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Il mistero della Sindone

Inserito da on 2 settembre 2019 – 00:00No Comment

Avv. Maurizio Scorza*

La Sindone è un telo che ha avvolto un uomo morto in croce, dopo aver subito percosse, flagellazioni e una coronazione di spine. Il corpo presenta anche una ferita nella parte destra del costato. La tradizione cattolica, suffragata oggi anche da plurimi riscontri scientifici, ha riconosciuto in quest’uomo Gesù Cristo. L’unica risultanza scientifica contraria è costituita dalla datazione con il carbonio 14 (del 1988), che collocherebbe la “fabbricazione” della Sindone in epoca medievale, a opera di un falsario, con una probabilità del 95%. Oggi tale datazione è considerata scientificamente del tutto inattendibile, sia per errori commessi nell’eseguire il test sia per altri fattori, tra cui: la contaminazione del telo nel corso dei secoli, non essendo un oggetto tratto da un ambiente sigillato; l’esposizione del telo a incendi (il più grave nel 1532 d.C.); i rammendi e i rappezzi conservativi effettuati nel tempo; il fumo di candele e incenso; l’ignoranza della dinamica di formazione dell’immagine, che di per sé rende impossibile una datazione con il C14; il prelievo di un campione troppo piccolo di tessuto e vicino a una zona danneggiata da un incendio. Le caratteristiche chimiche e fisiche del telo, quindi, hanno subito alterazioni tali nel corso dei secoli da rendere fuorviante il test al C14. Lo stesso Willard F. Libby, premio Nobel e inventore della datazione con il carbonio 14, ritenne impossibile effettuare  un test al C14. La Sindone è la reliquia più studiata al mondo, e ha coinvolto migliaia di scienziati e diverse discipline: storia, archeologia, iconografia, scienza tessile, chimica, medicina, fisica, ingegneria, mineralogia, botanica. Dal complesso di questi studi si può dedurre, in estrema sintesi, che l’immagine non è riproducibile con i più avanzati strumenti tecnologici oggi disponibili. La sua formazione è miracolosa, presumibilmente causata dall’irraggiamento di una non meglio identificata energia al momento della risurrezione di Cristo. Nessun falsario medievale avrebbe potuto realizzarla: per esempio, l’immagine è tridimensionale ed è simile a un “negativo” fotografico; le tracce di sangue (del gruppo AB, lo stesso del Sudario di Oviedo e del miracolo eucaristico di Lanciano) e di siero, separate tra loro come avviene in un cadavere, sono impossibili da riprodurre artificialmente. Vi sono tantissimi altri dati scientifici, che qui non è possibile trattare, che inducono a ritenere che effettivamente il telo sindonico abbia avvolto il corpo di Gesù. Tutti i segni individuati sul telo, poi, sono compatibili con i racconti evangelici. Il calcolo statistico delle probabilità che la Sindone sia autentica è valutato in 225 miliardi contro 1. Se non una definitiva prova scientifica (in scienza nulla è definitivo), quantomeno un importante sostegno alla fede cristiana.

 *Patrocinante in Cassazione

Diacono permanente- Specializzato in Studi Sindonici

 

 

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