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Mercato San Severino: al via progetto Comune-Regione “San Severino si racconta…la Fiera medievale”

Inserito da on 16 maggio 2019 – 05:16No Comment

L’Assessore allo Sviluppo e alla Promozione del Turismo della Regione Campania, Corrado Matera partecipa  al convegno inaugurale  delle manifestazioni,  organizzate dal Comune di Mercato S. Severino con il contributo della Regione,  che per tre giorni rievocheranno  alcuni dei momenti più significativi della storia cittadina che videro protagonista una delle più illustri casate storiche italiane ed europee, quella dei Sanseverino.

Venerdì 17 maggio, alle ore 16.30, presso la sala del Consiglio Comunale  di Mercato S. Severino, si svolgerà il convegno inaugurale della manifestazione “San Severino si racconta…la Fiera medievale”.  Sarà presente l’Assessore allo Sviluppo e alla Promozione del Turismo della Regione Campania, Corrado Matera.

La manifestazione è stata promossa dall’Assessore alle Politiche CulturaliEnza Cavaliere e dal SindacoAntonio Somma ed ha ricevuto il contributo della Regione nell’ambito del “Programma regionale di eventi per la promozione turistica e la valorizzazione culturale dei territori”

Dal 17 al 19 maggio, nelle principali piazze e strade del centro cittadino, saranno offerti momenti di intrattenimento culturale e sociale e, in particolare, la rievocazione di tre eventi legati alla storia della famiglia dei Sanseverino:

La Fiera medioevale che farà rivivere la prima fiera concessa da Carlo II d’Angiò al conte Tommaso II Sanseverino nell’anno 1303.

La Giostra dei Sanseverino che rievocherà le giostre organizzate dalla famiglia Sanseverino, al tempo del conte Tommaso II, ed alle quali partecipavano le famiglie nobili del territorio, tenutarie al tempo delle attuali frazioni: famiglia Marciano (Piazza del Galdo), famiglia Prignano (Acquarola), famiglia Fusco (S. Angelo), famiglia Abbadessa (Curteri), famiglia Cacciatore (Oscato, Spiano, Monticelli, Corticelle), famiglia Sarno (Acigliano), famiglia Correale (Pandola), famiglia Arcamone (Mercato), famiglia Antinoro (Ciorani, Galdo di Carifi, Torello), famiglia Mari (Capo Casale, Priscoli, Lombardi, S. Vincenzo).  Le frazioni di Costa e Sant’Eustachio, non riscontrando la presenza di famiglie nobili, parteciperanno con liberi cavalieri che indosseranno le rispettive insegne patronali.

Il corteo storico rievocherà la partenza della principessa Costanza che, a seguito della Congiura dei Baroni ordita dal marito Antonello e del conseguente assedio al castello, ebbe la concessione da parte del re di Napoli, Ferdinando I d’Aragona, di ritornare ad Urbino, città paterna. Il discorso di commiato della principessa  ricorderà le vicende storiche della famiglia e del territorio. A seguire lo spettacolo dei pistonieri rievocherà l’assedio del 1486.

I tre eventi di rievocazione storica rappresenteranno il “cuore” della tre giorni sanseverinese, ma accanto ad essi sono in programma una molteplicità di iniziative tutte volte alla ricostruzione del periodo storico che si vuole ricondurre alla memoria e presentare all’esperienza dei visitatori e dei cittadini, soprattutto di quelli appartenenti alle giovani generazioni. Vi saranno infatti esibizioni di artisti che faranno rivivere le atmosfere musicali e le danze del medioevo, nonché dimostrazioni ed esposizioni di figuranti, mestieranti e artigiani che permetteranno di conoscere  gli usi e i costumi di un borgo del XIV secolo con particolare riferimento alle tradizioni eno-gastronomiche, alle tecniche di caccia, ai giochi e all’uso delle armi d’epoca.

Tra i protagonisti dell’organizzazione e della fase esecutiva del progetto, anche due rappresentanti del mondo del  Terzo Settore quali  le associazioni “Il Cantastorie” e  “Troisio De Rota” che da anni svolgono la loro meritoria attività sul territorio cittadino. Significativamente coinvolte anche le istituzioni scolastiche (Scuole Primarie del I  e del II Circolo e Scuola Media “San Tommaso”).

Un progetto così articolato, ha l’ambizioso obiettivo di inserire Mercato San Severino nel circuito turistico europeo della cosiddetta “Living History” che negli ultimi venti anni ha fatto registrare, anche in Italia, un considerevole incremento. Questo fenomeno si basa su un principio semplice ma molto efficace: dopo aver analizzato e adeguatamente salvaguardato il patrimonio storico presente in una specifica area, è necessario sviluppare una politica del turismo che, operando secondo gli standard di qualità richiesti dai potenziali fruitori, promuove la trasformazione di tale patrimonio (che per definizione è un costo per la collettività) in risorsa (che per definizione apporta ricchezza sul territorio).

Le rievocazioni storiche offrono infatti  l’occasione per legare la difesa e la valorizzazione delle tradizioni e della cultura locale a un incremento delle opportunità di lavoro, della produzione artigianale e del valore economico per le piccole e medie collettività.  Dietro ogni costume storico o uniforme c’è un artigiano con una bottega, dietro ogni pasto un’”officina di ristorazione” e poi produttori di cataloghi, manifesti e altri prodotti editoriali acquistati da centinaia di persone. Inoltre, i forti e indissolubili legami che tali iniziative hanno con il territorio in cui si svolgono (utilizzandone gli elementi fondanti l’identità culturale: costumi, musiche, danze, tradizioni enogastronomiche, attività artigianali e produttive) fanno della Rievocazione Storica un potenziale strumento non solo per favorire lo sviluppo locale ma anche per rafforzare al contempo i legami sociali e lo spirito di appartenenza alla propria comunità, acquisendo quindi un chiaro valore sociale ed educativo.

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