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Salerno: Uil Fpl, Consiglio Generale al Grand Hotel

Inserito da on 13 gennaio 2019 – 06:34No Comment

Consiglio Generale della Uil Fpl nazionale a Salerno. Il rinnovo del contratto pubblico del triennio 2019-2021 al centro dell’agenda del sindacato che lunedì 14 gennaio e martedì 15 gennaio si ritrova in Campania. Chiusura con il leader della Uil, Carmelo Barbagallo.

Domani, lunedì 14 gennaio 2019, e martedì, 15 gennaio 2018, si terrà, al Grand Hotel di Salerno, (Lungomare Clemente Tafuri, 1 – Salerno), il Consiglio Generale della Uil Fpl, la categoria di attivi più numerosi della Uil che rappresenta i lavoratori della sanità, delle autonomie locali e del terzo settore.

I lavori inizieranno alle 15 e sono previsti  interviste di Pierpaolo Bombardieri, segretario organizzativo della Uil e Antonio Foccillo, segretario confederale della Uil.

Nella mattina di martedì 15 interverrà, a partire dalle 9.30, Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil. Chiuderà i lavori Michelangelo Librandi, segretario generale della Uil Fpl.

Tra le priorità della discussione al centro del Consiglio Generale ci sono la ripresa del tavolo di confronto tra organizzazioni sindacali e Governo sul rinnovo del contratto pubblico per il triennio 2019-2021 e la convocazione urgente della Commissione Paritetica, prevista dai contratti nazionali di categoria firmati lo scorso anno per la riclassificazione del personale dipendente. “Questi due temi – conferma Librandi – insieme a una riforma organica della Pubblica Amministrazione, che premi il merito e la professionalità, sono centrali per ridare slancio alla macchina pubblica”.

Il Consiglio Generale vedrà protagonista anche la segreteria provinciale della Uil Fpl di Salerno. “Siamo onorati che la segreteria nazionale abbia scelto Salerno per questo importante momento. E’ la dimostrazione che Salerno, città di un Sud che funziona, sta ottenendo ampi risultati sul fronte dell’immagine di un Mezzogiorno che si riscatta”, ha detto Donato Salvato, segretario generale della Uil Fpl Salerno. “Il 2018 è stato un anno di partenza per il recupero di quello che realmente era il lavoratore nel pubblico impiego. Ecco perché il 2019 dovrà essere l’anno del cambiamento, ponendoci con un atteggiamento improntato su dialogo e collaborazione con il Governo e superare così le criticità delle dotazioni organiche ormai ridotte all’osso. Nel pubblico impiego c’è una fetta di maestranze che ha superato i 50 anni, per non parlare del 30% di vacatio nei singoli organici”.                                                                                                           

 

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