. Tra questi annoveriamo i “Misteri” pasquali, in atto il venerdì santo – con la partecipazione di tutti i residenti, e non solo. Per onorare il sentitissimo culto dell’Immacolata Concezione, soprattutto nella fattispecie del noto e antico convento intitolato al patrono S. Francesco di Assisi, ecco che in questi giorni si stanno tenendo numerose occasioni di celebrazioni e manifestazioni. Tra il sacro e il profano, per quanto riguarda gli “appuntamenti” religiosi e – invece – quelli legati al programma “civile”. Tutto è iniziato a partire dal 29 novembre. Dal punto di vista religioso, il 7 dicembre – alle 20 – si tiene la veglia di preghiera dedicata alla Vergine. L’8, invece – solennità dell’Immacolata – i fedeli potranno partecipare alle celebrazioni eucaristiche delle 7.30, delle 10.30 e – in serata – a quella delle 19. A seguire, per l’otto dicembre, la processione aux flambeaux – con la statua della Madonna concepita senza peccato originale ad… “incontrare” (idealmente) i Braciglianesi, lungo le principali vie del paese. Ma passiamo senz’altro al pur ricco e variegato programma “laico”: il 7 dicembre, alle ore 20.45, l’ancestrale convento francescano – oasi di pace e di preghiera sin dal ‘600 (dei cui anni conserva la grana parte della struttura) nonché edificio ricco di storia e di interessanti avvenimenti – vedrà nei suoi spazi il rito dell’accensione del grande albero di Natale, con la partecipazione della corale Schola Cantorum “Psallite Deo” del convento (sempre di S. Francesco) di Cava De’ Tirreni. La corale sarà diretta, per l’occasione, dal nuovo guardiano della struttura – padre Corrado Sica. A seguire, l’atteso concerto della band “Le nuvole” – che si esibirà nella riproposizione delle più significative hit radiofoniche italiane (o non) del momento. Saranno presenti le principali autorità, con il sindaco Antonio Rescigno e i responsabili del convento (padre Corrado). Tutto ciò nelle aree del convento, negli antichi suoi saloni – così pregni di arte e le cui pietre tanto hanno da raccontare ai fedeli, raccolti in tal sacro luogo. Alle 11 dell’8 dicembre, ecco l’inaugurazione del consueto e tradizionale presepe – tra gli affreschi del chiostro. Alle 13, il momento più… “godereccio”, se così possiamo affermare; un’occasione di agape e/o di condivisione fraterna, degustando le leccornie e le pietanze nell’ambito del “pranzo dell’Immacolata” in convento. Il menu fisso, a 10 euro, prevede l’assaggio di alcuni piatti tipici della tradizione culinaria (e non soltanto) della cittadina. Famosa, rinomata, apprezzata per molti prodotti quali salumi, il pane (soprattutto il mascuotto) e il mallone di verdure. In questi giorni, tante sono state le adesioni e le iscrizioni per partecipare al momento conviviale. Alle 20.45, sempre di domenica 8 dicembre, si terrà l’esibizione canora del trio “Umberto Petacca” (un team di artisti locali). Il concerto prevede anche la degustazione di panini con salsiccia e di caldarroste. Questi happening (o eventi che dir si voglia) vanno sotto il nome di “A notte ra Maronn” – alla prima edizione. La kermesse è stata voluta da padre Corrado, il guardiano (da tre mesi) della struttura, e dagli altri confratelli padre Maurizio Pianta e padre Antonio Monaco. Hanno collaborato, tra tanti altri organizzatori, i responsabili dell’apposito comitato festa. Tra questi ricordiamo, particolarmente: Stefano Albano, Gennaro “Rino” Russo, Carmine Botta e Carmine Sarno. Dunque Bracigliano si mostra, oltre che il paese delle ciliegie e della musica, una comunità (pur piccola) industriosa e operosa. Molto attaccata alle tradizioni culturali, che oggigiorno – nella nostra frenetica società – sembrano dover sparire nel silenzio generale. Peccato per le nuove generazioni, rispetto alle collettività cittadine metropolitane e spersonalizzate. Invece, nei dintorni del convento – con statue antichissime e ben due cori all’interno – tutto è rimasto (pare) come tanti anni fa. Anche dopo la sciagura ecologica (e… “sociale”) del 1998, che tanti lutti ha apportato alla tranquilla e semplice collettività braciglianese. “Con queste molteplici manifestazioni, sia religiose che non – dichiara padre Corrado – io e la comunità dei frati abbiamo inteso festeggiare con dignità e devozione l’Immacolata Concezione di Maria; qui a Bracigliano molto animata e vissuta”. “Per rinverdire – afferma il religioso – le tradizioni del passato, in continuità col futuro. Bracigliano ha da sempre manifestato una religiosità spiccata, un grande affetto e tanto rispetto nei confronti dei santi patroni o di altri taumaturghi”. “Siamo molto contenti per la generosa risposta da parte della cittadinanza, della popolazione, verso il cartellone di iniziative promosse dal nostro convento – chiosa il frate. Il convento stesso, edificio centenario sopravvissuto a secoli di vicissitudini, ha visto la presenza della nobile famiglia Miroballo e di quella, altrettanto rinomata, dei D’Aragona; un altro personaggio che ha operato per il bene della struttura è stato padre Bernardino Calabrese da Lioni – eminente personalità, ministro provinciale, definitore generale, guardiano del convento. Si tratta di un luogo sereno e ameno, donde attingere pace e libertà. Tante altre iniziative, sia culturali che gastronomiche, si incentrano in tal posto. In inverno come in primavera o in estate. In un paese di persone autentiche, che effettuano sacrifici e vivono la propria quotidianità con animo semplice e devoto – ricco di fede e di speranza. Che sia – o meno – nei dintorni del convento.

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