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Torino: al Salone del Gusto grande successo per cibi campani

Inserito da on 30 settembre 2018 – 09:10No Comment

Alberto De Rogatis 

Terra Madre Salone del Gusto di Torino non ha tradito le aspettative, confermandosi ancora una volta l’evento sul cibo più importante al mondo. Produttori e comunità del cibo che hanno fatto conoscere l’agrobiodiversità dei cibi del mondo, in cinque giorni affollati di appassionati, cultori e curiosi in giro per i padiglioni del Lingotto, polo fieristico ritornato protagonista dopo l’edizione di due anni fa spalmata su parchi e piazze cittadine. In mostra i presìdi Slow Food da tutto il mondo; solo in Italia ne esistono più di 300. Dall’Africa alle Americhe, finanche in Estremo Oriente, Indonesia, Malesia, un impegno costante di Slow Food per sostenere le piccole produzioni di qualità, per recuperare antichi mestieri e proteggere dall’estinzione le razze autoctone; un totale di 13.000 produttori sparsi nel mondo e molti di essi presenti alla kermesse torinese.

Per tanti visitatori è stata una full-immersion nella conoscenza di cibi, tradizioni, lavorazioni, territori, finalizzata a favorire il cambiamento e il miglioramento delle abitudini delle persone. Carlo Petrini, presidente di Slow Food, riferendosi all’evento ha affermato deciso: «Ventidue anni fa, quando abbiamo iniziato questa avventura, non immaginavamo che le scelte che operiamo in questo contesto avrebbero potuto avere una rilevanza politica e internazionale, e questo carica l’avvenimento torinese di responsabilità».

Con piacere va sottolineata la grande attenzione del pubblico verso la numerose eccellenze del Sud Italia e in particolare campane presenti a Torino, in un’oasi di qualità senza confini. Tra esse il presìdio Carciofo Bianco di Pertosa e Sole di Cajani con il pluripremiato Verbìo extravergine biologico, la famosa Goccia Irpina del Prosciuttificio Ciarcia, le tipicità dei prodotti Casa Iuorio, i pomodorini e le passate di pomodoro biologico di Maida, il Fagiolo di Controne e la soppressata di Gioi anch’essi presìdii Slow food, e altre ancora.

 

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