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Castel San Giorgio: festeggiamenti per l’Immacolata

Inserito da on 1 dicembre 2019 – 03:45No Comment

Anna Maria Noia

A Castel S. Giorgio, dal 29 novembre in poi – con un preludio sabato 23 (sempre novembre), quando gli artisti Vincenzo Avagliano e Alfonso Vitale hanno presentato la conclusione dell’opera – sulla Madonna come colomba – si sono susseguite molte iniziative e manifestazioni in onore della Vergine Immacolata. Un culto partecipato e sentito in tutto il comprensorio sangiorgese – ma particolarmente nell’ambito della Congrega omonima, retta dal priore ed hair stylist pour homme Gennaro Cibelli. Con vari momenti, di spessore sia religioso che laico. Nei locali della Confraternita, venerdì 29 novembre scorso è iniziata la novena – in prosecuzione fino al 7 dicembre. La novena sarà “allietata” (caratterizzata) dal Santo Rosario meditato, più Messa, a partire dalle 18.15; nonché dall’accensione della lampada per la Beata Vergine Immacolata (ore 18.45). Il 5-6-7 dicembre si terrà il triduo solenne, con alcuni sacerdoti ospiti a disposizione – anche – per le confessioni. Venerdì 6 dicembre, invece, saranno presenti alla Messa delle 19 le suore crocifisse adoratrici stanziate al capoluogo; nel loro convento – dopo il sisma dell’80, che rese inagibili i locali della Congrega – furono trasferiti gli arredi sacri e il simulacro della Madonna. Tutto ciò fino al 1999, in occasione della “rinascita” del pio sodalizio. Sempre dal punto di vista religioso, un momento importante per la comunità di S. Giorgio sarà alle 22.15 di sabato 7 (vigilia dell’Immacolata Concezione di Maria); in tal occasione si vivrà la recita del Rosario alla presenza dei confratelli. Alle 23, infine, la celebrazione liturgica con la presentazione all’altare di suppliche, lodi, preghiere e altri pensieri scritti dai fedeli. Domenica 8, altro momento clou: Messe alle 9.30 e alle 11. Quest’ultima sarà solenne, animata dal coro parrocchiale e dai giovani della parrocchia. Alle 15, ecco la tradizionale processione con la statua di Maria – a seguire, altra Messa. Con l’approvazione e l’impegno del parroco, don Gianluca Cipolletta. Il programma civile vedrà diverse occasioni interessanti – ad esempio il 3 dicembre (ore 20), con il concerto degli ensemble di chitarre, archi e canto a cura del liceo musicale “Galizia” di Nocera Inferiore; per finire il 6 dicembre, quando alle 19 verrà presentato l’elaborato di Alfonso Ferraioli – direttore artistico de “La magnifica gente do Sud” – con il suo “Il dono”, sulla donazione degli organi. Tutto ha avuto origine sabato 23 novembre, quando molti fedeli e devoti si sono raccolti nei locali della Confraternita per assistere alla presentazione del manufatto di Avagliano e Vitale – poetico e di effetto, d’impatto. Fuori pioveva, ma all’interno l’aria era limpida di incantata attesa; dinanzi all’altare maggiore della chiesa annessa all’Arciconfraternita, come consuetudine degli ultimi anni, ecco a discutere e ad analizzare tutto i maestri Avagliano (scultore) e Vitale (pittore) – entrambi ex docenti in un liceo salernitano nonché amici. Insieme a Cibelli. C’è da predisporre una nuova installazione artistica, la Madre di Dio che deve aprirsi come la chiesa, ad accogliere i propri figli. Come realizzare un effetto simile? Si confrontano (si sono confrontati) idee e progetti. Oltre ai due artisti, a Gennaro Cibelli e ad altre personalità – come il sindaco Paola Lanzara – ha avuto modo di visitare la Congregazione e dunque la realizzazione anche l’amico di sempre Antonio Donadio – di origini meridionali ma residente da tempo a Bergamo. Un incontro inatteso, che ha apportato gioia e letizia nei cuori della collettività sangiorgese. Quindi anche questo scrittore ha potuto partecipare alla… “discussione” (se così si può definire) su come ispirarsi alla Vergine per creare un nuovo elaborato e porlo all’attenzione della folla di fedeli. Vitale ha asserito, nel mezzo della stessa discussione: “Un così grande evento divino non è di facile interpretazione”; “Basta possedere un minimo di conoscenza religiosa” – controbatteva Avagliano, mentre lo scrittore cavese Donadio esprimeva: “Chi vuole, saprà cogliere i velati simboli insiti nella rappresentazione artistica”. Alla fine di questo scambio di opinioni, veemente e appassionato ma “pacifico”, tutto è stato deciso. Si sa, secondo le parole del narratore Donadio, che l’arte figurativa procede per immagini sensoriali, che diventano vettori simbolici nel contenuto da veicolare. Lungo un filo narrativo che si snoderà anche con l’installazione del presepe, un’umile mangiatoia che si innalzerà al Cielo per poi ridiscendere sui fedeli come raggio di Sole. Ad illuminare il cammino degli uomini tutti – anche non credenti. A rappresentare la luce della Chiesa. Antonio Donadio ha quindi espresso apprezzamento per le iniziative poste in essere, anche quest’anno, dal priore e dai confratelli assieme a don Gianluca e ai due ex docenti. Sabato 23 novembre, poi, è stata una giornata memorabile anche per altre ragioni. Pare che la Congregazione di S. Giorgio sia stata fondata addirittura nel 1710, molto prima della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione – avvenuta solennemente nel 1854, ad opera di papa Pio IX. Ciò emerge dai festeggiamenti per l’edizione 2019, promossi dal dinamico priore Cibelli ed approvati dal padre spirituale – il parroco don Cipolletta. Nonché dagli iscritti all’Arciconfraternita. Una forte “ansia religiosa” si spande, quindi, verso il cielo di Castel S. Giorgio – fino ed oltre l’8 dicembre: tutti sono e saranno protesi “ad maiorem Virginis gloriam”. La “causa della letizia umana”, la “porta del Cielo”. Tant’è vero che l’opera completata è dedicata proprio a Lei, nostra Madre. Il titolo originale è: “Splendono d’argento e d’oro le ali della colomba”. Parafrasando il salmo 67, versetto 14. Il critico e narratore Donadio, assieme a tutti gli altri partecipanti, ha espresso plausi verso questo bel lavoro. Acute, poi, le altre riflessioni a cura del priore – sul senso, sul significato del manufatto. Che ci mette in contatto con la divinità. Pur in cammino, sempre, verso la patria celeste: la “Gerusalemme” eterna. Cibelli ha poi illustrato come, ogni volta, la Congrega da lui guidata cerchi sempre di arricchire il programma delle celebrazioni nei confronti della Vergine – tramite manifestazioni nuove e originali. Infine il priore ha rivolto fervidi ringraziamenti all’indirizzo del primo cittadino di Castel S. Giorgio – l’avvocato Lanzara; del padre spirituale don Gianluca Cipolletta e dei membri dell’associazione da lui capeggiata. Ciò auspicando “un maggior impegno cristiano e religioso, di devozione alla Madonna Immacolata non solo nel solco della tradizione, bensì proiettati verso un futuro fulgido”. La novena, ricordiamo infine, è stata, è e verrà “integrata” dalle poetiche, malinconiche e struggenti zampogne dell’ensemble “D’altrocanto” – col “mitico” maestro Antonio Giordano. Ed è già Natale. Ed è già Paradiso, assieme a Maria – la mamma del Cielo.

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