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Proverbi Africani: lo sforzo nella ricerca della prosperità

Inserito da on 29 aprile 2019 – 00:00No Comment

Padre Oliviero Ferro  

Lo sforzo è un atto riflessivo e volontario, attribuito alla persona che ne porta la responsabilità. Nel contesto africano si considera lo sforzo come fondamento dell’attività umana, dove l’agire è moralmente buono, se non è motivato da passioni e se i mezzi messi in opera non sono abbandonati all’impressione e improvvisazione del momento (impulso amorale) e se è invece a favore di una educazione morale, se tende spontaneamente a fini virtuosi e li persegue in un modo riflessivo (sforzo morale). L’etica africana esorta l’individuo allo sforzo, all’impegno personale. Quello che è detto all’individuo, è detto alla comunità. Nella vita, occorre contare innanzitutto sulle proprie forze. Nulla si ottiene senza sforzo; la fortuna è solo un contributo fortuito al successo.

E ora vediamo cosa ci dicono i proverbi. “Prima di gridare “Mio Dio”, coltiva il tuo campo” (Wolof, Senegal) (aiutati che il ciel t’aiuta).  E un altro simile “Metti prima il carico sul tuo ginocchio e poi ti aiuteranno a metterlo sulla testa” (Malinkè, Senegal). E un altro ancora degli Hutu del Rwanda “Dio si appoggia su di te per aiutarti”.  Naturalmente succede che chi è nel bisogno, si dà da fare. “Colui che ha freddo, si avvicina al fuoco” (Luluwa, Congo RDC). Chiunque si fissa un obiettivo, deve saper affrontare ogni difficoltà pur di raggiungerlo Così dicono i Wolof del Senegal “Chi vuole il miele, sia coraggioso ad affrontare le api”. Anche da noi c’è un proverbio simile a questo dei Bassar del Togo “Sforzarsi è potere”. Se vuoi raggiungere un obiettivo, come sempre devi accettare i sacrifici.

“Chi vuole il carbone, sopporti il fiume” (Toucouleur, Senegal). Non bisogna contare sempre sulla solidarietà, o su un reddito o salario fisso che ti dà qualche istituzione. Datti da fare per avere le cose tue, con la tua fatica. Così la pensano i Baluba del Congo RDC “E’ meglio una cosa tua, perché pur appartenendo a tua madre, la devi implorare per ottenerla”. Per avere successo bisogna impegnarsi a fondo e non pensare che tutto ti sia dovuto, perché sei figlio di…”

Il vero feticcio per una miglior raccolta sta in una zucca di sudore” (Luluwa, Congo RDC). A volte, nonostante i tuoi sforzi, non sempre ci si accorge di quanto hai faticato. Quante volte i nostri genitori hanno fatto salti mortali per noi e noi non ce ne siamo accorti, almeno per dire loro grazie?

“Sotto la pioggia, nessuno vede le tue lacrime sul viso” (Bambara, Costa d’Avorio). E ritornano sempre i medesimi concetti: chi ha bisogno di una cosa, deve fare uno sforzo per ottenerla. “Se l’ombra non raggiunge la capretta, la capretta cercherà l’ombra” (Soninkè, Mali). E’ quello che noi diciamo “se la montagna non va a Maometto, Maometto va alla montagna”. E’ meglio però non disperdere i propri sforzi in tante cose, ma avere degli obiettivi ben precisi. Così la pensano i Basonge del Congo RDC “Chi pasce le mucche, non si mette a raccogliere frutta”.  Ricordati che: quando riesci ad essere aiutato, continua a dare il tuo contributo; non piegare le braccia e non aspettare tutto da chi ti sta aiutando. Fai la tua parte. “Se ti lavano la schiena, pulisciti la pancia” (Malinkè, Senegal). E di conseguenza, come dicono i Luluwa del Congo RDC, cerca di non dipendere sempre dagli altri e fa degli sforzi per ottenere le cose: “Non dire che il nostro villaggio è pieno di ricchezze, è meglio avere i propri beni”. Concludiamo con i Mongo del Congo RDC “la gallina che non esce sotto la pioggia, non trova buoni insetti da mangiare”.

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