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Battipaglia: Etica “Società Alba, Giuseppe di Vittorio si starà rivoltando nella tomba”

Inserito da on 20 giugno 2019 – 03:30No Comment

Avevamo espresso, in una nostra precedente nota politica, il nostro punto di vista sulla situazione della società comunale Alba.

Avevamo indicato alcune priorità da mantenere ferme e su cui tutti: Ente proprietario, struttura tecnica e rappresentanze sindacali avrebbero dovuto lavorare in modo unitario:

a) Nessun posto di lavoro della società deve essere perduto;

b) Difesa della unità dei lavoratori della società, bene prezioso da salvaguardare, in quanto in Alba non ci sono lavoratori di serie “A” e lavoratori di serie “B” ed il rischio, in caso di fallimento della società, di perdere il posto di lavoro vale per tutti;

c) Nessuna ricapitalizzazione può essere proposta, riproponendo uno schema fallimentare già conosciuto 7 volte negli ultimi 12 anni, senza che ci siano provvedimenti strutturali che evitino di ritrovarci nella stessa situazione di sofferenza finanziaria fra pochi mesi come, appunto, già accaduto per ben 7 volte;

d) Miglioramento della qualità del servizio di igiene urbana di cui tutta la Città di Battipaglia si lamenta;

Punti che ci sembravano indispensabili in una logica di salvare la società e rilanciarla, salvando i posti di lavoro e senza chiamare la città all’ennesimo sforzo finanziario a perdere;

Ci stiamo accorgendo che, evidentemente, non tutti i soggetti che si siedono al tavolo delle trattative si muovono in questa logica commettendo un errore storico, che pagheranno innanzitutto i lavoratori di alba portati ad una battaglia di retroguardia da parte di chi li fomenta che risponde ad altre logiche che a noi sembrano meramente politiche ed in cui il futuro della società ed il destino dei circa 110 lavoratori non c’entrano nulla !

Pensare di chiamare la Città di Battipaglia a pagare ancora per le gestioni sbagliate degli anni passati (su cui le responsabilità di chi ha colpevolmente taciuto o è stato oggettivamente complice sono enormi. Nessuno può pensare di chiamarsi fuori oggi che la società è affondata nel disastro finanziario. Siamo noi che chiediamo a chi oggi si siede con protervia al tavolo della trattativa: dove eravate mentre la società veniva massacrata e la città veniva chiamata a pagare? Nessuno vedeva fin quanto c’era il comune “pantalone” che ci metteva i soldi dei cittadini? Chiedendo l’ennesima ricapitalizzazione (l’ottava) senza segnare alcuna svolta nella situazione della società è semplicemente improponibile!

Pensare di dividere i lavoratori mettendo da parte i lavoratori che possono essere sacrificati e licenziati (quelli della manutenzione) e dall’altra parte quelli da salvaguardare (quelli dell’igiene) è culturalmente e sindacalmente una aberrazione;

 

Pensare che si possa ricattare una città intera chiamata ad accettare i rifiuti per la strada per tutelare sacche di privilegio, fatto di straordinari, di mancanza di controlli ecc. appartiene ad un modo vecchio e fallimentare di sedersi ad un tavolo di trattativa;

Pensare di dimostrare, in questo modo che il “pubblico” non può reggere la gestione di una società di servizi e che quindi occorra “privatizzare”, anche pagando lo scotto di una quarantina di licenziamenti (perché dentro determinate posizioni emerse al tavolo di trattativa si potrebbe leggere anche questo obiettivo) è una scelta che rigettiamo culturalmente e politicamente.

Pensare che ci sia il comune ” pantalone” che continua a metterci i soldi, senza chiedere conto del come viene effettuato il servizio è una concezione incompatibile con il nostro modo di intendere il governo della cosa pubblica e di come utilizzare i soldi dei cittadini perché i soldi che il comune mette nella Società comunale sono soldi dei battipagliesi!

Ormai il re è nudo!

La proposta della amministrazione comunale, tradottasi nei provvedimenti assunti dall’amministratore unico di cambio del contratto è qualcosa che non tocca la parte economica dei lavoratori attualmente in servizio in Alba. L’inquadramento in altro contratto interessa le future assunzioni, ed è indispensabile perché la società continui ad esistere e nuove assunzioni possano effettuarsi! Agli operai attualmente in servizio viene chiesto di tenere fede a quanto proposto dai loro rappresentanti al tavolo delle trattative ed a due ore di lavoro in più!

Salvare la società, migliorare il servizio, eliminare sacche di privilegio, aprire nuovi spazi di assunzioni.

La protesta, lo stato di agitazione, la minaccia dei rifiuti abbandonati per strada si configurano come una vera sfida alla città. Una sfida tutta tesa a raggiungere altri obiettivi, sono di mera natura politica e che nulla hanno a che fare con il tavolo di trattativa.

L’obiettivo di colpire una amministrazione che ha avuto il coraggio di mettere le mani nel “fango” dei conti e del caos organizzativo della società rompendo un “giocattolo” che faceva comodo a troppi, ma non alla città, e che durava da anni sulle spalle dei battipagliesi.

Se questa è la logica in cui qualcuno si vuole muovere, se l’obiettivo è quello di entrare a gamba tesa nella vicenda politica battipagliese, se l’idea è di mettere sotto ricatto una città intera sia ben chiaro a tutti noi non ci stiamo!

Chiediamo alla sindaca ed alla amministrazione di indire una assemblea cittadina pubblica ponendo all’ordine del giorno le sorti della società Alba.

Se la città decide che la società deve essere chiusa, che venga chiusa! Senza ulteriori costi per le tasche dei cittadini di Battipaglia. Quel 1,5 milioni di euro appostati nel bilancio 2019 per la ricapitalizzazione, che escono sempre dalle tasche dei battipagliesi, vengano destinati ad altre attività in favore della Città i lavoratori che perderanno il posto già all’atto della chiusura, quelli che dopo un paio di mesi si troveranno ad essere collocati in esubero dalla ditta privata che vincerà l’appalto della gestione dell’igiene urbana, devono sapere su chi ricade la responsabilità gravissima di questa misera conclusione della storia della società Alba!

Noi non siamo dei tuttologi, a differenza di chi si siede al tavolo delle trattative con la protervia  non solo di esprimere giudizi politici sulla amministrazione comunale  (cosa che nulla c’entra con la vertenza sindacale!) ma anche di esprimere valutazioni irridenti verso i tecnici di valenza nazionale che  l’amministrazione comunale ha coinvolto affidando loro la verifica dei conti e la redazione di piani di recupero  nell’estremo tentativo di salvare una società che anni di mala gestio ha ridotto al disastro, ma abbiamo una concezione altra ed alta del sindacalismo e di una cosa siamo sicuri : guardando a Battipaglia Giuseppe Di Vittorio si starà rivoltando nella tomba!

 Etica per il Buon Governo

 

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