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Arte e ingegneria: luci danzanti, sculture idriche, sperimentalismo fotografico, creazioni di Ugo Galluccio e Giuffrida Farina, rievocazioni

Inserito da on 9 maggio 2019 – 00:00No Comment

Giuffrida Farina

Da studenti universitari  eravamo adusi a momenti di abbandono artistico; ricordo (meravigliosi) istanti di evasione dalle fatiche ingegneristiche: io e l’amico Ugo Galluccio, durante le pause-studio, temporaneamente abbandonavamo libri, schemi grafici e circuiti, energia termica e meccanica, argomenti  di Fisica Tecnica, Matematica e quant’altro; nascevano ‘attimi lirici’, declamavamo all’unìsono delicati versi leopardiani: Silvia, rimembri ancora … od impetuose ed urlate terzine foscoliane: Forse perché della fatal quiete tu sei l’imago… La consorteria in molteplici e simpatiche rivisitazioni poetiche trovava nutrimento e slancio dal nostro lontano, comune amore per le discipline umanistiche; quando frequentammo la scuola media, ricevemmo un premio, riconoscimento correlato a prove di carattere letterario.

In merito alla mia esperienza, fui inserito tra i ragazzini prescelti a partecipare ad una trasmissione di RAI 1 (“La TV dei ragazzi”) da svolgersi presso il Grand Hotel La Favorita di Sorrento il 15 gennaio 1970, nel corso della quale si doveva realizzare una intervista a Gianni Rivera; intervistatori erano, per l’appunto, studenti delle Medie, e  il mio docente di Italiano, prof. Abundo– al quale piaceva il mio modo di recitare versi, amavo Foscolo e conoscevo a memoria diversi suoi sonetti– approntò la riflessione che dovevo proporre a Rivera in merito allo sbarco sulla Luna avvenuto l’anno precedente. Pervenimmo a Sorrento in tarda mattinata, pranzammo con i calciatori rossoneri, era per me un qualcosa d’assolutamente fiabesco conversare con il “paron” Nereo Rocco, con “la roccia” teutonica Schnellinger e l’altissimo portiere Cudicini, con “viso d’angelo” Rosato,  con il fantastico Pierino Prati col quale, ricordo, rievocammo la favolosa galoppata che condusse la Salernitana a trionfare nel torneo di serie C del 1965-66, uno degli artefici di quel trionfo fu Pierino;il quale, nella gara che il Milan disputò a Bari, tre giorni dopo, realizzò una quaterna, il Milan si impose 5-0.

Ritornando al mio amico, Ugo è nato ad Atripalda nel 1955, da giovincello manifestava passione ed interesse verso la fotografia e la realizzazione di filmati. Relativamente all’aspetto professionale, è ingegnere elettronico libero professionista; per quanto riguarda il campo artistico,tra i suoi soggetti preferiti, inquadrati ed immortalati con fotocamera  e cinepresa, vi sono scale e gradinate monumentali, alle quali conferisce splendidi effetti di  profondità prospettica; singolarmente originali sono le creazioni aventi per soggetto le fontane ed i getti idrici: Ugo ama bloccare il movimento dell’acqua trasformando il fluire del liquido in un modello scultoreo; elaborando opportunamente i tempi d’otturatore e di esposizione, realizza “sculture idriche” e “luci danzanti” utilizzanti il liquido catturato dal suo “clic” fotografico e plasmato quale elemento scultorio.

Durante la frequentazione delle Medie, nel 1967, conseguì un premio correlato ad una manifestazione indetta dalla sua scuola, la competizione letteraria prevedeva una prova di carattere creativo: occorreva sviluppare un articolo illustrativo della tappa del Giro ciclistico d’Italia il cui traguardo era Salerno.

Quel momento rappresentò, metaforicamente, il “direttore d’orchestra” che  “diede il LA” alle sue composizioni artistiche. Dunque, si era nel maggio 1967,  il Giro d’Italia quell’anno veniva sponsorizzato dalla azienda Kodak che offriva, in tutte le città fungenti da traguardo di tappa,un premio: invitati, per ciascuna scuola della città, ragazzi bravini nella scrittura, i quali dovevano assistere, dalla tribuna stampa, all’arrivo solitario del ciclista o alla classica volata di gruppo; indi avevano il compito di redigere un articolo analizzando e dettagliando l’arrivo della gara; la competizione, a Salerno, venne vinta dal tedesco Altig, subito dopo tutti gli alunni invitati scrissero il loro bel pezzo giornalistico, il futuro ingegnere mio Ugheggiante amico conseguì il primo premio, ricevé la ‘stella d’oro’ della San Pellegrino insieme ad una cinepresa Kodak,  ed il suo articolo fu pubblicato sulla Gazzetta dello Sport. Da quell’intenso momento  si è sempre interessato, coltivandola con amore, alla cosiddetta ‘ottava Arte’ (secondo la  convenzionale e fittizia classificazione che indicherebbe primeggiante l’Architettura, arte primitiva per antonomasia), realizzando filmati e belle immagini di natura eterogenea, spazianti dal paesaggio alla figura, dal cogliere l’atteggiamento inconsueto alle sequenze ordinarie e quotidiane di accadimenti; integrando il tutto con effetti suggestivi. Ne fanno fede alcune immagini qui proposte: Pur affrontando temi correlati a malinconia e rimpianto, le creazioni artistiche di Ugo  trasmettono messaggi luminosi, forme scultorie valicanti il ‘buio visibile’ ed ombre che apparentemente sembrano avvolgere impietose ogni minimo aspetto della realtà:a ben osservare credo le vere luci risaltanti siano quelle mistiche… Alcune elaborazioni fotografiche di Ugo e pittoriche (disegni e dipinti da me realizzati) sono state affettuosamente omaggiate durante manifestazioni di raccolta fondi ed eventi di solidarietà, tra cui alcune organizzate dall’Ordine degli Ingegneri di Salerno, del quale presidente era l’Ing. Armando Zambrano, attuale presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Completano il presente scritto, n. 13 creazioni (n. 8 foto di Ugo; una mia riflessione sul Foscolo risalente al periodo scolastico della Istruzione Media, infine n. 3 dipinti ed alcune foto sperimentali da me realizzate senza l’ausilio della fotocamera).

foto e dipinti, rispettivamente: Ugo Galluccio, Giuffrida Farina                                               

  

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