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Raccolta differenziata e varie tipologie di plastica

Inserito da on 21 ottobre 2019 – 00:00No Comment

In tantissimi prodotti nelle nostre case si trova la sigla PP. Ma cosa significa? La sigla PP sta per polipropilene, ovvero un tipo di plastica molto diffuso a cominciare proprio dai tanti oggetti di uso quotidiano, dai tappi delle bottiglie ai vasi, agli imballaggi di merendine ai contenitori di detersivi e tanto altro.

Ebbene tutti questi prodotti, se riciclati nel modo giusto, se impariamo a conoscerli e a non buttarli nell’indifferenziata ma nella raccolta della plastica, possono avere una seconda vita e possono così contribuire a salvaguardare l’ambiente in cui viviamo.

La corretta raccolta della plastica PP inizia già nelle nostre case, poi questo materiale potrà essere conferito presso un’ azienda di riciclo plastica tra quelle presenti sul nostro territorio. Qui la plastica viene rigenerata, ripulita, attraverso macchinari di ultima generazione ed è pronta ad essere riutilizzata per una grandissima varietà di prodotti.

Questo è sicuramente un modo corretto per trattare la plastica, che è bene ricordarlo non è un materiale biodegradabile, e se dovesse essere bruciata emette sostanze tossiche per l’ambiente, come la diossina.

È opportuno anche saper riciclare nel modo corretto, perché appunto come già indicato, nelle nostre abitazioni esistono centinaia di prodotti in plastica ma non tutti possono finire nel relativo contenitore per essere riciclati. Per esempio, possiamo riciclare le bottiglie, i contenitori di detersivi, i vasetti di creme e yogurt, piatti e bicchieri, i tanti imballaggi di acqua, bibite, carta igienica, merendine, pasta, ecc… basta controllare che ci sia il classico triangolo con la sigla (per esempio PP) dentro.

Cosa invece non può essere riciclato? Per esempio, non bisogna buttare nella plastica i giocattoli, le posate monouso, tubi da giardinaggio, attrezzi da cucina, bacinelle, sedie, confezioni per pastiglie, tastiere del pc e piccoli elettrodomestici… per questi prodotti è opportuno consultare le direttive comunali che ne regolano le modalità di smaltimento.

In generale le tipologie di plastica riciclabile sono diverse, tutte contrassegnate dal proprio simbolo, vediamo nel dettaglio quali sono: il già citato PP, poi PET, HDPE, PVC, LDPE, PS (polistirene) e molte altre.

Vista la grande quantità di plastica prodotta, poi, non è difficile immaginare che il mercato del riciclo sia altrettanto grande. Si stima infatti che solo in Italia ci sia un business di 700 milioni di euro con circa 300 imprese coinvolte. Ma si tratta di dati che sicuramente potranno incrementarsi, magari proprio accompagnandosi ad una sempre crescente attenzione al riciclo consapevole che ci porti a limitare sempre di più gli sprechi e l’inquinamento da plastiche del nostro ambiente.

 

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