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Mercato San Severino: “ Andrè” con Andrea Sannino al Teatro Comunale

Inserito da on 12 gennaio 2019 – 05:21No Comment

Anna Maria Noia

Il secondo spettacolo, previsto dalla programmazione di “Teatro più” al comunale di S. Severino per la consueta rassegna 2018/2019, è andato in scena venerdì 11 gennaio alle 21. Sul palco, il cantautore pop nonché attore partenopeo Andrea Sannino. Classe 1985, egli si è esibito nello show “André”. Si è trattato di un’interpretazione canora particolare, lo spettacolo è stato messo a punto dallo stesso Sannino e dall’attore Vincenzo Pirozzi. L’idea alla base di “André” è stata quella di inserire per la prima volta – in repertorio – le tracce del suo nuovo disco; eseguite da una band di sette elementi e dirette da Mauro Spenillo e Pippo Seno. Sannino ha intitolato la rappresentazione “André” (come pure un suo nuovo disco, pieno di cuore) per omaggiare la sua terra – i genitori e gli amici, difatti, così lo chiamano. Per onorare il quartiere dove è nato, nella ridente Ercolano. Lo show “si aggiunge” ai successi valsisi dal fortunatissimo album degli esordi “Uànema” e ai positivi riscontri di “Abbracciami”. Un ragazzo semplice, attaccato alle radici e al nucleo familiare di origine – si rivela (si è rivelato) il Nostro. L’artista (eclettico e sentimentale, crepuscolare) sperimenta universi sonori sfaccettati, variegati – in un mosaico di suggestioni polivalenti. Un sound dolente, emozionale. Recentemente Andrea Sannino (alias André) è comparso a “Domenica in” – con Sal Da Vinci e Franco Ricciardi. La performance sanseverinese è stata, nel complesso, soddisfacente e convincente. Ricca di magia, di malia. Dapprima, nella prima parte dello show, il pubblico (molto curioso, ma a S. Severino è severo ed esigente – intransigente) è stato nel complesso un po’… “freddo”. Ma il cantante ha saputo scaldare, ad hoc, l’ambiente. Nel secondo tempo, invece, ecco la “consacrazione” (artistica o meno) da parte dello stesso uditorio. Composto da molti estimatori, tra cui diversi giovanissimi. Una ventata di napoletanità, di puro spirito partenopeo – questo ha veicolato lo show. A suo agio (molto) sul palco, padrone della scena – con mosse felpate e sicure, con verve – il 34enne ha incantato con maestria e sapienza gli astanti. Tra canzoni di sua creazione e hit immortali della tradizione napoletana – e non solo; molte anche le sperimentazioni: traducendo in vernacolo la colonna sonora della celebre pellicola “Il postino”, assieme ad altri motivi di altri film. Nel presentarsi umilmente e “in punta di piedi” (sono state sue parole) alla platea di S. Severino, Sannino ha inteso rimembrare il compianto maestro Lucio Dalla, che lo ha notato e quasi “lanciato” verso il jet set e lo show.biz. Una performance di alto livello musicale – grazie alla presenza di notevoli componenti della band, davvero magistrali e sicuri di sé – quella di “André”. Lo spettacolo si è rivelato garbato e simpatico; lui un guitto istrionico – nel senso buono dei termini. La rappresentazione è stata… “condita” da un ottimo lavoro sulle luci; con effetti speciali ben studiati.  Il gioco di luci e della scena, infatti, è risultato equilibrato. E lui, tra un successo e l’altro – snocciolati in circa due ore di intrattenimento – non ha lesinato aneddoti sul suo nome e “ammiccamenti” ironici a Napoli e al suo grande, immenso cuore. In alcune interpretazioni è stato poetico, in altre sensibile e romantico. Malinconico ma non triste, come la sua città. La presenza scenica era perfetta, tra pannelli luminosi su cui scorrevano via immagini e disegni, foto. Un omaggio-tributo anche a Totò, il principe della risata. Tutte le sue melodie erano orecchiabili; lo spettacolo intenso. Una grande atmosfera, a teatro, nella dimensione onirica di Andrea Sannino. In sintesi, in sostanza, la presenza del giovane a S. Severino non ha certo deluso le aspettative; il cantautore si è rivelato all’altezza delle attese. Una band molto professionale ad accompagnare il Nostro, nel suo viaggio tra le note. Prossimo appuntamento con la rassegna, venerdì primo febbraio; giungerà Federico Salvatore in una pièce da lui scritta e diretta: si tratta di “Malalengua”. Spettacolo che porta in scena una visione complessa e amara di Napoli, tra maldicenze e criticità, “polemiche”. Il cartellone terminerà a fine aprile, con “Scacco matto” di e con Lucio Pierri (anche alla regia). Tra i prossimi attori negli appuntamenti “marzolini”, “previsti” anche Carlo Buccirosso e Biagio Izzo. Si preannunciano grandi risate ed ilarità. Da non perdere le due “trasferte” all’Augusteo: i musical “Peter Pan” e “Priscilla. La regina del deserto” – uno a febbraio, l’altro in programma ad aprile.

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