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La Bibbia o le Sacre Scritture?

Inserito da on 16 dicembre 2018 – 00:00No Comment

Padre Giuliano Di Renzo

Quanta ignoranza in giro e tuttavia tutti dottori! Per quanto riguarda LA Bibbia, essa non esiste. Esistono LE Sacre Scritture. Già, perché Bibbia viene da Biblìa, che è appunto una parola greca plurale.
La Bibbia non è un testo unitario ma è tanti libri, ognuno scritto in epoche diverse, stile diverso, in luoghi diversi, in lingue diverse, generi letterari diversi, da autori umani diversi.
Li unisce non letterariamente ma solo materialmente tra loro l’uso liturgico che ne fa la Sinagoga e ne facendo seguito ad essa la Chiesa in quanto quelli della Bibbia sono libri ispirati da un solo Autore soprannaturale che ha mosso ciascun autore umano. E’ da questo uso liturgico che sono stati materialmente uniti sotto la generale dicitura di Bibbia.
E noi invece nominiamo come se fosse un unico e solo libro.
Le Sacre Scritture ebraico-cristiane non sono dei codici e neppure un codice, come è invece il Corano.
Esse non sono prescrittive ma la storia di Dio con l’uomo e dell’uomo con Dio, dell’uomo in cammino verso la salvezza e perciò del progressivo sviluppo di Cristo come salvezza nella coscienza dell’uomo.
Quindi se ogni opera che compone quella che siamo ormai abituati a chiamare in modo sintetico e generico LA Bibbia è ispirata da Dio non tutte le parti quelle opere hanno pari valore di assolutezza.
Come c’è sviluppo nel cammino di crescita del bambino che va a diventare uomo, così nel cammino dell’uomo con Dio verso Dio. Il concetto della storia come Storia nasce da qui. Altro che le nostre radici non sono ebraico-cristiane! Sbattezzare e sbattezzarsi tradisce il dispetto del fobico ribelle perché orgoglioso e saputello è sforzo vano del Mefistofele e Prometeo che per dispetto volendo vivere uccide se stesso.
Demoniaca inutile tragica stupidità.
Conclusione: istruirsi prima di giudicare e non presumere di sapere ciò che si è orecchiato, sul quale non si è riflettuto e quindi non si sa.
La prima elementare è a scuola il primo piccolo passo nel cammino della propria istruzione, sapendo pure che la semplice istruzione non è ancora la cultura.
Allo stesso modo nella conoscenza del mistero Cristo. Il catechismo per la Prima Comunione è solo il primo passo, il minimo passo, ma è necessario ascendere oltre se si vuole conoscere ciò che di Lui dice la Chiesa, la dottrina cristiana, e giungere a conoscere Cristo come Persona con conoscenza di amicizia e amore. Perché solo nell’amore si conosce Cristo, cje di Dio è la manifestazione dell’Amore. Egli è l’Inviato, l’Unto, la Parola, il Buon Annuncio per tutti gli uomini.
Altrimenti meglio tacere. Non basta gettare uno sguardo distratto alla sua carta d’identità per dire di conoscere una persona.
Ed è una spirituale terribile e disumana negazione della Verità negare il battesimo ai propri figli adducendo l’ingannevole motivo di non imporre ad essi la fede che non sono ancora capaci di conoscere.
La vita è un dono e il germe di bene e di verità lo si depone nel cuore e lo si coltiva, altrimenti la mente e il cuore cresceranno come spinosi cardi selvatici.
Ma se sono tali la mente e il cuore dei genitori è inutile ricorrere a ragioni formulate in proposito e unicamente a non giustificabile propria giustificazione.
Sbattezzarsi e/o sbattezzare è uno sciocco terribile sforzo della propria rabbia spirituale verso Dio, mentre è del tutto ovvio che ciò che è stato non dirsi o trattarsi come non stato.
Don Chisciotte contro i mulini a vento. La propria storia la si può moralmente rifiutare, ma non cambiare.
Richiamiamoci alla seconda lettura della Liturgia delle Ore al fine di comprendere meglio e rifacciamoci al profondo e insieme semplice pensiero di Sant’Agostino, in cui di San Giovanni Battista, del suo: “Non sono io il Cristo. Io sono la voce di colui che grida nel deserto: Raddrizzate le vie del Signore”.
E’ legge fisica che se un liquido o un cristallo non sono limpidi la luce non passa. Così se le nostre coscienze non sono pure e limpide la Luce di Dio che è Santo non passa.
Egli che è Santità della Legge e Legge di Santità, sulla quale perciò ogni legge umana deve normarsi per essere giusta e santa, non devono essere norma i nostri vizi e le aberrazioni di leggi immorali dei nostri laici parlamenti.
Lo stato laico nel senso di laicistico è finzione tradimento santità della Legge, della sola Legge eterna e il suo riflesso in noi ci costituisce come esseri che intende, vuole, soffre e ama, ha un’origine e un fine che fa che per essere pienamente noi stessi dobbiamo trascendere noi stessi e riposare in Dio Verità e Bene sommamente esistenti come Persone e la comunione con Esse compie la felicità in cui il nostro essere si compie e compiendosi si completa.
Tornando ora a Sant’Agostino. Egli dice che Giovanni è voce, è suono. Ma il suono come voce ha valore nel Verbo o idea che porta.
“Volendo io parlare a te cerco in qual modo posso fare entrare in te quella parola che si trova dentro di me.
Le do suono e così, mediante la voce, parlo a te. Il suono della voce ti reca il contenuto intellettuale della parola e dopo averti rivelato il suo significato svanisce. Ma la parola recata a te dal suono è ormai nel tuo cuore, senza peraltro essersi allontanata da me….
E siccome è difficile distinguere la parola dalla voce la voce (Giovanni) venne ritenuta la Parola… lo stesso Giovanni fu ritenuto il Cristo. Ma la voce si riconobbe tale per non recare danno alla Parola….La voce passa la divinità del Verbo resta”.
Anche la fisica della trasmissione delle parole e delle immagini attraverso le invisibili onde elettromagnetiche posso aiutarci a farcene un’idea. Ogni apparecchio riceve e consegna a ognuno intero il messaggio, ognuno lo riceve tutto intero e per sé.
“Il Verbo era in principio, il suo fiat il big bang che costituisce il mondo in esistenza e conoscenza e ogni uomo che viene in questo mondo dal Verbo è quindi illuminato” (cfr il Vangelo di San Giovanni 1, vv vari).
Il Verbo, Logos somma Sapienza e conoscenza, l’Architetto vero e sommo, Sapienza di Dio (Libro biblico della Sapienza. e poi dei Proverbi 8,22-30).
Non sono necessarie arrampicate umane nell’esoterico arcano.
Ciò che la nostra mente concepisce come atto della sua coscienza di sé e come idea sono il suo verbo.
Il sé che Dio in sé concepisce è il suo Verbo, il Verbo di sé a se stesso, il Verbo in cui si esprime e Lo esprime in pienezza. Perciò Dio da Dio e l’uno e l’altro rifluiscono l’uno nell’altro in comunione dell’Amore, infinita loro eterna felicità di Bene di Amore.

 

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