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Napoli, indifferente all’emigrazione

Inserito da on 17 ottobre 2018 – 10:01No Comment

Giuseppe Lembo

Tutte le città d’Italia hanno impinguato i versanti dell’emigrazione, fuorché Napoli. La metropoli dell’inferno, il centro terrestre dell’apparente impossibilità di vivere, si è svenata soltanto di poche gocce. Miseri, miserabili, meschini, privati di tutto, talvolta persino del pane, tal altra dell’aria, all’atto di partire sono rimasti a casa, nel ventre molle della grande civiltà del vivere. (Domenico Rea)

Da Buon Napoletano ha messo saggiamente a nudo il solo mondo di NAPOLI, città meridionale, un tempo, ma non oggi, indifferente all’emigrazione. Oggi non è assolutamente così! Tristemente, sono tanti e sempre più i napoletani che, come i campani di sempre, fuggono per disperazione da NAPOLI e dalla CAMPANIA, arricchendo il patrimonio di sofferenza umana campana, abbondantemente presente nel mondo, purtroppo, sempre più indifferente agli italiani che, egoisticamente, chiusi nel loro “IO MONDO”, sono indifferenti a tutto.

Cambiare, si può! Cambiare, si deve! Nella sempre più necessaria ricerca del CAMBIAMENTO UMANO, attento soprattutto e prima di tutto ai VALORI DELL’UOMO, UNIVERSALMENTE INTESO, anche NAPOLI deve intelligentemente ed attivamente fare la sua parte.

Ai tempi di DOMENICO REA, da indifferente, dall’alto del suo osservatorio, vedeva svuotarsi la CAMPANIA MINORE, con le tante braccia disponibili a partire per terre altrui, non sempre amiche, dove si andava a cercare, ” pane e lavoro”.

Oggi, anche NAPOLI, vive con tutta la CAMPANIA ed il resto del SUD, un dramma antico di un’emigrazione che impoverisce umanamente il SUD oltre che delle sue BRACCIA anche dei suoi preziosi CERVELLI, creando, per effetto di tante fughe umane dai territori, condizioni da FUTURO NEGATO. Da FUTURO SEMPRE PIÙ CANCELLATO.

Rimuovendo l’indifferenza diffusa, con saggia umanità d’insieme, bisogna umanizzarsi, eliminando in primis il grave e disumano vuoto d’insieme socializzato, causa di tanta diffusa solitudine umana e di un sempre più diffuso rifiuto dell’altro, non sapendosi più volere bene e, sempre più tristemente, così facendo, negandosi al FUTURO DI INSIEME che, confusamente, è tra l’altro, sempre più negato, per mancanza di VITE UMANE.

Una mancanza dovuta alle culle vuote, mancando le condizioni di VITA umanamente possibile sui territori che soffrono di una profonda crisi identitaria ed umana, con i meridionali che, non sapendosi volere bene, si negano tristemente al FUTURO che ha sempre più bisogno di tutti NOI, ATTIVAMENTE PROTAGONISTI DI FUTURO.

Caro PIETRO TRECCAGNOLI, a Te saggio Giornalista del COMUNICARE AUTENTICO, voglio offrirti in attenta riflessione umana e comunicativa degli argomenti di sicuramente utile comunicazione e che possono interessare i LETTORI CAMPANI, dalla VITA INCERTA, CONFUSA e sempre più abbandonati a se stessi umanamente, culturalmente e socialmente, come umanità d’insieme non socializzata e sempre più tristemente fonte di gravi disagi dell’ESSERE e di sofferenze umane da vera e propria VITA NEGATA. Per questo percorso valoriale d’insieme assolutamente necessario all’UMANITA’ di Napoli, Campana, del Sud, dell’Italia e del MONDO Ti chiedo un grande favore CULTURALE, SOCIALE ed UMANO, necessario al FUTURO, parlandone scrivendo, come contributo di un forte impegno del comunicare campano, di: ITALIA E SUD DAL GRAVE VUOTO DI SOCIALIZZAZIONE, CON L’UOMO SILENZIOSO E SOLO, VITTIMA DELL’APPARIRE, SEMPRE PIÙ INCAPACE DI AGIRE E REAGIRE COME UMANITA’ DI INSIEME UMANIZZATO E SOCIALIZZATO.
L’ITALIA ANTROPICA CHE SI NEGA AL FUTURO.

LE CULLE VUOTE, CON LA GRAVE CRISI DELLE NASCITE, SONO UN DISASTRO DEMOGRAFICO CHE NEGANO L’ITALIA AL FUTURO UMANO DEGLI ITALIANI (nel 2060 gli italiani che vivranno sul suolo italiano saranno -previsioni ISTAT- 30 milioni rispetto ai 60 milioni di oggi).

ITALIA SOLIDALE CON IL MONDO DELLA GRANDE EMIGRAZIONE IN FUGA VERSO IL MONDO TRISTEMENTE SCONOSCIUTO DELL’AMERICA LATINA, CAUSA DI GRAVI SOFFERENZE, DA VITE NEGATE. PROGETTARE L’ITALIA SOLIDALE, ATTRAVERSO GLI EMIGRANTI DI RITORNO, TRA L’ALTRO FUNZIONALI A CONTENERE IL DISASTRO DEMOGRAFICO NEL TEMPO SEMPRE PIÙ VICINO DEL 2060.

 

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