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Salerno: suicidio nel giorno di Natale, don Marco Russo “La morte Aziz c’ interroga tutti”

Inserito da on 27 dicembre 2018 – 06:06No Comment

Aziz Alhini, trentasette anni, marocchino, suicida nel giorno di Natale. Al di là di tutte le motivazioni, del perché si trovasse in Italia e di tutte le più lecite considerazioni, ciò su cui si vuole porre l’accento è la fine, tragica, di un uomo. La morte, il suicidio, non può e non deve essere una risposta che si coniuga con un paese che si dice civile.

Un uomo si è tolta la vita, probabilmente per paura di essere rimpatriato, e ciò deve interrogarci profondamente sul senso e sul valore della vita stessa, e su quanto sta accadendo intorno a noi. Il direttore della Caritas don Marco Russo, in una lettera indirizzata idealmente a lui, ma anche a tutti noi, si interroga su queste motivazioni:

“Umanità non accolta, una umanità dolente, oggi ha lasciato il suo sangue su questa nostra terra.

Una umanità che mi interroga e vorrei che interrogasse tutti.

Una umanità che cercava pienezza, che incontrando la sofferenza estrema ha rinunciato a lottare, a vivere.

Una umanità che sta lasciando spazio all’indifferenza, all’estremo rigore che lascia l’uomo per strada.

Una umanità che ci chiede di riflettere, di fermarci un momento, di porre attenzione a tutti, sì proprio a tutti.

Non è più l’ora di fare solo riflessioni, di dare una pacca sulle spalle.

Da oggi do il mio tempo, la mia vita perché questa umanità si risvegli dal torpore, dal quel senso di impotenza che ci porta a dire: non si può far nulla; dalla lex dura lex.

L’umanissimo Gesù che è venuto a santificare il tempo, renda le membra di ogni uomo degne di essere ascoltate, amate.

Ciao uomo che hai lasciato il tuo corpo qui tra noi, possa la tua anima volare libera, ed essere abbracciata dal Dio che Ti ha amato sin dall’Eternità.

Ciao.

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