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Napoli: bracconaggio, Nappi “Napoli crocevia traffici, controlli e prevenzione per sicurezza civica”

Inserito da on 4 marzo 2019 – 06:59No Comment

“Ci sono tanti tipi di traffici che, complice la disattenzione delle istituzioni che tollerano continue “zone grigie”, passano per questa nostra bellissima città”. Alcuni sono – tristemente – noti, altri meno. E mi ha fatto molta rabbia sapere che per la sua posizione geografica, Napoli viene considerata un “importante crocevia” del traffico internazionale di animali e del bracconaggio”.

E’ quanto si legge in una nota del vice coordinatore della Campania di Forza Italia e presidente dell’associazione Nord e Sud Severino Nappi, commentando il sesto rapporto Agromafie realizzato da Coldiretti, Eurispes e Fondazione ‘Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare’.

“Un rapporto che restituisce uno spaccato che fa veramente rabbia – aggiunge Nappi – . Il mercato illegale degli animali, che sono indifesi, è il quarto mercato illegale al mondo per estensione e l’Italia si è ritagliata Il triste ruolo di “tappa obbligata” per i traffici di animali provenienti dall’Africa e diretti nel Nord Europa grazie al suo affaccio nel Mediterraneo. I numeri sono impressionanti: i carabinieri forestali, solo nel 2017, hanno eseguito 18800  accertamenti, 8mila controlli su animali esotici vivi come tartarughe di terra, pappagalli, rapaci, lupi, scimpanzé e macachi, oltre che su cani e gatti.  È un traffico vergognoso perché può comportare danni gravi al nostro ecosistema, perché consente di importare virus che possono essere pericolosissimi per la salute degli altri animali e delle persone ed è inumano perché, come segnala lo studio, il trattamento “bestiale” riservato a questi animali, nascosti e trasportati per lunghi tragitti in contenitori piccoli e chiusi, porta alla morte di circa il 50% dei cuccioli. Bisogna stroncare questi traffici attraverso i controlli, ma anche responsabilizzare noi stessi e i nostri conoscenti: mai acquistare animali senza che sia chiara la loro provenienza”, conclude Nappi.

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