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Napoli: MANN, Museo archeologico che guarda a futuro

Inserito da on 19 agosto 2019 – 06:59No Comment

Bianca Fasano

Ferragosto. Una lunghissima fila di persone per entrare al Museo Archeologico Nazionale. Dovrei essere stupita, ma non lo sono: il Mann, seguito dal direttore Paolo Giulierini  e dalla sua equipe, ce la sta mettendo tutta per offrire un’ottica sempre più coinvolgente ed interessante ai cittadini napoletani ed ai turisti.

Ricordo con un po’ di commozione la prima volta che entrai al Museo. Avevo circa sei anni e mi ci portò mio padre, non rinunciando neanche a mostrarmi la sezione dedicata all’egizio, per niente preoccupato che le mummie potessero tornare di notte ad impressionare i miei sogni. Così non fu, difatti. Il seme gettato in me, bambina, mise radici ed io e l’arte (con una simpatia particolare per gli egizi), siamo sempre restate solidali.

Allo stesso modo mio figlio vi ha condotto i due figli, piccoli di età, tuttavia per nulla indifferenti o annoiati per la passeggiata tra le pareti del Mann. Anche in loro il seme lanciato mette radici.

Vi sono tornata (come faccio spesso) stavolta  attirata da due importanti accadimenti: “Gli Assiri all’ombra del Vesuvio” e  la collezione Magna Grecia ( entrambi al secondo piano). Cominciando da queste, non ho rinunciato, però, alle altre possibilità: Atrio e Collezione Farnese, le mostre “MANN on the moon”, “Paideia. Giovani e sport nell’ antichità”, “Corto Maltese. Un viaggio straordinario” (piano seminterrato), “Mosaici” e “Gabinetto Segreto” (che un tempo era vietato ed occorrevano permessi speciali per vederlo). Senza dimenticare la collezione Egizia ed Epigrafica. Mentre per “Affreschi”, “Tempio di Iside” e le esposizioni “Blub. L’ arte sa nuotare” e “Sotto mentite spoglie” di Luciano e Marco Pedicini, dovrò tornare in orario pomeridiano (dalle 14 sino alla chiusura).                                         Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ha giornate gratuite previste nell’ambito della campagna ministeriale #IoVadoAlMuseo: domenica 18 (già verificatasi) e 25 agosto. il MANN, come già ricordato, diretto da Paolo Giulierini, ha presentato in luglio l’Annual Report 2018, ossia il documento che registra il livello di raggiungimento degli obiettivi operativi prefissati per l’anno solare appena trascorso. Dai dati mostrati si è potuto comprendere che, per Il 2018, il MANN, è stato un anno che ha conseguito il successo dovuto ad una nuova politica di valorizzazione, non soltanto fondata sulla pianificazione strategica, ma anche sull’adesione agli standard qualitativi e quantitativi stabiliti dalla rete del Sistema Museale Nazionale. Occorre ricordare a proposito che i musei statali italiani offrono alla Nazione un impatto fondamentale del PIL e sono l’istituzione culturale che più concorre allo sviluppo culturale della Nazione, fine principale dell’articolo 9 della nostra Costituzione.

In effetti mi rendo conto, anche per il mio passato di insegnante, che le scuole, generalmente, sono ben consapevoli di questi dati, tuttavia penso non lo siano tutti i cittadini, per cui ai media, di qualsiasi tipo, toccherebbe quasi obbligatoriamente di diffondere in modo puntuale quanto si è fatto, con quali risorse e con quali prospettive.

Questo servirebbe a fondare un dialogo con cittadini e appassionati basilare e interamente collegato al tempo attuale. A proposito di quanto fatto e quanto si intende fare per e con il MANN, il direttore Giulierini, nel corso della presentazione dell’Annual Report 2018 del MANN, ha spiegato che questo segna in qualche modo la linea che si è dato il museo,tale che i produttori del museo e i cittadini possano verificare l’andamento che ci si è prefissati di realizzare in questi anni. Il Mann si avvale di un grande staff per cui, come ha affermato Giulierini: -“Al di là degli incarichi c’è una chiara consapevolezza degli obiettivi, un grande senso di partecipazione, una grande voglia di realizzare insieme nuovi obiettivi e raggiungere nuovi traguardi”.  L’Annual Report 2018 del MANN è stato presentato all’interno della caffetteria, inaugurata da poco. Le prossime tappe del museo:  si è previsto di aprire il terzo giardino nel settembre del 2019 e di realizzare nel prossimo 2020 la sezione dedicata  a Cuma.  Per quanto riguarda le collezioni, nel 2021 è prevista l’apertura della statuaria campana ed il completamento degli spazi disponibili per le esposizioni permanenti. In riferimento ai servizi, è atteso per il 2020 Il completamento del braccio nuovo, con una nuova tavola calda, un nuovo ristorante per gourmet e un auditorium da 300 posti La sezione tecnologica Pompeiana in collaborazione con il museo Galileo Galilei di Firenze. L’intenzione, quindi, è quella di trasformare il MANN in un istituto di ricerca, che collabori a livello nazionale  ed internazionale con una vastissima rete di Musei e anche di soggetti che si occupano di cultura. I dati, d’altronde, sono positivi:  dal 1° gennaio al 30 giugno 2019, 408mila presenze (+21% rispetto al primo semestre 2018).

Personalmente mi sono incantata nel corso della visita alla collezione Magna Grecia, laddove si è pensato anche all’accorgimento di far indossare ai visitatori dei copri-scarpe distribuiti all’ingresso della sezione, al fine di tutelare la pavimentazione musiva originale. L’accesso alla sezione Magna Grecia è regolamentato da turni di ingresso di 40 unità ogni 20 minuti a partire dalle 9:00 , fino alla chiusura della sezione. Ricordo che, a partire dal 22 Luglio, viene applicato un costo di € 1,50 a persona (indipendentemente dalle agevolazioni previste sull’acquisto del biglietto di ingresso al museo) come contributo dovuto per la manutenzione e pulizia delle superfici musive. Per quanto riguarda il turno di ingresso, questi è acquistabile presso la biglietteria del Mann al momento dell’acquisto del biglietto del museo o anche successivamente, a seconda della disponibilità residua. In riferimento a “gli Assiri all’ombra del Vesuvio”, sono restata particolarmente colpita dell’uso della tecnologia, quale ausilio alla lettura dei reperti. In ogni caso le spiegazioni, ad opera di tavole esplicative, rendono davvero più comprensibile il museo anche per i “non addetti ai lavori”.

Successo dell’abbonamento “OpenMann”: 5.253 i fidelizzati alla bellezza dell’Archeologico Il Dg Musei Mibac Antonio Lampis: “Nei Musei italiani conta il sistema di relazioni” 22 luglio. Dati, fotografie, racconti: Ideato e coordinato da Ludovico Solima (Università della Campania “Luigi Vanvitelli”), l’Annual Report 2018 si arricchisce di contenuti: anche grazie all’ampio ricorso ai QR code, che approfondiscono le tematiche proposte, si rinsalda il patto di trasparenza con i visitatori, per un Museo sempre più accessibile ed user friendly. Il 2018, per il MANN, è stato un anno in cui i numeri hanno riflesso il successo di una nuova politica di valorizzazione, basata non soltanto sulla pianificazione strategica, ma anche sull’adesione agli standard qualitativi e quantitativi stabiliti dalla rete del Sistema Museale Nazionale. “I musei statali italiani offrono alla Nazione un impatto importantissimo del PIL, sostengono il benessere dei visitatori e sono l’istituzione culturale che più contribuisce allo sviluppo culturale della Nazione, fine primario dell’articolo 9 della Costituzione. Non tutti i cittadini ne sono consapevoli e non abbastanza i media, per tale ragione l’obbligo etico di raccontare annualmente quanto si è fatto, con quali risorse e con quali prospettive. Si tratta di un dialogo con cittadini e appassionati fondamentale e totalmente nel respiro del tempo attuale. Nei musei avrà sempre meno valore la conta dei biglietti e sempre di più la conta delle relazioni. Un report annuale di grande qualità come il presente, è parte fondamentale del sistema di relazione di un museo eccellente. La definizione di un apparato programmatico, declinato in un Piano strategico e nei singoli Report annuali, non soltanto è premessa per promuovere la nuova competitività turistica internazionale di ciascun Istituto inserito nella rete, ma è anche un primo e concreto passo verso la condivisione e non sottovalutazione del Patrimonio tra i cittadini europei”, ha dichiarato il Direttore Generale Musei del Mibac, Antonio Lampis, intervenuto alla presentazione dell’Annual Report 2018. “Il 2018 e i primi sei mesi del 2019, con la grande mostra su Canova, sono stati un periodo molto intenso, ricco di eventi e attività che hanno contribuito a consolidare l’immagine del MANN, sempre più percepito come un istituto altamente dinamico, in grado di sviluppare una politica culturale al servizio dei visitatori in forte crescita e un rapporto sempre più solido con la propria comunità. Entro il 2022 vogliamo un MANN totalmente accessibile, in grado di valorizzare al meglio le proprie collezioni permanenti, anche quelle da anni confinate nei suoi preziosi depositi. Ad un MANN ‘museo che cresce’ ma anche museo ‘che viaggia’ abbiamo voluto dedicare questa edizione del Report, che racconta, con splendide immagini ‘dietro le quinte’, la vita e i percorsi dei nostri capolavori, straordinari ambasciatori nel mondo della cultura italiana”, ha commentato Paolo Giulierini, Direttore dell’Archeologico. “Il Rapporto Annuale 2018 del MANN consolida e conferma un percorso di trasparenza iniziato dal Museo qualche anno fa, con la presentazione del Piano Strategico 2016-2019. Questa modalità di comunicazione, ampiamente diffusa a livello internazionale, risulta in Italia ancora troppo poco sviluppata; sarebbe invece importante – a partire dai musei autonomi – che essa diventi una prassi condivisa, in modo da rendere possibili valutazioni e confronti tra i diversi istituti, basate su dati di fatto e non su semplici sensazioni. Questo Rapporto, ancora più ricco che in passato (oltre 380 pagine), restituisce un quadro di attività articolato e consente al lettore di ripercorrere le tante attività svolte dal Mann nel corso dello scorso anno, anche in relazione a quanto previsto dal Piano Strategico. Uno strumento indispensabile, dunque, tanto per la comunità di residenti e per quella scientifica, quanto per lo stesso personale del Museo”, ha sottolineato il prof. Ludovico Solima. Oltre 613mila ingressi (+16% rispetto al 2017), 23 mostre organizzate al MANN e 53 esposizioni realizzate in Italia ed all’estero con 1.450 reperti dell’Archeologico, 23.000 presenze per il FestivalMANN, 1.100 bambini coinvolti in laboratori didattici gratuiti, quattro tipologie di abbonamento annuale “OpenMann” (adulti, young, family e corporate), prima card di fidelizzazione per un Istituto autonomo: sono i principali dati 2018 a confermare la dimensione at work di un “Museo che cresce” (è questo il fortunato slogan che ha caratterizzato la campagna di restyling ed ampliamento delle collezioni dell’Istituto) e si sviluppa anche grazie ai nuovi strumenti della comunicazione. Sempre nello scorso anno, infatti, è stato avviato il processo di digitalizzazione del patrimonio grazie alla piattaforma Google Arts&Culture (condivise in rete 773 immagini), è stato confermato il successo planetario del videogioco di materia archeologica “Father and son” (1.825.000 download in Italia e nel mondo, con 8.500 check-in nel Museo tramite il game), è stata realizzata una comunicazione integrata fra sito web e canali social (250mila visite al portale in Italia e nel mondo, 33mila like sulla pagina Facebook ufficiale e 36mila followers su Instagram). Parallelamente, anche in rapporto alla sua rinnovata proiezione internazionale, il MANN del 2018 ha confermato la natura di centro di ricerca: sono state 22 le partnership strategiche ed operative stabilite, 25 le pubblicazioni curate, e, soprattutto, 727 le operazioni di restauro concluse, realizzate su diverse tipologie di materiali e finalizzate a tutelare e valorizzare i reperti. In questo quadro, si collocano le grandi collaborazioni internazionali, stabilite nel 2018 e sviluppatesi, poi, nel 2019: da menzionare, innanzitutto, l’accordo con l’Ermitage di San Pietroburgo per la programmazione della mostra su Canova a Napoli e dell’esposizione “Dei, eroi, uomini. Dal Museo Archeologico di Napoli e dal Parco Archeologico di Pompei”, conclusasi lo scorso 23 giugno, presso l’Istituto russo, con il record di 1.120.249 visitatori in due mesi; ancora, la programmazione, nell’ambito del Forum Culturale Italia-Cina, della mostra itinerante “Pompeii. The infinite life”, che ha fatto conoscere centoventi reperti del MANN, nel corso del 2018, ad oltre tre milioni di cittadini cinesi. In tale prospettiva, il fotografo Paolo Soriani, che aveva corredato gli Annual Report del 2016 e del 2017 con suggestivi scatti dei dipendenti e dei turisti del Museo, per il 2018 ha concentrato la sua ricerca per immagini sul tema del “MANN del mondo”: tramite l’obiettivo di Soriani, è stato così ricostruito l’iter delle opere, partite dal Museo per raggiungere le esposizioni dove sono state ospitate. Il contesto operativo del 2018 diviene, così, una premessa di sviluppo per l’anno in corso: dal 1° gennaio al 30 giugno, sono stati 408.286 gli ingressi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, con un aumento del 21% rispetto alle 337.229 presenze del medesimo semestre del 2018 e di circa il 46% a confronto con i 280.048 visitatori dello stesso periodo del 2017. Va specificato che, nel periodo di programmazione (28 marzo/1°luglio 2019) della mostra “Canova e l’antico” il trend di crescita a paragone con gli stessi mesi del 2018 è stato del 40%, segno del successo dell’esposizione dedicata allo scultore di Possagno. Significativi anche i risultati della campagna di abbonamento “OpenMANN”: dal 1° dicembre 2018 al 30 giugno 2019, sono state 5.253 le card vendute, in biglietteria e con i canali online, per tutte le tipologie previste in commercio. L’Annual Report 2018 è stato pubblicato da Electa; Rosanna Cappelli, Direttore Generale “Arte, Mostre e Musei” del gruppo editoriale ha affermato: “Electa ha interagito con la direzione del MANN per interpretarne, nelle forme più coerenti, il progetto culturale. Sono stati messi a punto strumenti, soluzioni, interventi di elevato profilo che riflettessero le scelte di politica culturale e di valorizzazione delle collezioni proprie del Museo, sui fronti della ricerca scientifica (attraverso editoria, organizzazione di mostre e riallestimenti espositivi) e del ruolo sociale dell’istituzione (con proposte di comunicazione in linea con un dialogo sempre più inclusivo con i visitatori)”.

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