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Proverbi Africani: la vergogna e il pudore

Inserito da on 17 novembre 2019 – 00:00No Comment

Padre Oliviero Ferro  

La Vergogna è l’opposto dell’onore. Nella mentalità contemporanea il pudore viene generalmente rinchiuso nel settore sessuale della vita. Ma dovrebbe essere concepito come atteggiamento di riserbo, di discrezione, attraverso il quale gli individui manifestano la volontà di salvaguardare un limite stretto tra la vita (privata) domestica e la vita pubblica. Si sta attenti nella comunicazione o rivelazione della propria intimità agli altri.

Quindi non è solo un aspetto corporale(le parti più intime), ma si estende agli aspetti delicati della vita sentimentale che fanno dell’uomo un soggetto che si autopossiede e si autoprotegge. Nella mentalità africana il pudore è un garde-fou della limitatezza della natura umana. Si sa che esporre le parti intime del corpo a una persona estranea, qualunque sia, potrebbe scatenare reazioni psicologiche, di origine sessuale, in grado di turbare le sane relazioni. Lo stesso discorso vale per il pudore nel quadro dei comportamenti ed atteggiamenti intimi. ( non ho mai sentito i genitori parlare di questo, perché tutto ciò restava nell’intimità della casa, così come i gesti di affettività tra gli sposi). Veniamo ai proverbi. “Ciò che crea vergogna va in fondo alla cesta” (Hutu, Burundi). (bisogna saper nascondere una cosa, un fatto, un avvenimento vergognoso).

“L’affare e la vergogna non fanno strada insieme” (Fante, Ghana) (Non commettere atti vergognosi, anche se portano profitti all’individuo o al gruppo). “La vergogna copre il mais e non colui che lo coglie” (Mpongwe, Gabon) (E’ l’atto e non il suo autore che provoca la vergogna). “La vergogna di un parente è la tua propria vergogna” (Toucouleur, Senegal) (La fortuna di un membro glorifica tutto il gruppo; ugualmente, la vergogna di un membro umilia tutto il gruppo. Ciò giustifica la severità dei capi nei confronti dei loro singoli membri).

“La mosca vergognosa fu seppellita assieme al cadavere” (Luluwa, Congo RDC) (si sconsiglia che nell’ambito dei casi in cui la propria vita o quella di un altro può essere messa in pericolo, è meglio non tacere, evitando di causare vergogna al malfattore. Occorre invece scegliere la vergogna al posto della morte). “L’uomo vergognoso morì di freddo nella famiglia della moglie” (Bassa, Cameroun).(viene condannata una vergogna passivamente morbosa. Nella tradizione, la vergogna che si potrebbe definire timidezza, è apprezzata. Però la si condanna, quando diventa esageratamente dannosa). “Nessuno supera la vergogna, è meglio non ricercarla” (Mossi, Burkina Faso) (qualunque sia il ruolo sociale che si ricopre, non si è esenti dall’essere vittima della vergogna.

Quindi, il miglior modo di vivere consiste nell’evitare atti compromettenti). Infine “Se sei parente della capretta, le tue lacrime finiranno al mercato” (Mossi, Burkina Faso) (la vergogna che colpisce una famiglia ricade su tutti i membri, in modo tale che la vita comunitaria diventa difficile ad ognuno di loro). E ci aggiungiamo, come sempre altri proverbi del Congo RDC, in lingua swahili. “Kufa soni kuona taabu” (morire di vergogna, è essere nella miseria. Cioè: quando si ha vergogna di chiedere l’elemosina, bisogna saper sopportare la propria miseria). “Haya ilimaliza shamba langu la mpunga” (La mia vergogna nel rifiutare ha esaurito il campo di mais. Tanti amici sono venuti a chiedere aiuto, quando sono quasi senza risorse). “Haya ya mno kwale alikufa” (la vergogna esagerata della pernice l’ha fatta morire).

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