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Salerno: al Liceo “Tasso” Libriamoci- Leggere a scuola

Inserito da on 27 ottobre 2018 – 06:10No Comment

Il Liceo “Tasso” di Salerno, Venerdì 26 ottobre 2018, nell’ambito del progetto “Libriamoci”, ha coinvolto gli studenti delle classi Quinte in una mattinata di letture e di riflessioni su un tema, che, attraverso epoche storiche diversissime, a volte anche assai lontane, rimane cogente nella sua moderna drammaticità: emarginazione e solitudine.

“Libriamoci” è un’iniziativa promossa dal MIUR, il Ministero dell’Università e della Ricerca, in collaborazione con il MiBAC, il Ministero per i Beni Culturali e Architettonici, per conquistare gli studenti delle scuole italiane al fascino della lettura.

“Libriamoci” è un’iniziativa a carattere nazionale.

Nella sola Campania, ben 308 scuole hanno dato vita a percorsi di lettura ad alta voce, che hanno visto protagonisti studenti, insegnanti, volontari della lettura, attori, autori, in uno scintillante mosaico di voci e di emozioni.

Al Liceo “Tasso” di Salerno i lavori sono stati aperti da Don Aniello Manganiello, religioso dell’Opera Don Guanella, parroco della Chiesa di Santa Maria della Provvidenza di Scampia, dal 1994 al 2010, e dal giornalista salernitano Andrea Manzi, autore, insieme a Don Aniello, del volume “Gesù è più forte della camorra”.

I giovani di Scampia, dice Don Aniello, spesso sono fagocitati dalla malavita perché si sentono abbandonati e soli, anche se le azioni delinquenziali non fanno che allontanarli sempre più dal consorzio civile, aggiungendo emarginazione ad emarginazione.

Non basta denunciare, dice sempre Don Aniello, bisogna operare, bisogna, con la vicinanza e l’amore, con l’impegno concreto, volto a soddisfare anche i bisogni materiali quotidiani, insegnare che la legalità è una risorsa, che solo nel rispetto della legge si possono realizzare condizioni di benessere sociale e, quindi, individuale.

Allontanato dal consorzio umano e sociale si sente “Filottete”, l’eroe della tragedia sofoclea omonima, abbandonato sull’isola di Lemno perché drammaticamente ferito.

Nei dieci lunghi anni trascorsi in disperata solitudine, egli matura un odio feroce contro i compagni Achei, che lo hanno tradito. Quando, però, giunge Neottolemo, pur inizialmente spinto dal proposito di sottrarre all’eroe le sue armi, dono di Eracle, senza le quali la guerra di Troia non avrà esito favorevole per i Greci, Filottete avvertirà il calore di una sincera amicizia, una lealtà, che si farà empatia, e che riporterà l’eroe ferito non solo alla vita civile ma anche alla pietas religiosa.

Seneca, nel “De Providentia”, trova la risposta a una domanda, che angoscia l’uomo universale: perché, se esiste un ordine divino provvidenziale, anche le persone moralmente irreprensibili subiscono sventure e disgrazie? Dio tempra, fortifica l’uomo probo attraverso il dolore, lo rende degno della beatitudine divina, “par deo”.

Il suggerimento di lettura proposto dal MIUR, nell’ambito del progetto “Libriamoci”, era “Frankenstein, Il Prometeo moderno”, di Mary Shelley, di cui ricorre quest’anno il bicentenario della pubblicazione.

La creatura diventa un mostro, si macchia di crimini feroci, per il senso di esclusione dal consorzio umano, perché essa sente se stessa destinata a rimanere priva di quella felicità nella condivisione, che rimane il valore etico più profondamente caratterizzante l’umanità.

Sentirsi straniero alla vita, estraneo persino alle proprie stesse azioni, nella percezione che le cose avvengano, senza una partecipazione attiva dell’individuo: è questo il senso estremo di esclusione trasmesso dal protagonista di “Lo Straniero” di Albert Camus.

Meursault, il protagonista, arriva ad uccidere un uomo, senza un vero perché; accetta, senza difendersi, il processo e la conseguente condanna a morte…….

Gli studenti presenti, nell’Aula Magna del Liceo Tasso, leggono a più voci e, insieme, commentano le parole antiche, anzi, sempre nuove…

Il senso di solitudine, conclude Martina, oggi come ieri, nasce dall’abbandono, dall’esclusione dalla società. È nella capacità di compatire l’altro, in senso etimologico, soffrire per i mali dell’altro, la risposta a tanti problemi del mondo contemporaneo.

Noi, oggi, abbiamo bisogno di solidarietà, non solo di beni materiali, cibo o abiti, ma di un sincero afflato di amicizia e di simpatia, nella comprensione e nel rispetto reciproci.

 

 

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