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Mercato San Severino: criticità Istituto “Virgilio”, studenti disertano lezioni

Inserito da on 18 gennaio 2019 – 04:59No Comment

Anna Maria Noia

Astensione dalle lezioni, il 17 gennaio ultimo scorso, per circa duecento allievi dell’istituto di istruzione superiore sanseverinese “Publio Virgilio Marone”. Appartenenti alla struttura del centro sociale – che attualmente ospita la maggioranza degli studenti, iscritti ai diversi indirizzi di studio (liceo classico, scientifico, linguistico, delle scienze umane nonché istituto tecnico) – ma anche provenienti dagli altri plessi dislocati lungo il territorio (da Pandola, da Valle, qualche anno fa anche da Carifi…). Dalle 9 (appuntamento in piazza Dante, vicino al già citato centro sociale – da più di venti anni inidonea “location” che ospita una trentina di aule o classi) alle 11.30, un lungo e colorato corteo ha percorso il centralissimo corso Diaz, per giungere infine dinanzi al Comune in piazza Imperio. Qui una (folta) delegazione di rappresentanti degli studenti – guidata da Francesco Salvati – ha chiesto e ottenuto di incontrare il primo cittadino Antonio Somma. A detta degli allievi, il sindaco ha ascoltato con attenzione le loro legittime richieste, promettendo il suo impegno per la risoluzione delle criticità del “Virgilio”. Che – pare – sono davvero tante. A cominciare dal malfunzionamento dei termosifoni – ragione e motivo dell’astensione del “pacchetto” di iniziative studentesche (il 16, appunto il 17 e – infine – il 18 gennaio, quando i liceali di S. Severino hanno preso parte ad una manifestazione più generale, dinanzi alla Provincia di Salerno). Per quanto riguarda tale problematica, già da tempo i circa 1000 studenti (questo il numero di allievi – per tutti gli indirizzi, però, compresi i pendolari nelle sedi decentrate) si stanno lamentando per il freddo intenso che penetra nelle aule: spesso – asseriscono gli allievi – essi sono costretti a far lezione imbacuccati in cappotti e giubbini. Un disagio che dura da tempo. Come si protrae anche l’altra negatività, legata ai continui salti di corrente elettrica sempre alla sede centrale di via Biondo (il centro sociale): sembra che il disservizio, che coinvolge anche gli amministrativi, provenga da una centralina difettosa all’esterno della scuola. Tra l’altro, più volte la dirigente scolastica Luigia Trivisone ha dichiarato di aver inoltrato continue segnalazioni in merito. Per quanto concerne l’affaire termosifoni, gli studenti affermano che l’orario di riscaldamento dovrebbe – di norma – andare dalle 7.30 alle 13.30; invece il timer riguarda solo la fascia che va dalle 9 alle 11. “La preside Trivisone e i professori – dichiara Salvati, a nome di tutti i ragazzi – in realtà si sono dimostrati comprensivi e vicini alle nostre istanze. Hanno anche deciso la riduzione dell’orario scolastico di dieci minuti, sempre per quanto concerne i caloriferi”. I ragazzi hanno acuito tale situazione particolarmente al ritorno dalle ferie natalizie. Ed è un problema annoso – purtroppo.

Ma non ci sono solo queste problematiche, a segnare la fruizione e fruibilità del liceo: i giovani del “Virgilio” – difatti – sono scontenti anche dell’edilizia scolastica: sono anni che dovrebbe entrare in funzione il tanto decantato polo scolastico – in fase di realizzazione nella frazione S. Vincenzo/Lombardi. Nel 2012, un grande battage pubblicitario fu attuato dall’amministrazione Romano – in merito alla costruzione della nuova scuola. Tanti, i proclami. Da allora, i lavori si sono susseguiti in maniera altalenante, “discontinua” – se così si può dire. Alternando momenti di stallo a riprese. Varie personalità politiche della Provincia di Salerno hanno sollecitato, più volte, il completamento dell’opera. Che consta di numerosi fabbricati, insistenti su un’area di ben 30mila metri quadri. La superficie dovrebbe ospitare aule moderne ed accoglienti, laboratori didattici, mensa, uffici amministrativi, zone attrezzate a verde. Stando a quanto trapelava – in maniera informale e non ufficiale – da fonti istituzionali vicine a Palazzo di Città, i lavori avrebbero dovuto essere consegnati entro febbraio 2019. Forse – invece – i locali saranno inaugurati non prima di settembre prossimo. Ma il primo cittadino Somma ha detto che si sarebbe fatto carico delle esigenze delle famiglie degli studenti, quindi si interesserà al riguardo. Ciò che emerge da tutta questa faccenda sono – comunque – la disponibilità e l’attenzione da parte dei docenti e della ds Trivisone verso i discenti. I prof sono dalla parte dei manifestanti, pur non derogando dai propri diritti/doveri di insegnanti ed esortando (anzi) gli adolescenti a seguire le lezioni, inculcando il senso del dovere e la responsabilità (personale e collettiva). Ragionando con gli alunni, i docenti stessi provano a convincerli ad utilizzare altri modi per manifestare i propri dubbi e per illustrare disagi, disservizi, criticità inerenti il loro istituto superiore. La Trivisone dichiara: “Purtroppo siamo alle solite! Dopo il rientro, ecco il consueto problema dei termosifoni. Vari i solleciti da noi effettuati, ma mi rammarico che si perdano le ore di lezione. Tutto il personale, tranne gli assenti per motivi giustificati, ha comunque prestato servizio all’economia scolastica; offrendo all’utenza il dovuto. C’è una forte tensione, però, anche nelle altre scuole della provincia. Il caso vuole che siamo, anche, nei più delicati periodi: quelli dell’iscrizione!”. Intanto Salvati, a nome di tutti i protestatari, fa capire che – nel caso le istanze non vengano recepite, dai vertici istituzionali e dal classico “chi di dovere” – vi saranno altre occasioni di “lotta”; altri cortei e iniziative similari. Per far sentire la voce dei più giovani, con tutti i sogni e i progetti, gli ideali delle nuove generazioni. Francesco Salvati, infine, condanna senza mezzi termini e senza remore i tentativi di sabotaggio e di vandalismo occorsi negli anni scorsi al plesso del centro sociale; quando ignoti (probabilmente esterni) attuarono effrazioni ai cancelli di ingresso alle aule, versando creolina dall’odore acre e urticante. Gli studenti fanno presente che “sono due anni che non succedono avvenimenti simili, episodi da condannare che nulla a che fare hanno con noi e con le proteste che eleviamo. Che ci sembrano giuste e importanti”.

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