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Proverbi Africani: senso di responsabilità

Inserito da on 1 marzo 2019 – 00:00No Comment

Padre Oliviero Ferro  

La responsabilità indica una relazione a tre termini: la persona responsabile, il settore di responsabilità (incarichi, azioni, attitudini, carattere) e l’istanza davanti alla quale si deve rendere conto (es: tribunale, coscienza, gruppo, Dio, propria istituzione…). Viene concepita in due sensi: assunzione delle conseguenze dei propri atti e esercizio dei propri doveri ed obblighi di fronte agli altri. L’uomo deve essere cosciente dei propri atti ed assumerne le conseguenze e può quindi essere soggetto a sanzioni, ricompense, stima, disprezzo o rispetto della comunità. Nella società africana esiste per l’individuo una responsabilità giuridica che interessa gli obblighi che emergono dai compiti ed incarichi che il soggetto ha; oppure che riguarda il rispetto degli imperativi e dei divieti generali del diritto consuetudinario. Implica che si possa agire secondo la propria volontà e coscienza. Tale capacità dipende largamente dall’educazione ricevuta, dalla socializzazione.

Ogni individuo, secondo i proprio sesso, funzione o ruolo che esercita, la propria età, ha le sue responsabilità. Ci sono quelle riservate alle donne (partorire, cucinare, lavorare la terra, curare i figli, educare le figlie femmine….), quelle per il sesso maschile(sposarsi, procreare, educare i figli maschi, proteggere la moglie/mogli, cacciare, guidare i gruppi clanici, dare i nomi ai neonati…); quelle coniugali (procreazione, educazione dei figli…); quelle dei capitribù, dei capi clans, dei sacerdoti tradizionali… vediamo alcuni proverbi per capirci meglio.

Partiamo dai Tetela del Congo RDC “Quando si allunga troppo la coda, l’animale non può ben saltare” (quando un capo è estremamente preso dalle responsabilità, potrebbe non esercitarle in modo corretto). Poi: se due persone si occupano  di una stessa responsabilità nello stesso tempo, nasce un conflitto di potere che danneggia le sorti di quell’affare. Così la pensano i Wadchagga della Tanzania, dicendo “Un bambino di cui si occupano due persone nello stesso tempo, si brucia”. Ed è la stessa idea che hanno i Mossi del Burkina Faso “Il cavallo curato da due padroni muore di fame”.  E in un modo diverso, ma simile, anche i Luluwa del Congo RDC dicono “L’uomo che ha due mogli muore di fame” (ciascuna delle due donne pensa che il marito abbia già mangiato a casa sua.

Alla fine del giorno l’uomo si ritrova a dover dormire affamato. Cioè due persone non possono assumere bene una stessa responsabilità nello stesso tempo). A  volte non si vogliono assumere le responsabilità, trovando delle scuse per evitarne le conseguenze, come ci ricordano i Beti del Cameroun “Non si eredita un affare di cui il responsabile è ancora in vita”. Lo abbiamo detto più sopra. Ciascuno deve assumersi le responsabilità dei propri atti fino in fondo. E’ quello che nella tribù dei Basuto in Lesotho si insegna “Quando cade un uomo, cade con la sua ombra” e a questo sempre i Basuto continuano “Il leopardo muore con i propri colori”. Interessante quello che dicono i Bambara della Costa d’Avorio “Una testa non può essere rotta che in presenza di colui che la porta” (per giudicare un fatto, occorre che il suo autore sia presente, perché a lui spetta assumerne le responsabilità).

Ci avviamo verso la fine. Dobbiamo comportarci da uomini responsabili per meritare la fiducia. Ce lo ricordano i Tumbuka del Malawi “Il fatto di considerarsi continuamente come un bambino fa marcire i denti”. Ciascuno, in effetti, raccoglie quello che ha seminato.

 

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