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Spoleto: inaugurazione mostra “Wafer: ostia e vittima”

Inserito da on 30 maggio 2019 – 09:19No Comment

Inaugurazione della mostra di Paola De Rosa dal titolo Wafer: ostia e vittima che si terrà mercoledì 5 giugno 2019, alle ore 12.00, nella sala Eugenio IV della Rocca Albornoziana di Spoleto.

La mostra presenta una serie di opere, realizzate a olio su tela e a tempera vinilica su cartone a tripla onda, tratte dai cicli pittorici Wafer, Le tentazioni della pittura (Vizi capitali), Via Crucis d’Invenzione, Rose e alcuni ritratti ad acquerello di detenuti e sorveglianti della Casa di Reclusione di Spoleto.

L’esposizione è installata alla Rocca Albornoziana e alla Casa di Reclusione, in concomitanza con la 62esima edizione del Festival dei Due Mondi.

Alla Rocca Albornoziana, negli ambienti del Museo adiacenti alla sala Eugenio IV, saranno in mostra, dal 5 giugno al 18 luglio, la Via Crucis d’Invenzione, due grandi oli su tela e due tempere viniliche del ciclo Wafer e i ritratti di sorveglianti e sorvegliati. Inoltre, le opere installate nella Casa di Reclusione, che non sono accessibili al pubblico, saranno visibili alla Rocca attraverso la proiezione di un video, realizzato con gli scatti fotografici di Vinnie Porfilio e con le poesie di Roberta Attanasio e Roberto Silvestro, lette da Giorgio Flamini.

All’interno della Casa di Reclusione, nei 4 piani dei padiglioni detentivi, l’ambientazione diffusa dei dipinti - WaferVizi Capitali e Rose - presenta, come scrive Giorgio Flamini, “… incontri a sorpresa, spiazzanti: in alcuni momenti, si tratta di visioni veloci installate in spazi di passaggio, mentre, in altri ambienti, i dipinti, non palesandosi, diventano essi stessi osservatori e sorveglianti silenti dei ritmi ripetitivi della pena.” L’operazione intramoenia, impegnativa per numero di opere esposte e per autorizzazioni, è rivolta a tutta la comunità di Maiano, ai ristretti e a chi, a diverso titolo, opera dentro il carcere.

Questa mostra è la prima di un progetto che prevede, dopo Paola De Rosa, le installazioni di Virginia Ryan e di Paola Gandolfi.

La mostra è stata realizzata in collaborazione con il Polo Museale, il Museo Nazionale del Ducato, la Casa di Reclusione, l’Ufficio di Sorveglianza di Spoleto, l’IIS Sansi-Leonardi-Volta, il Cesp (Centro studi per la scuola pubblica) e la FUA (Fondazione Umbra per l’Architettura).

Il progetto espositivo è inserito nel programma nazionale Con lo sguardo di dentro, Matera 2019 Capitale europea della cultura. Diritto di accesso e partecipazione dei detenuti alla vita culturale della comunità.

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