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SOS Ragazzi: “Il Crocifisso, simbolo dei valori italiani, deve restare nelle aule!”

Inserito da on 8 ottobre 2019 – 09:54No Comment

La dimensione pubblica della nostra fede è costantemente sotto attacco.
L’ultimo affondo in ordine di tempo lo ha sferrato il ministro dell’Istruzione, il 5Stelle Lorenzo Fioramonti. Non appena insediato, nel corso di un intervento ad una trasmissione radiofonica, ha detto:
“Credo in una scuola laica. Ritengo che le scuole debbano essere laiche e permettere a tutte le culture di esprimersi e non esporre un simbolo in particolare”.
Insomma, ci risiamo.
Il tentativo di relegare la fede cristiana nelle sacrestie passa di nuovo per la polemica nei confronti dell’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche. Ed infatti, Fioramonti ha aggiunto:
“Il crocifisso a scuola è una questione divisiva, che può attendere”.
Parole, quelle del ministro, assolutamente inaccettabili! Il crocifisso è simbolo della nostra fede e della nostra cultura! Non possiamo accettare che un uomo delle Istituzioni ne calpesti così il valore.
Per questo l’ invito a firmare la petizione per esprimere al ministro Fioramonti il dissenso rispetto alla censura del Crocifisso dalle aule scolastiche. Peraltro, occorre ricordare che Fioramonti è lo stesso che, nel 2013, scrisse un commento di gravità inaudita su Twitter a seguito del ferimento del carabiniere Giuseppe Giangrande da parte di Luigi Preiti, nel giorno dell’insediamento del governo Letta:

“Ed ora tutti a prendersela con chi protesta, perché poi arrivano i pazzi che sparano. Ma io mi meraviglio che ce ne sia stato solo uno. Un demente, che ovviamente ha finito con il colpire altre vittime del potere, proprio come lui”.

Per questo e per altri tweet di analogo livello, in tanti stanno chiedendo le dimissioni del ministro.

Come dar loro torto?

Ma torniamo alla sua campagna contro l’esposizione del Crocifisso, per sostenere la quale il ministro dell’Istruzione agita il principio di laicità della scuola pubblica.

Dimentica od omette volutamente, tuttavia, che il 18 marzo 2011 anche la laicissima Corte europea dei diritti dell’uomo ha dato ragione al ricorso dell’allora governo italiano sull’esposizione del crocifisso a scuola.
Quella sentenza ne ha ribaltata una del 2009, in cui era stata accolta l’istanza di una cittadina italiana di origine finlandese che aveva fatto causa all’Italia per presunta violazione della libertà religiosa.
I giudici di Strasburgo hanno stabilito che non vi sono elementi che provino la supposta influenza sugli alunni dell’esposizione del crocifisso nelle aule.
Se dovessimo enumerare i problemi che affliggono la scuola, ne uscirebbe un lungo elenco. Eppure, ad un mese dal suo insediamento, il nuovo ministro dell’Istruzione è riuscito a farsi notare per questo attacco al crocifisso nelle aule.

Purtroppo – e questo è un grande dolore – sul tema c’è una certa timidezza da parte delle autorità ecclesiastiche.

Allora non ci resta che intervenire noi stessi! Se i vescovi nicchiano – più impegnati ad occuparsi d’altro – è la base dei cattolici che ha il compito di insorgere per difendere i nostri simboli.

Insieme possiamo impedire ai nuovi giacobini di eliminare l’immagine di Cristo dalla società!

SOS Ragazzi

 

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