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Gesualdo: MariaPia Campanini “Padre Pio m’insegnò l’alto valore della sofferenza!”

Inserito da on 28 ottobre 2019 – 10:01No Comment

Rita Occidente Lupo

Intensità di fede, preghiere senza fretta lanciate verso il cielo…così l’appuntamento mensile dei Gruppi di Preghiera Padre Pio, presso il Centro Regionale, capeggiato da Padre Enzo Gaudio, ha salutato una numerosa partecipazione non solo di Figli Spirituali del Santo, ma di tanti che si sono stretti nell’adorazione eucaristica, per pregare sommessamente per i propri bisogni o per quelli altrui. Padre Enzo ha invitato a meditare sulla potenza dello Spirito Santo, che rinnova dal di dentro chi s’affida al Suo soffio: uno Spirito che può fortificare nelle battaglie terrene e far vivere già da questa Terra, le bellezze spirituali dell’altra . Così San Pio da Pietrelcina, cireneo con le Stigmate per cinquant’anni, alter Christus per la Sua comunione alla Passione di Cristo. E fu a Gesualdo per quaranta giorni, prima d’esser ordinato sacerdote nel Duomo di Benevento il 10 Agosto 1910.

Oggi San Pio continua a far chiasso, come predisse: “Più da morto che da vivo!” Ecco perchè la Sua devozione batte confini sempre diversi oltre Oceano. Ed i Gruppi di Preghiera hanno ricevuto un’eredità spirituale, una chiamata ad esser focolai di luce nel mondo. Per questo anche a Gesualdo, il Gruppo di Preghiera si ritrova mensilmente e l’ultimo Sabato mensile accoglie quanti dalla Campania s’uniscono all’adorazione eucaristica, alla Santa Messa, alla recita del Santo Rosario. Tanti da più parti, in ginocchio nell’ultimo Sabato d’Ottobre, nel momento in cui padre Enzo, con l’Ostensorio, è passato tra tanti, accompagnato dalle note del coro “Uomo  di Galilea che passando vai…” Tra i tanti, in religioso silenzio, anche MariaPia Campanini, figlia del famoso attore comico Carlo.

Nato il 5 ottobre 1906, applaudito negli ambienti del cinema e del teatro, approdò a San Giovanni Rotondo nel 1939. Quando vide Padre Pio venire verso di lui, gli sembrò di trovarsi di fronte ad un gigante e si prostrò ai Suoi piedi. Dopo aver ricevuto l’assoluzione, andò nell’ orto del Convento a piangere. Da quel giorno tornò spesso per confessarsi e per partecipare alla Sua Messa. Prima di iniziare la  giornata di lavoro, ascoltava la Messa e recitava per intero il Rosario. Aderiva a tutti gli inviti dei Gruppi di Preghiera per parlare delle esperienze vissute accanto a Padre Pio. Era felice quando accompagnava da Lui i suoi colleghi. Chiese di essere seppellito a San Giovanni Rotondo per essere vicinissimo al Santo anche dopo la morte. Morì il 20 novembre 1984. MariaPia ha ricordato il rapporto del padre col Santo: “Mio padre non era praticante quando incontrò Padre Pio. In Lui però, al Suo cospetto, scaturì il desiderio di cambiar vita, di rigar dritto. Era giunto con un collega a San Giovanni Rotondo e vedendo il Santo Gli s’avvicinò presentandosi: ‘Siamo due poveri artisti!:: E Padre Pio: <<Siamo tutti poveri…>>Iniziò così quel rapporto che poi portò mio padre, una volta confessato a Roma, a porsi sotto la Sua protezione. Io ho incontrato il Padre più volte e diverse  le domande sul mio futuro. Se da artista o qualcos’altro…puntualmente Padre Pio negava e così un giorno Gli chiesi: <<Padre, ma Lei dice di no a tutto quel che vorrei fare, allora quale dev’esser la mia strada?>> Lui: <<Preparati a diventare una buona madre di famiglia!>> Così la mia vita seguì tale indicazione, rinunciando alla carriera artistica. Di Padre Pio ho appreso il valore della sofferenza salvifica soprattutto. Le pene in terra sono espianti per la salute dell’anima!”

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