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Proverbi Africani: la discrezione

Inserito da on 5 marzo 2019 – 00:00No Comment

Padre Oliviero Ferro  

Se l’indiscrezione viene considerata come un atteggiamento pericoloso per la vita individuale e comunitaria, la discrezione è ovviamente molto apprezzata come caratteristica della persona. L’uomo discreto è affidabile. E’ una garanzia per il mantenimento di fatti delicati e forse strategici per la sopravvivenza dell’individuo e della comunità. Le persone, cui il cuore è come una tomba, vengono ricercate e consacrate dalla società come protettori della vita degli altri. E ora è il momento dei proverbi. Ne abbiamo molti che fanno riflettere bene.

Cominciamo dai Libinza del Congo RDC. “La gallina non produce le uova mentre la guardano” (è bene essere discreti nel fare certe cose delicate di fronte alla gente). Mantenere il segreto professionale è segno di serietà, perché “l’uccello non dice mai dove depone le uova” (Malinke del Senegal). Questo proverbio si potrebbe metterlo vicino a un altro del Congo “Hakuna moshi bila moto” (non c’è fumo senza fuoco). Qui sono gli Ekondo, sempre del Congo RDC che dicono “Puoi lavorare la terra in segreto, ma il rumore della zappa ti tradirà” (i sentimenti discreti rimangono nascosti soltanto per un breve periodo di tempo). E qui mi piace ricordare una situazione che ho vissuto diverse volte. Cioè il tipo di udito che hanno gli africani. Quando si passa in un luogo, specialmente vicino alla foresta o in un campo, loro riescono subito a sentire se nei paraggi c’è un serpente.

Diverse volte me l’hanno fatto notare. Io naturalmente non me ne ero accorto. Così pure da certi gesti o situazioni riescono a capire quello che succede e che è nascosto. E questo proverbio che segue lo spiega meglio. “Il pesce morto viene a galla” (un segreto rivelato ad una seconda persona viene sempre a conoscenza degli altri) così dicono i Mongo del Congo RDC.  Le grandi cose si realizzano in silenzio. Questo è quello che pensano i Toucouleur del Senegal dicendo “Il leone a caccia di bestie non ruggisce”. E’ meglio lavorare con calma, ma con continuità e allora si possono realizzare delle grandi cose, invece di dire che si farà e poi ci si ferma a metà. Non si deve pensare che i segreti possono essere mantenuti. Già lo diceva il Vangelo “quello che è detto in segreto, verrà proclamato sui tetti”.

E qui abbiamo diversi proverbi che lo ricordano. “se vuoi tenere un segreto, affidalo al vento e mai a una donna” dicono  Fang del Gabon. Qualcuno direbbe che anche gli uomini non sono da meno… I Basonge del Congo RDC aggiungono la loro riflessione dicendo “Quando riveli all’innocente, l’innocente comunica a un suo confidente” (è illusorio mantenere i segreti in questo mondo). Quante volte si dice “attenzione che i muri hanno orecchie”. I Bakwa cienze del Congo RDC così lo trasformano “Quello che fai di notte, le mura lo vedono”. A volte, qualcuno comincia a parlare, perché ha un po’ di carburante in corpo, ha bevuto troppa birra tradizionale o quella in bottiglia e così comincia a parlare.

Tutti si mettono a ridere, ma il giorno dopo qualcuno gli fa notare che ha detto quello che non doveva dire e allora cominciano i problemi. Per questo gli Hutu del Rwanda ce lo ricordano “Non nascondere nulla a colui che di casa tua sa tutto” (Dal momento che hai rivelato un tuo segreto a una persona, hai ormai le mani legate nei suoi confronti. Quindi bisogna essere prudenti anche nei confronti degli amici più intimi. Non si rivelano tutti i propri segreti). Concludiamo con questa riflessione dei Malinke del Congo RDC “E’ il fatto di mantenere il segreto che mise al mondo il segreto”.

 

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