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Salerno: al Piccolo Teatro del Giullare “Tàlia s’è addormentata”

Inserito da on 17 gennaio 2019 – 06:14No Comment

Sabato 19 e Domenica 20 in scena al Piccolo Teatro del Giullare la nuova produzione della Compagnia PolisPapin “TÀLIA S’È ADDORMENTATA”, tratto da “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile, un’idea di Compagnia PolisPapin, scritto e diretto da FRANCESCO PETTI.

Una produzione PolisPapin con Ygramul Teatro con Cinzia Antifona, Valentina Greco, Francesca Pica, musiche di Francesco Petti ninna nanna” testo Antonio Petti, musiche Melisma, foto di Dario Vegliante, scene e costumi di Domenico Latronico, aiuto scenografo Dario Vegliante

Note di regia:
Sulla scena tre attrici e molteplici personaggi che si susseguono, dando vita ad un gioco di scambio continuo di ruoli. Un meccanismo da giostra, un espediente teatrale che cela però il compito più profondo della fiaba e del teatro: essere uno specchio per chi legge, ascolta, guarda. La giovane principessa, il re gagliardo, la regina decaduta, prima o poi tocca a tutti interpretare almeno uno di questi ruoli.
Lo spettacolo prende spunto da una delle versioni più antiche della fiaba a tutti nota come La Bella Addormentata: quella inclusa, con il titolo Sole, Luna e Tàlia, ne Lo cunto de li cunti overo lo trattenemiento de peccerille di Giambattista Basile, da cui riprende il clima barocco con sfumature da gothic novel. La fiaba è il racconto che per eccellenza spiega e indaga i passaggi della vita e come tale non può disdegnare d’essere a tratti crudele. Una fiaba quindi per adulti, ma che non dimentica mai di essere nata per i peccerille, di essere cioè anche un gioco. Al suo interno, in una atmosfera onirica, sospesa tra lo steampunk e Miyazaki, tra l’introspezione e la commedia surreale, si avvicendano figure misteriose, vicende fosche, storie d’amore; un susseguirsi fiabesco che attinge a piene mani da quell’immenso serbatoio che è Lo cunto, inestimabile tesoro di simboli arcaici e spesso oscuri, in cui ciò che appare in superficie è solo favola, ma ciò che vi si nasconde è inesorabilmente vita.

La storia:
La giovane Tàlia si punge un dito con una lisca di lino e cade addormentata. Il padre, credendola morta, per la disperazione l’abbandona. Tàlia resta sola nel suo palazzo per un tempo indefinito. Un giorno un Re, passando di lì, trova la giovane dormiente, la possiede e va via. Dopo nove mesi Tàlia, con l’aiuto di due fate, dà alla luce un figlio ed una figlia, chiamati Sole e Luna, che succhiando il suo dito invece che il capezzolo ne estraggono la lisca e rompono l’incantesimo. Il Re allora torna al palazzo e ritrova la principessa con i figli del loro amore. La moglie del Re, venuta a conoscenza di questi fatti, ordina che i bimbi vengano cucinati e dati in pasto al marito e poi che la stessa Tàlia venga uccisa. Ma il Re scopre l’infimo piano. La Regina viene condannata a morte e il Re, Tàlia, Sole e Luna vivranno per sempre felici e contenti. Tutta la vicenda è incorniciata dalla presenza di tre Sorelle, le Figlie del Tempo, che manovrano i meccanismi dei destini umani.

Date:
Sabato 19 Novembre, ore 21.00
Domenica 20 Novembre, ore 18.30

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