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Proverbi Africani: la negligenza

Inserito da on 19 novembre 2019 – 00:00No Comment

Padre Oliviero Ferro  

Una persona negligente espone la propria vita, i propri beni, i propri servizi e quelli degli altri ad imprevisti pericoli. Per questo, la sapienza insegna la gravità della negligenza e richiede di evitarla. Ed ecco alcuni proverbi che spiegano meglio l’idea. “Mentre la gamba brucia, tu chiedi da dove viene l’odore” (Serer, Senegal) (si dice per accusare l’uomo negligente che si interessa di cose meno importanti, mentre quelle essenziali sono in pericolo .

E’ importante la prudenza, perché la negligenza può causare enormi spese. “Se ciò che sottovaluti si aggrava, può arrivare fino alle spalle” (Basonge, Congo RDC). Se tu hai molte responsabilità, occorre saper esercitare con equilibrio, stare attento ad ognuna di esse, per questo “mentre cerchi di vestire le galline, le mucche rovinano il cotone nel campo” (Bornu, Ciad). Se per caso vedi un uomo indifferente ad una cosa interessante, significa che egli dispone di un’altra soluzione al suo bisogno. Insomma negligenza per interesse.

Quindi “Se vedi un uccello attraversare di corsa la foresta, vuol dire che vive nella savana” (Fang, Gabon). In effetti, il negligente è talmente ingenuo che non si procura del minimo necessario per la sua vita. “L’uomo negligente non compra una piccola treccia” (Tutsi, Rwanda). C’è anche chi si approfitta  di persone negligenti. “Dalla pentola di una donna negligente, qualunque persona può rifornirsi di cibo” (Motu, Mali). E a causa della sua negligenza, quest’uomo può subire danni da qualsiasi cattiva persona. “Una bestia selvaggi temeraria è stata uccisa dal tagliatore di legna” (Hutu, Burundi). Chiediamo aiuto ai Warega, con la loro “corda della saggezza”. Partiamo da questo. Viene sospesa alla corda una noce di mumbite(o macadamia) (con all’interno la mandorla che si può mangiare) “Cosa di mumbite, io sono uscita sulla strada perché mi si obbligava contro la mia volontà” (dato che la noce di mumbite è caduta sulla strada, è stata spaccata per estrarne la mandorla.

Quindi, se tu vivi con gli uomini, in mezzo a loro, aspettati di essere interrogato per approfittare del meglio di te stesso. Dunque se tu desideri essere utile e disponibile, prendi posto in un crocevia, vicino a un centro commerciale o intellettuale. Quando tu diventi uomo e sei riconosciuto come tale, si chiederà il tuo aiuto da ogni parte. Se il bambino si interesserà soprattutto di se stesso, l’adulto dovrà aprirsi liberamente alla socialità). In un altro caso, si sospende alla corda un mini sgabello kisumbi (a quattro piedi a gomito), a cui si attaccano alcuni proverbi. “Io sono meravigliato: ecco un uomo con quattro braccia” (lo sgabello è formato da due elementi concavi, legati da quattro piedi a gomito: In più un declivio, scolpito nella base cilindrica indica un quinto piede, centrale, anche se abbozzato.

Questa disposizione rappresenta la struttura medesima del clan: il clan ha quattro radici congiunte, costituite per le grandi discendenze maschili, perpetuandosi di padre in figlio (discendenza agnatica); il clan approfitta del quinto elemento costituito dagli alleati, incorporati attraverso i matrimoni (discendenza cognatica).  Insomma se si tiene in conto questo simbolismo, l’iniziato che si siede su questo sgabello si mette in contatto vitale con i grandi fondatori e tutta la discendenza degli antenati, sia dalla parte degli uomini che delle donne. Essere installato su questo sgabello, è dunque attingere la forza negli incontri del clan, nei quattro bracci che lo costituiscono. La cavità inferiore è lo statuto speciale dello zio materno che ha una relazione speciale con il nipote).

 

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