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Proverbi africani: l’imperativo: rispetto

Inserito da on 31 maggio 2019 – 00:00No Comment

Padre Oliviero Ferro  

In una società dove il principio di ARMONIA è l’elemento ispiratore delle regole di convivenza, il rispetto delle regole, rispetto tra i membri della comunità, secondo le loro diverse gerarchie, è uno dei valori primari. Soprattutto il rispetto degli anziani da parte dei più giovani. Il rispetto si esprime anche tramite la corporeità. Per es.: una persona più anziana di te la devi salutare in piedi, con una mano (quella destra), sostenuta dall’altra (quella sinistra) (in Italia ci metteremmo a ridere perchè gli diamo un altro significato). E così via: rispetto della suocera/o, nuora/genero, Capo tribù, Re…Un altro esempio: i rapporti intimi degli sposi rimangono nell’intimità della casa. Non c’è solo il rispetto per le persone, ma anche per i beni altrui, delle usanze della vita. Ed ecco alcuni proverbi. “la mucca segue quella che la precede” (Malinke,Senegal). (i più giovani devono rispettare gli usi e i costumi del proprio paese).

Quando rispetti una persona, devi anche rispettare tutti i suoi parenti, soprattutto rispetta sua moglie “Se temi il re, temi anche sua madre” (Bamoun, Cameroun). Naturalmente si deve dare rispetto al sacerdote tradizionale. Se non lo fa, gli possono capitare delle disgrazie. “Vai dove va il Nganga, se fai altrimenti, non dare poi la colpa a >Nganga” (Baluba, Congo RDC). Chi è superiore ha le sue amicizie, quindi non andare a disturbarlo. Così dicno gli Ntomba del Congo RDC “Dove regna il leopardo (animale simbolo del Congo RDC), il becco non vi persegua la capra”. Si deve avere rispetto per la suocera e quindi evitare certi atteggiamenti “intimi” di fronte a lei. “Anche se hai fame, non mettere la mano nella pentola di tua suocera” (Ntomba, Congo RDC).

Classico questo: se rispetti una persona, rispetta anche le persone che le sono legate. “Se picchi il cane, hai picchiato il padrone” (Hutu, Rwanda). Naturalmente ci deve essere il rispetto reciproco tra superiori e in feriori. “Il fucile rispetti la forchetta e la forchetta rispetti il fucile” (Luluwa, Congo RDC). E un altro che viene dai Warega, Congo RDC. “La piroga rispetti l’acqua e l’acqua rispetti la piroga Fin da piccoli, si insegna a rispettare i genitori ed è la base del rispetto per tutte le persone. “La persona irrispettosa nei confronti dei suoi istruttori, morirà ignorante” (Peul,Senegal). Sempre dal Congo ci vengono altri proverbi. “katika kinywa cha mkubwa kupo harufu, hakuna uwongo (la bocca del vecchio ha un cattivo odore, ma non c’è nessuna menzogna). Circa il rispetto degli inferiori verso i superiori.

Eccone un altro “Kobe haumi mguu wa chui” (la tartaruga non morde la zampa del leopardo). Sempre verso gli anziani, è un ritornello continuo. “Ukiona sahani moja ku yalala, zamani imekuwa ikitiliwa chakula (se vedi un piatto buttato nell’immondizia, ricordati che una volta serviva per il cibo). Anche questo è un classico “Sikio halipitii kichwa” (l’orecchia non sorpassa la testa: ognuno resti al suo posto). Naturalmente c’è anche il rispetto verso Dio. “Watu wamchao Mungu si wabaya, wana huruma” (quelli che temono Dio non sono cattivi, hanno della compassione). E’ importante il discutere, il parlarsi insieme con l’aiuto e i consigli degli anziani e si trovano delle soluzioni. “Penye wazee, hapaharibiki neno” (dove ci sono degli anziani, nessuna palabre-discussione finisce male). In Dio, oltre al rispetto, bisogna mettere la fiducia “Natumainia Mungu mwenye kunipa, simtumainii bimadamu” (io metto la mia fiducia in Dio, mio benefattore e non nell’uomo; ce lo ricorda anche la Bibbia).

 

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