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Proverbi Africani: gelosia e invidia

Inserito da on 1 dicembre 2019 – 00:00No Comment

Padre Oliviero Ferro  

Son sentimenti distruttivi della vita. Le gelosia porta l’uomo all’odio, da questa si può passare ad atti di estrema gravità come l’eliminazione della persona invidiata oppure della propria vita. Si è portati alla gelosia per vari motivi: per invidia delle ricchezze (materiali, intellettuali e delle doti spirituali e virtù morali) degli altri; per spirito possessivo dei propri congiunti (moglie, marito, figli, amico, conoscenti.). Scatta come marca del rifiuto dei propri limiti ed espressione violenta della non realizzazione del Super-Io. E anche quando c’è lo spirito di esclusione degli altri (concorrenti) in quella stessa direzione dell’affermazione dell’Io. Nella mentalità africana gli invidiosi radicati nel male sono associati agli stregoni. Di solito, quando succede qualcosa di negativo nella propria vita (incidente, malattia, fallimento professionale, qualunque morte), la si attribuisce all’invidia di qualcuno (gelosi, invidiosi, stregoni) nell’ambiente della vittima o nei dintorni). Sono questi tre fattori, occulti o visibili che provocano il male, secondo la mentalità africana.  La gelosia, nel suo modo particolare, si manifesta con atteggiamenti violenti, ingiuriosi nei confronti della persona ambita e non raggiunta, da un’assurda e irragionevole aggressività. Ecco i proverbi, che ricordano anche le preghiere da fare contro queste categorie di persone. “Colui che fugge dalla gelosia, attraversa una foresta, ma la ritrova dall’altra parte” (Rwanda) (la gelosia è presente in ogni luogo e persona). E’ meglio non nutrire gelosia per ciò che non si possiede, ma accontentarsi di quello che si ha. “Colui per il quale brilla il sole, deve seccare ciò che possiede” (Bassar, Togo). Naturalmente i pigri nutrono gelosie per l’uomo laborioso. “La gente odia colui che si dà da fare” (Baoulè, Costa d’Avorio). L’eccesso di invidia porta a dei comportamenti dannosi “Chi invidia troppo, mangia un cibo caldo” (Basonge, Congo RDC). L’invidia spinge gli uomini a consumare da soli i loro beni e ad invidiare quelli degli altri. “Gli stomaci invidiosi Mangiano i loro cibi in pace; quando mangiano i nostri, gemono” (Ashanti, Ghana). L’invidia spinge talmente l’uomo all’eccesso di desideri, che gli vengono a mancare le cose più facilmente raggiungibili. Chi vuole raggiungere due obiettivi (correre dietro a due lepri nel medesimo tempo) alla volta, li manca tutti e due. “La presenza di due anguille lasciò la volpe affamata” (Mashona, Zimbabwe). Bisogna sempre lottare contro l’invidia e la gelosia. “Non fissare troppo la cosa che non si può acquistare” (Mèrina, Madagascar). E’ meglio non essere gelosi del vicino che ha più beni di noi. “Colui che non ha un collo è piuttosto proprietario dei gioielli” (Berbère, Algeria). E quindi non invidiare ciò che non ci spetta. “Non ci si stende su un letto dove non si dorme” (Bassar, Togo). A volte si invidia da parte di un congiunto la bellezza di un congiunto di un altro. “Il geloso dice: ”Quanto è grande quel grillo al becco della gallina” (Lunda, Zambia). Un coniuge geloso è comprensibile rispetto a un coniuge adultero. Si insegna che qualche forma di gelosia è comprensibile come male minore. (Mèrina, Madagascar). Andiamo ancora dai Warega del Congo RDC, che sulla “corda della saggezza” sospendono l’immagine di un storpio. E dicono “Tu hai ucciso il tuo amico, lo storpio; tu desideri i beni del tuo vicino”. Quindi si consiglia di essere fedeli all’amicizia non sfruttarla per far crescere tu stesso le debolezze dei tuoi amici. Anzi sii contento di quello che gli altri possiedono.

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