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L’inconscio delle coppie

Inserito da on 23 agosto 2019 – 00:00No Comment

dott. Michele Montuori

Oggi quasi tutte le coppie sono disorientate dal ricorso facile e perpetuato al sesso, che, scandagliando, viene ridotto ad una semplice ripetitività degli atti, quando non legato ad una procreazione, accetta a Dio.

Tuttavia, ciononostante, i rapporti si perpetuano – in rari casi addirittura sino alla tarda età -, il sesso divenendo il rifugio, seppur breve, dal logorio della vita moderna: quella che si vive ad esempio sul luogo di lavoro, a volte faticoso se non frustrante, quando non corrispondente alle esigenze interiori più profonde.

Purtuttavia, nel tempo, in moltissimi casi, oggi, quella ripetitività di atti fini a se stessi può esitare in rifiuti dapprima contenuti del rapporto, che si volgono poi in bugie ed inganni, sino a quando non si venga a concretizzare una deviazione più avanzata del vissuto, con tradimenti prima di pensiero e poi posti in atto, con partners incontrati per caso, a volte sul luogo del lavoro.

Tale deviazione si traduce poi nelle separazioni e in successivi divorzi - oggi ubiquitari e causa del male interiore dei figli -, condotti con determinazione, anche se in qualche caso può sussistere un immediato pentimento, che purtuttavia non si volge ad una santa riconciliazione.

A tali separazioni seguono, nella gran parte dei casi, oggi, nuove presunte comunioni, ancorché feconde, che però, a mio parere, non fanno altro che ingenerare sempre maggiori frustrazioni, che si riversano non solo sui nuovi partners, ma anche sui figli avuti prima e dopo.

Ecco all’orizzonte, allora, addirittura nuove ricerche di presunti affetti, che si volgono a convivenze ancor più prive di significato: il jet set le pone oggi sul mercato in maniera sempre più imbarazzante.

Ciò detto, quelle prime separazioni vengono in qualche caso fortunatamente evitate, a beneficio della prole, muta o al più capace di opporre un piccolo diniego all’intravista divisione genitoriale.

In tale caso, il vivere delle coppie va a sublimarsi, seppur spesso essendo preceduto da una incomunicabilità più o meno sorda tra i due, in un casto e quieto vivere, ancorché fecondo per figli e nipoti, oltre che esemplare, per quanto si possa, agli occhi dei parenti, se non della gente comune.

Questo è il mondo.

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