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Mercato San Severino: risposta a rischio cementificazione selvaggia all’Oasi della Sibelluccia

Inserito da on 16 marzo 2019 – 04:50No Comment

Nel giorno in cui in tutto il mondo si è celebrato il “Fridays for Future”, anche Mercato S. Severino ha risposto presente, accogliendo l’invito dell’adolescente attivista svedese Greta Thunberg, promotrice del movimento per la tutela ambientale.

Ed è proprio di ambiente che, venerdì 15 marzo 2019, si è discusso nell’incontro dal titolo “Terra Madre”, organizzato  dall’Associazione “SUD 2.0” coordinata dal dott Antonio Genzano, tenutosi presso l’Oasi della Sibelluccia, luogo simbolico del territorio comunale di Mercato S. Severino, noto per la preservazione di un ambiente naturale e per la presenza di numerosi terreni agricoli che producono lavoro e reddito a chilometri zero.

Una sfida che, l’Associazione locale “Amici della Terra”, presieduta da Gerardo Fenza, coordinatrice del dibattito di venerdì scorso, sta portando avanti con decisione anche in risposta al rischio di una cementificazione selvaggia, che attraverso la progettualità inserita nel P.U.C. (Piano Urbanistico Comunale) rischia di cancellare ettari di terreno, che attualmente costituiscono la vera ricchezza di questo territorio.

L’incontro, che ha goduto dell’alto patrocinio dell’Università degli Studi di Salerno, ha attirato l’interesse di circa 200 persone e ha visto la partecipazione di illustri personaggi del mondo imprenditoriale, istituzionale e associazionistico, tra cui: il coordinatore del “Gal Irno Cavese” Giovanni Giuliano; il Presidente del Consorzio Produttori Vini Salernitani “Vita Salernum Vites” e vignaiolo Eroico Doc Costa D’Amalfi Andrea Ferraioli; il Consigliere Nazionale di Confagricoltura dott. Rosario Rago; il Presidente dell’Associazione “Natura e Cultura” Giovanni Sessa; il Presidente dell’Associazione “Alfonso Gatto” Luca Picarella e tanti altri.

Il dibattito, introdotto dai saluti del Presidente onorario di “Amici della Terra”, Antonio Napoli, ha permesso ai relatori di illustrare le loro esperienze di vita e di lavoro per promuovere e sviluppare il concetto del binomio natura-cultura, finalizzato a una logica di preservazione ambientale, che consente, altresì, di creare concrete opportunità di lavoro anche per i giovani.

Emblematica la testimonianza di un giovane laureato, Daniele Picarella, che dopo gli studi accademici ha deciso di mettere in piedi un allevamento di api. Attività, quella dell’apicoltore, che consente a questo ragazzo di vivere dignitosamente e, probabilmente, di ottenere degli introiti e delle soddisfazioni superiori a quelli che avrebbe ricevuto se avesse accettato proposte di lavoro a tempo determinato, che spesso vengono avanzate a giovani laureati.

Il messaggio, che i soggetti intervenuti nel dibattito hanno voluto lanciare è proprio questo: in un’epoca, come quella attuale che stiamo vivendo, con repentini stravolgimenti climatici nel corso dei quali si assiste a una sorta di ribellione di madre natura, c’è necessità di rilanciare la cultura della “terra”, intesa come una rinnovata opportunità occupazionale e di produzione reddituale a impatto zero. Un obiettivo, questo, che potrebbe essere raggiunto con il supporto di cultori dei modelli agricoli, da diffondere a partire dalle scuole inferiori fino a quelle di grado superiore per giungere poi all’ambito accademico, all’interno delle Università.

L’Oasi della Sibelluccia è, appunto, un luogo simbolo del territorio della Valle dell’Irno. Piuttosto che abbattere e spianare centinaia di ettari di terreno per sostituirlo con strade, edifici o piattaforme logistiche, bisogna creare le condizioni per la diffusione di un’economia circolare attraverso forme di incentivi nei confronti dei giovani che intendono avviare un’attività agricola, di coltivazione di un prodotto o di allevamento di animali, nel rispetto delle normative vigenti in materia.

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