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Mercato San Severino: tre libri di Antonio Luciano

Inserito da on 10 novembre 2019 – 05:02No Comment

Anna Maria Noia

“Accomodiamoci” – Gutenberg edizioni (2016); “Una stretta di mano”, sempre Gutenberg (2017); “Tra sogni e ricordi” – stampa Umor Grafica (2018) sono tre pregevoli pubblicazioni da parte dello scrittore sanseverinese Antonio Luciano. Tre opere, tre “gemme” nello scrigno dei suoi ricordi. A tracciare un breve bilancio della sua intensa esistenza, spesa verso il prossimo ma con moltissimi accenti familiari e personali – senza mai eccedere nel personalismo, nell’individualismo e/o scadere nella retorica egoistica. Anzi, ponendo le basi per un continuo e costante dialogo con i familiari e le persone – innumerevoli – incontrate in un ampio spaccato di vita. Nei luoghi del cuore: Salerno (vicolo delle Galesse, dove ha origine la “storia” di Antonio Luciano e dove egli ritorna immancabilmente), Mercato S. Severino (dove è “approdato” da un decennio) ma anche Lancusi e Roma. Per non dire di Napoli, dove il Nostro ha conseguito la sua laurea in Economia e Commercio – seguita poi da quella in Scienze Politiche (indirizzo politico-internazionale) presso l’ateneo di Salerno. Luciano nasce a Salerno il 13 luglio del ’44; un ottimo cursus honorum e curriculum vitae (anche e soprattutto dal punto di vista umano, emotivo, sentimentale) il suo. Una carriera solare, densa di spunti professionali e sociali. È (stato) dirigente della Pubblica Amministrazione o P.A., ha svolto prestigiosi incarichi di revisione legale per conto del Ministero del Tesoro (oggi Ministero Economia e Finanza) presso enti pubblici od istituzioni scolastiche. Ha ricoperto la carica di dirigente della Ragioneria Generale dello Stato. Commendatore insignito dal prefetto di Salerno (dal 2006), ora è in quiescenza e si occupa a pieno ritmo del proprio nucleo familiare e di affetti. Particolarmente presente e attento nei confronti dei nipoti. Negli ultimi tempi si è cimentato – con successo – nel comporre liriche e poesie in vernacolo o in lingua. Diversi i riconoscimenti ricevuti, non solo in tal campo. Egli vanta la partecipazione a svariati certami letterari (come il concorso “Ecologia. Ambiente e Natura”, ideato dal vate e giornalista Michele Sessa, e altri). Ancora più di recente il Nostro scopre anche una vena narrativa, con risultati lusinghieri. Lo scrittore e verseggiatore è, inoltre, impegnato nel sociale – grazie al locale club Lions, social club fautore di convegni e iniziative su argomenti scottanti e di attualità. I Lions sono presenti e attivi anche a Mercato S. Severino. Nei suoi volumetti Antonio Luciano offre – con narrazione piana e personale – una panoramica delle sue azioni e di opere fattive nei riguardi di tanti e tanti amici che lo hanno conosciuto e che gli tributano, anche adesso, affetto e stima. Per quanto operato e svolto, mai in maniera individualizzata bensì corale e collegiale. Tutti e tre i libri sono preceduti (introduzione e/o prefazione) da un testo (opportuno) dell’amico e dirigente scolastico nonché storico locale Rubino Luongo. Che ne elogia la filigrana – un fil rouge ideale – di ricordi ed esperienze di vita e di passioni o amicizie tenuti insieme da una tenace ironia e dall’amarcord nostalgico ma non passivo da parte dell’autore. Si tratta di scritti eterogenei ma coesi e coerenti con ogni attività svolta da Luciano – sempre attento alle relazioni sociali. Tanti i viaggi, o piuttosto: tanto il viaggiare (errare, peregrinare) con immensi sacrifici da parte di Luciano. Sempre appoggiato dalla famiglia, in particolare dall’eroica moglie (e fantastica donna, lo dichiara nelle tre opere, queste sue principali) Rosaria. Compagna di una vita, complice e supporto del proprio agire. Stile accattivante e scarno, asciutto ma con buone e positive forme espressive ed espositive – ciò caratterizza, tra molto altro, lo scrivere e la penna di Antonio Luciano nelle more delle opere. Tratteggiando a tinte colorate e vivaci ogni sua modalità di esistere e di lavorare, completamente immerso nel mondo e nella frenesia di ogni società da lui attraversata. Lo stile è congeniale al carattere di questo autore così sornione e ammiccante, preciso in quel che ricorda e che preme a far conoscere agli altri. Non per vanteria o piaggeria, bensì per esprimere un sentito “Grazie!” a chi gli è stato o continua a stargli vicino nonostante tante difficoltà e problematiche del quotidiano (vale per tutti noi) – sempre accanto alla famiglia e agli amici di sempre. Che non lo abbandonano mai. È una curiosa esperienza letteraria, quella di Luciano, che non cozza contro sentimenti ed emozioni ma anzi li valorizza pienamente. Tre volumetti densi e freschi, pieni di affetti e malia. Con la sua storia personale mixata alla “grande” (e piccola) storia di ogni dì. Un plauso dunque a questo grande uomo (dall’alto della sua morale) che ci insegna i segreti del vivere bene, dell’essere e/o sentirsi “piccole ruote di un carro” che volge verso valori quali speranza, affetto, trepidazione, fede e tanta fiducia nel futuro e nel prossimo. Con le parole si può far molto, questa – in sintesi – la ragione di esistenza di queste opere; che si completano – una più densa dell’altra – con consapevolezza, perizia, sapienza e maestria. Il Sanseverinese offre spunti di riflessione a tutti noi, che spesso corriamo e impazziamo. Invece dovremmo “accomodarci” dinanzi al caminetto e speculare su cosa sia la vita e perché siamo al mondo. Come invece (e proprio) attua Luciano. Tra episodi piacevoli o meno, concludendo l’ultima fatica letteraria (“Tra sogni e ricordi”, edizione in proprio) con una sua prima pièce “drammaturgica” – se così possiamo affermare: una esilarante e fresca commediola in due tempi: “Non si scherza con i sogni”. Molto riuscita e simpatica. Nel 2017, Luciano ha visto presentarsi le sue creazioni letterarie e soprattutto il proprio bagaglio di esperienze al Comune di Fisciano; si è trattato di un omaggio a un professionista – tra l’altro noto e attivo membro Lions – che molto ha offerto al suo territorio e alle persone che ha incontrato. Nel suo, particolare e peculiare “percorso di una vita” – così era denominato l’incontro di due anni fa.

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