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“Sul sentiero degli angeli – verso il cammino di una teologia angelica” di Marcello Stanzione

Inserito da on 17 ottobre 2019 – 00:00No Comment

 Jorge Facio Lince

 Oggi la Chiesa necessita particolarmente di una teologia angelica, per il mistero di grazia che incarna e per la sua cristologica missione tra gli uomini. Una Chiesa per la quale bisognerebbe tornare a invocare San Michele Arcangelo, consapevoli che la visione del Sommo Pontefice Leone XIII, oggi sembra essere divenuta triste e dolorosa realtà: «La Chiesa, questa Sposa dell’Agnello Immacolato, è ubriacata da nemici scaltrissimi che la colmano di  amarezze e che posano le loro sacrileghe mani su tutte le sue cose più desiderabili. Laddove c’è la sede del Beatissimo Pietro posta a cattedra di verità per illuminare i popoli, lì hanno stabilito il trono abominevole della loro empietà, affinché colpendo il Pastore, si disperda il gregge» [S.S. Leone XIII Prece a San Michele Arcangelo].

Quella di Marcello Stanzione non è un’opera devozionale, racchiude devozione e teologia. È infatti teologico ciò che è cristologico nella fede, per la fede e a servizio della fede, specie nel mondo dei moderni teologi che tendono sempre più a parlare del proprio “Io” e sempre meno di “Dio”.

Oggi più che mai, tra grandi svolte antropologiche, tra cristiani anonimi e verità svecchiate da adeguati processi di demitizzazione; dovrebbe risuonare alle nostre orecchie il monito inquieto e pentito espresso decenni or sono da Jacques Maritain nella sua opera Il significato dell’ateismo contemporaneo, un’opera che ci aiuta a non perdere di vista che le espressioni peggiori della negazione di Dio nascono proprio dalle varie forme di “devoto” ateismo “religioso”:

«Non si crede più al Diavolo, né agli angeli cattivi; né ai buoni, naturalmente. Essi non sono che sopravvissuti eterei di un museo di immagini babilonese. A dire il vero, il contenuto oggettivo al quale la fede dei nostri avi si appoggiava, è tutto un mito oramai, come il peccato originale, per esempio: non è forse nostra grande preoccupazione, oggi, spazzar via il complesso di colpevolezza, come il Vangelo dell’Infanzia e la resurrezione dei corpi e la creazione. E come il Cristo storico, naturalmente».

Perché dunque gli Angeli? Angeli come messaggeri celesti, guide, custodi e consolatori degli uomini. Gli Angeli, relegati sino a poco tempo fa nelle fiabe per bambini, tornano in queste righe protagonisti del mistero della creazione, del mistero della incarnazione del Cristo Dio che prende avvio da un dialogo struggente tra l’Arcangelo Gabriele e Maria: «Ti saluto, o piena di grazia: il Signore è con te» [Lc 1, 28]. E l’Angelo, messaggero del Signore e devoto custode della libertà che promana dal Creatore, attese trepidante la risposta. Fiducioso, attese il libero “sì” di Maria, da portare dinanzi al trono dell’Eterno.

Oggi la Chiesa necessita più che mai di una teologia angelica, per il mistero di grazia che incarna e per la sua cristologica missione tra gli uomini. Una Chiesa per la quale bisognerebbe tornare a invocare San Michele Arcangelo, consapevoli che la visione del Sommo Pontefice Leone XIII, oggi sembra essere divenuta triste e dolorosa realtà:

«La Chiesa, questa Sposa dell’Agnello Immacolato, è ubriacata da nemici scaltrissimi che la colmano di amarezze e che posano le loro sacrileghe mani su tutte le sue cose più desiderabili. Laddove c’è la sede del Beatissimo Pietro posta a cattedra di verità per illuminare i popoli, lì hanno stabilito il trono abominevole della loro empietà, affinché colpendo il Pastore, si disperda il gregge» [S.S. Leone XIII Prece a San Michele Arcangelo].

Il libro di Marcello Stanzione, noto da anni come angelologo di fama internazionale, guiderà il lettore nel mondo oggi sempre più sconosciuto, ma straordinario, della dimensione angelica. Incluso quell’Angelo Custode che sarebbe bene tornare a conoscere e pregare.

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