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Salerno: interazione tra poesia ed elettronica

Inserito da on 11 settembre 2019 – 06:31No Comment

 Giuffrida Farina

Franco Pastore,drammaturgo, poeta, romanziere, saggista, è autore di un centinaio di pubblicazioni ed ha avuto, tra le sue amicizie, quelle di Franco Angrisano, Eduardo De Filippo, Carlo Levi, DomenicoRea; Wikipedia evidenzia che Angrisano fu protagonista di una commedia di Pastore,‘La moglie dell’oste’ tratta da una novella de ‘Il Novellino’ di Masuccio Salernitano; lo scrittore napoletano Domenico Rea fu autore della presentazione del libro di estetica morale ‘Il Vangelo di Matteo’ (1980),testo di Pastore e Liana Annarumma, illustrato con stupende tavole grafiche realizzate da Luigi Grieco ed Alfio Scandurra. Per quanto attiene alle mie elaborazioni, amo sperimentare l’arte totale, nel senso di coinvolgere nelle mie creazioni le varie espressioni artistiche,includendo matematica ed elettronica tradotte in pittura,musica,elaborazioni scultorie;d’altronde ‘La Matematica è più di una forma d’arte’ (Seki Takakazu,1642-1708,straordinario matematico giapponese scopritore di numerosi, importanti teoremi ed algoritmi). Dunque, io e Franco ci conoscemmo,era il 1978, nel salotto letterario di ‘Verso il Duemila’ in Salerno; l’omonima rivista era diretta dal prof. Arnaldo Di Matteo. Relativamente al nostro quarantennale sodalizio, viene esplicitata, nel volume (pagine 124,Antropos in the world),una ‘sequenza interattiva’ che raccoglie, integrate da mie elaborazioni, opere di Pastore. In aggiunta al testo, vi è un CD, con alcune sue liriche, da egli recitate e da me musicate ed interpretate mediante una rielaborazione elettronica-matematica,attraverso segnali impulsivi e disegni di diagrammi (grafici) rappresentati sugli assi cartesiani X-Y. Attesa la concordanza di pensiero intorno alla poesia quale itinerario della propria spiritualità, poeticità e concetti grafici/elettronici non credo siano termini in opposizione e non penso siano divergenti o ‘dissonanti’: tra essi esiste un’armonia scaturente dal loro comune traguardo; ogni vero poeta, con le sue liriche ricerca un qualcosa oltre la realtà, ad analoga meta tendono i diagrammi cartesiani ed i circuiti elettronici. Poesia ed Elettronica sembra percorrano sentieri diversi ma rappresentano due narrazioni coese: parola poetica e segnale elettronico evocano in noi immagini, traducono in termini di pensiero libero e pensiero rigoroso il mondo visibile. D’altra parte il visibile e tutto quello che vi è a noi intorno, la materia, è costituito da atomi;la stranezza consiste nel fatto che il 99% dell’atomo è spazio vuoto,dunque è il vuoto a rappresentare la reale essenza della materia. Da ragazzino mi dividevo tra il mio amore per lo studio e la ‘collaborazione’ nella bottega del mio genitore Luigi, una macelleria; in effetti quella, ed il suo camice intriso di sangue e di sudore,sono state palestre importanti,ho iniziato ad allenarmi alla fatica,alla vita,a comprendere che “la vita non è sogno” (Quasimodo). Pirandello e Freud manifestarono idee molto simili,la Maschera Pirandelliana metafora della condizione umana e l’Inconscio Freudiano permeato di analoga finzione, raccontano l’assoluta impossibilità di conoscenza della nostra vera essenza, un duplice insieme compatto di apparenze e mistificazioni. Dunque, tutte le esperienze da noi vissute, avvolte da luminosi bagliori e profonde tenebre,sono importanti per superare il condizionamento della ‘dimensione corporea’ e portarci a stadi più elevati. Credo ci si possa riallacciare a spettacolari effetti riscontrabili nei ‘cristalli di spato d’Islanda’:sono minerali caratterizzati dalla proprietà di sdoppiamento d’immagine,definita, in termini scientifici, ’birifrangenza’. Appoggiando un cristallo di spato d’Islanda al di sopra di una scritta (ad esempio un giornale), colui che osserva vedrà una immagine doppia;penso sia possibile ‘inserire’ una chiave di lettura al di fuori dell’ambito puramente scientifico: il sacrificio e lo scaturente risultato si integrano, si sovrappongono, imprimono sulla nostra coscienza il singolo effetto della ‘immagine duplicata’,un potenziamento della nostra personalità. Una delle ultime fatiche letterarie di Pastore è la Commedia musicale (in tre tempi): IPPOLITO PASTINA, IL MASANIELLO SALERNITANO (Antropos in the world, pagine 90, Collana Teatro, luglio 2013). L’esempio di Masaniello, che nel 1647 fu a capo di una rivolta contro la pesante pressione fiscale spagnola (finché non venne ucciso dagli stessi rivoltosi) fu seguito in ogni angolo delle province:ogni città e qualunque  località e borgo ebbero il proprio Masaniello: Giovanni Guarnieri a Campagna ed Eboli, il Gargano  nel Cilento,quello di Salerno fu Ippolito Pastina. La cui vicenda, delineata dal commediografo Pastore, è stata rappresentata con libero adattamento del regista Umberto Squitieri e con la partecipazione di Sergio Mari, l’1 settembre 2019 al Teatro Rione Zevi di Salerno, numerosa la presenza di pubblico. Lo spettacolo rientrava nell’àmbito della manifestazione, giunta alla decima edizione, “Zevi Show”; rassegna, organizzata dall’Associazione Bruno Zevi il cui presidente è Aldo Romano, nella quale significativi contenuti si integrano con il  divertimento e briosi momenti musicali. Internet, nella pagina dedicata alla figura di Pastina,cita la suesposta commedia musicale di Franco. Il quale ha tradotto in ‘versione partenopea’ ovvero in lingua napoletana, poesie di Machado e Catullo, da me illustrate ed interpretate in termini matematici e scientifici. Concludo con una delle immagini associate al presente scritto:si tratta di un mio progetto (Conchiglia lirico musicale telecomandata) di scultura avente conformazione di conchiglia, risale ad una ventina di anni fa, l’ho adattato, insieme ad altre elaborazioni (intorno alle quali scrisse alcuni articoli il giornalista Gabriele Bojano) a liriche di Franco da egli recitate; poi vi sono un telecomando e un mini lettore di compact disk: l’impulso lanciato dal telecomando aziona il mini lettore di compact disk, e l’ascolto del testo, accompagnato da mie musiche di sottofondo, è reso possibile da una coppia di casse acustiche.

Da Antropos in the world 

 

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