Home » Cannocchiale

Mercato San Severino: grande successo per musical “Peter Pan”, nella rassegna teatrale, trasferta al Teatro napoletano “Augusteo”

Inserito da on 16 febbraio 2019 – 05:27No Comment

Anna Maria Noia

Un attento e soddisfatto uditorio, tra astanti di Mercato S. Severino (in sessanta circa) e di altre zone della Campania – in 1500, invece – ha plaudito con favore, entusiasmo ed energia al musical “Peter Pan”, tenutosi lo scorso 15 febbraio presso il teatro “Augusteo” di Napoli. Tutto ricadeva nell’ambito della consueta rassegna annuale che interessa – da decenni – la struttura del cine-teatro comunale in via Trieste di S. Severino. Per questo spettacolo, il quarto dalla data di inizio (il 13 dicembre 2018) delle kermesse, i vertici attuali della realtà sanseverinese – i Caccavale, appunto responsabili (da agosto dello scorso anno) della struttura – hanno effettuato l’esperimento “Teatro in movimento”, destinato agli abbonati. La famiglia Caccavale (“Teatro più”) presiede anche una rete di teatri nel centro partenopeo – tra i quali l’Augusteo. Proprio in occasione del musical – che in 160 minuti sintetizza le vicende fiabesche e surreali dei magici personaggi, fuoriusciti dalla mente dello scrittore James Matthew Barrie (Peter Pan, Wendy, la fata Campanellino…) – la nuova formula costituita da “Teatro in movimento” ha reso possibile la trasferta a Napoli per molti appassionati sanseverinesi. La trasferta all’Augusteo concerneva l’utilizzo di un bus navetta, includente l’andata e il ritorno da e per Mercato S. Severino. Tutto compreso. La novità di “Teatro in movimento” riprenderà il prossimo 12 aprile (venerdì) alle 21. Con un altro musical di grande livello e di successo: “Priscilla, la regina del deserto”. Regia di Matteo Gastaldo, direzione sonora a cura di Fabio Serri. Anche stavolta, la navetta porterà gli intenditori di S. Severino a partecipare a questo movimentato e allegro show – con costumi molto vivaci e scintillanti. Per ciò che concerne – nella fattispecie – “Peter Pan”, occorre sapere che la pièce, tratta dal romanzo di Barrie e nota per svariate pellicole cinematografiche e/o di animazione (si ricordi l’opera di Walt Disney, ma anche i film successivi), riporta sul palco musiche e canzoni di Edoardo Bennato. Per la regia di Maurizio Colombi. Un successo lungo dodici anni, 800.000 spettatori ad assistere. La colonna sonora è stata siglata, come appena detto, da Bennato. Che ha fatto sì che la co-produzione Show Bees e New Step potesse travalicare i confini della Penisola, verso numerosi Paesi esteri. Il testo, pubblicato ai primi del ‘900, è ambientato nei famosi giardini inglesi di Kensington. Il mito di Peter (Pan) è stato assunto antonomasticamente a simbolo dell’omonimo complesso psicologico: la sindrome di Peter Pan. Ad indicare gli individui che, come il fantastico personaggio delle storie inglesi e scozzesi, sembrano non voler crescere e divenire adulti. Un mito attualissimo, che tocca le più profonde corde della nostra società – ipocrita, frenetica, frettolosa. In cui il sogno è già una realtà da vivere con i piedi per terra. Il romanzo ha conquistato e appassionato generazioni di ragazzi e adulti; tale show, da esso ricavato e rielaborato, non è (stato) un semplice spettacolo teatrale bensì un sogno – da condividere con tutta la famiglia. Emergono (sono emerse), infatti, le tematiche dell’onirismo e della critica alla società civile (inglese ma anche mondiale) – nel voler restare piccoli e continuare a sperare in un mondo dorato e più giusto (meno iniquo). Anche i “grandi” hanno avuto modo di apprezzare le hit scanzonate e irriverenti di Bennato. Un autore che, più di altri, ha ironizzato sul personaggio dell’eterno bambino vestito di verde: sue, infatti, le canzoni (di protesta, metaforicamente e con non velata o dissimulata denuncia sociale) appartenenti a molti album del suo repertorio. “Sono solo canzonette”, del 1978, contiene molti brani dedicati a Peter. E poi ci sono “Il rock di capitan Uncino”, “La fata” – oltre a “Viva la mamma”. Fino a “L’isola che non c’è” – di chiara ispirazione da Barrie. Infine, il cantante partenopeo ha inserito nel plot dello spettacolo l’inedito “Che paura che fa capitan Uncino”. Circa una ventina i performer in scena, che hanno animato un mondo davvero magico – arricchito da notevoli effetti speciali e condito da sorprese. Come non ricordare gli immortali personaggi, interpretati dagli attori sul palco? Soprattutto – tra questi – i simpatici “cattivi” della situazione: Hook (Uncino) e Spugna. Anche il già citato show musicale “Priscilla, la regina del deserto” – in atto, sempre all’Augusteo, il 12 di aprile – rappresenta un viaggio (ideale, metaforico) tra sound ed effetti scenici accattivanti e dinamici. Più di cinquecento costumi variopinti e un’intramontabile colonna sonora – con venticinque successi mondiali: “I will survive” e “It’s raining, men” tra costoro – incanteranno certamente gli abbonati che si recheranno a teatro. Il musical australiano ha avuto un notevole successo: nel corso degli anni, oltre 6 milioni di spettatori nel mondo hanno espresso il proprio gradimento per “Priscilla”. In Italia, il pubblico ha toccato quota 350.000 persone. Appuntamento con la rassegna, stavolta a S. Severino, venerdì 8 marzo prossimo venturo – ore 21. Di scena Carlo Buccirosso, ne “Il pomo della discordia” – scritto e diretto da lui.

Lascia un commento!

Devi essere logged in per inserire un commento.