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Terzo millennio al bivio

Inserito da on 30 ottobre 2018 – 10:01No Comment

Giuseppe Lembo

Il Terzo Millennio che, solo da poco ha iniziato il suo difficile cammino, si trova di fronte ad un bivio; deve saggiamente e concretamente saper scegliere il suo giusto cammino. Non può assolutamente sbagliare; se tanto dovesse succedere, sarebbe un guaio; un guaio serio per il futuro dell’uomo sulla Terra. Purtroppo è fermo il processo di innovazione che ha caratterizzato nel corso del secolo da poco passato, la vita dell’uomo sulla Terra che si è resa protagonista di sfide prima considerate assolutamente impossibili da affrontare e da vincere. L’uomo in una dimensione sempre più globale si è dato obiettivi di un’umanità universalmente globale, mettendo in cammino i diversi popoli della Terra con un carico di diversità umane, mai prima conosciuto. Siamo alle sfide del quasi impossibile che hanno profondamente cambiato il corso della vita, aprendo scenari nuovi che richiedono ovunque continui processi d’innovazione; processi d’innovazione che rappresentano l’ossigeno della vita, per cui non è dato a nessuno di fermarsi; non è assolutamente concesso a nessuno ed in nessuna parte della Terra di fermarsi in una condizione di staticità umana che in sé non è assolutamente vita. Perché sta inopportunamente succedendo questo? L’innovazione è la spinta dell’uomo per la vita; se e quando viene meno è perché si è di fronte ad una spina staccata; non c’è più quell’energia che rappresenta in sé la grande forza del vivere umano. Si tratta di una condizione umana grave; di una condizione da profondo rosso da cui è assolutamente necessario uscire, riprendendosi su di sé quell’energia vitale che produce innovazione e quindi vita. Tutto questo è possibile se all’uomo viene restituito quel ruolo centrale che oggi non ha più; quel ruolo che è stato cancellato pensando inopportunamente che anche l’uomo come tutte le altre cose del vivere materiale può essere messo da parte; e così si è andati incontro alla catastrofe umana di una inopportuna terzietà dell’uomo; dell’uomo del nostro tempo necessario come sempre per dare quella spinta vitale che è nel processo di innovazione che non può assolutamente fermarsi; che non deve rimanere mai fermo in quanto parte della vita intesa non solo e tanto come insieme di materialità, ma soprattutto come insieme di umanità, la vera anima della società di tutti i tempi; è il vero grande motore che produce l’energia necessaria per far camminare il mondo. Agendo è possibile salvaguardare le “prospettive della civiltà umana”. Il non agire comporta il nulla; quel nulla che non produce innovazione; quel nulla che non produce vita, per la quale è assolutamente necessario avere l’uomo al centro di tutto. È folle pensare alla marginalizzazione o ancora peggio all’annullamento dell’uomo; senza la centralità dell’uomo proprio non si va da nessuna parte. Così facendo, sarebbe l’inizio della fine; sarebbe l’inizio della fine per tutto e per tutti. Purtroppo in questo avvio di Terzo Millennio sono tante, ma proprio tante le cose che non vanno nel verso giusto; sono tante le cose da mettere a regime, con l’obiettivo assolutamente primario di recuperare l’uomo, rimettendolo al centro di tutto. Tanto è necessario affinché quello che potrà anzi dovrà essere il Millennio della civiltà universale non si annulli in se stesso, diventando per sole folli colpe umane, il Millennio del niente, avendo inopportunamente marginalizzato l’uomo, nella dimensione del niente, come per la maggior parte delle cose del mondo di oggi, un mondo in cammino per l’uomo che verrà se saprà intelligentemente volerlo l’uomo di oggi che fa di tutto per cancellare la sua centralità in un mondo in cammino che ha assolutamente bisogno come non mai di uomini giusti e saggi per fare dell’umanità multirazziale una nuova e ricca umanità a cui affidare il futuro; il futuro della Terra che può fare tesoro delle diversità umane, una grande ricchezza per cambiare il mondo sempre che si costruiscano saggiamente ponti di pace e si eviti il suicidio umano di agire con violenza gli uni contro gli altri, provocando l’idiota distruzione di tutto quanto serve all’uomo della Terra per vivere serenamente in pace gli uni con gli altri.

 

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