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Sarno: on. Villani, ultima tappa tour di presentazione Reddito di cittadinanza e Quota 100

Inserito da on 11 marzo 2019 – 03:59No Comment

Si è tenuta a Sarno l’ultima tappa del tour sulla presentazione del Reddito di cittadinanza e Quota 100. Il tour è stato organizzato dalla deputata del M5S Virginia Villani,  dalla senatrice Luisa Angrisani, con la collaborazione di Vincenzo Spinelli, portavoce M5S nel consiglio comunale di Nocera Inferiore.

“Sabato presso i locali di Villa Lanzara a Sarno  c’è stata l’ultima tappa del Tour #Rdc e #Quota100 che, partito da Angri i primi di febbraio, ha attraversato quasi tutti i comuni dell’Agro Sarnese Nocerino. Abbiamo informato i cittadini,  ascoltato le loro richieste e collaborato con  le amministrazioni comunali. Intanto  il decreto sul Reddito di cittadinanza è stato approvato al Senato e, dopo il passaggio nelle commissioni, dovrebbe arrivare in Aula alla Camera il 18 marzo. Ringraziamo vivamente tutti i Meet up Agro che hanno fattivamente collaborato per la buona riuscita del tour e i cittadini che hanno partecipato a questo percorso. Noi restiamo al servizio dei cittadini per ogni chiarimento che i Caf e le Poste potranno invece risolvere, da un punto di vista tecnico” dichiara la deputata del MoVimento 5 Stelle Virginia Villani.

Intanto tra le domande e gli appuntamenti sono oltre 330 mila le richieste per il Reddito e la Pensione di cittadinanza presentate agli sportelli di Poste (114 mila) e dei Caf (219 mila). Tutto si è svolto regolarmente senza intoppi grazie alla collaborazione dei dipendenti degli uffici.

“Il Reddito di Cittadinanza è un sostegno al reddito collegato alle politiche attive del lavoro, cioè alla formazione e al reinserimento professionale nonché al reinserimento sociale. Una misura che tende una mano, finalmente, a circa 5 milioni di persone che invece erano state praticamente abbandonate dai governi precedenti” spiega l’On. Villani “Intanto in Senato sono state apportate anche importanti modifiche e misure anti furbetti: aumentano del 20% le maxi sanzioni per chi lavora in nero. Decade il reddito per quei nuclei in cui c’è un lavoratore con contratto co.co.co che non invia le comunicazioni obbligatorie. Inoltre chi rilascia dichiarazioni false verrà escluso per 5 anni dall’accesso al reddito di cittadinanza. In caso di dimissioni volontarie entro i 12 mesi precedenti, non avrà diritto al reddito di cittadinanza il solo componente della famiglia che si è dimesso. Stretta, inoltre, per i cambi di residenza successivi a separazioni e divorzi avvenuti dopo il primo settembre 2018. In questi casi dovrà essere un verbale della polizia municipale a certificare il cambio di residenza. E’ bene anche precisare che, dopo la modifica in Senato, l’obbligo di accettare un’offerta di lavoro scatterà solo se il salario sarà di almeno 858 euro al mese. La domanda per il Reddito di cittadinanza si può compilare direttamente presso i Caf o sul sito dell’Inps. Inoltre, chi vorrà presentare la domanda telematica attraverso il sito del reddito di cittadinanza dovrà chiedere lo spid, ovvero l’identità digitale. A seguito della presentazione della domanda, l’Inps verificherà i requisiti e contatterà i beneficiari del reddito, che in un momento successivo saranno contattati da Poste italiane per fissare un appuntamento al fine di ritirare la carta e il pin. I beni che si potranno acquistare con la card sono i generi alimentari, medicinali  e della grande distribuzione. Si potrà procedere anche al pagamento delle bollette delle utenze, della rata dell’affitto o del mutuo. Non potrà essere invece utilizzata per giochi che prevedano vincite in denaro e non sarà possibile fare acquisti on line e all’estero. Ci sarà un limite di prelievo dei contanti di 100 euro per il singolo che potrà arrivare in base alla composizione del nucleo familiare fino ad un massimo di 210 euro”.

 

Per quanto concerne Quota 100, sono oltre 86.000 le domande per quota 100 presentate finora all’Inps. La distribuzione anagrafica vede in testa le richieste di chi ha tra 63 e 65 anni che sono circa 40 mila, le domande di chi ha fino a 63 anni sono oltre 28 mila, mentre sono circa 18 mila quelle di chi ha più di 65 anni.

“Quota 100 rappresenta un punto fondamentale del programma in 20 punti con cui ci siamo presentati alle ultime elezioni. Abbiamo dato inizio ad un percorso di equità che comincia a cancellare la legge Fornero e che non potrà che passare anche dall’introduzione, nei prossimi anni, di Quota 41. Con Quota 100 offriamo a chi ha compiuto 62 anni e ha versato almeno 38 anni di contributi di andare in pensione anticipata rispetto ai requisiti della Fornero (che nel 2019 arrivano a 67 anni per gli uomini e 66 anni e 7 mesi per le donne). I nonni possono tornare a fare i nonni e non ci sarà nessuna penalizzazione sull’assegno mensile. Semplicemente si avrà una pensione corrispondente ai contributi versati, che sarà inferiore a quella che si sarebbe ottenuta andando in pensione a 67 anni, ma sarà anche percepita per 5 anni in più – spiega l’On. Villani – Una grande opportunità per almeno 1 milione di persone nel periodo 2019-2021. Con Quota 100 avremo anche un aumento della domanda di lavoro da parte delle imprese, con benefici per l’occupazione giovanile. La finestra per il pubblico si aprirà il 1° agosto 2019 per chi ha maturato i requisiti entro il 2018, e dal 1° settembre per gli insegnanti. Anche i dipendenti pubblici che sceglieranno Quota 100 prenderanno il Tfr nel 2019, a partire da una rata di 45.000 euro. I privati potranno andare in pensione con Quota 100 già dal 1° aprile. Le imprese potranno mandare in pensione un lavoratore 3 anni prima dei requisiti di Quota 100, quindi a 59 anni, finanziando la differenza con i fondi che l’impresa ha a disposizione per la formazione interna, purché in cambio venga assunto un nuovo lavoratore. Inoltre, col decreto per Quota 100 proroghiamo per tutto il 2019 l’Ape sociale, che consente ad alcune categorie svantaggiate di andare in pensione a 63 anni (con 30 o 36 anni di contributi); blocchiamo l’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita per i lavoratori precoci; abbassiamo i requisiti per la pensione anticipata già in vigore (da 43 anni e 5 mesi di contributi per gli uomini e 42 anni e 5 mesi per le donne si scende a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, indipendentemente dall’età anagrafica); consentiamo agli under 46 di riscattare agevolmente la laurea e a tutti i cittadini che abbiano cominciato a versare contributi dopo il 1995 di riscattare periodi di buco contributivo fino ad un massimo di 5 anni. Dal 2019 togliamo il tappo all’occupazione giovanile e torniamo a respirare aria di futuro”.

 

 

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