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Festa dell’esaltazione della Santa Croce

Inserito da on 14 settembre 2018 – 00:00No Comment

Padre Giuliano Di Renzo

Il sacrificio di Cristo è frutto di amore supremo, non di un patto col diavolo”. “Giusto! Gesù ha sempre rifiutato energicamente la testimonianza del demonio.

“Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il Santo di Dio!
E Gesù gli ordinò severamente:Taci ed esci da lui!” (Lc 4,31-37).
E così sempre.
Gesù ha lottato contro il demonio e non si è mai offerto a conversare con lui.
Anche nelle tentazioni nel deserto, prima della vita pubblica, Gesù si è mostrato infastidito e si ne è liberato essendo lapidario con le sue risposte.
Con il demonio Gesù non è venuto mai a parlamento, essendo venuto a combatterlo e distruggerne il regno del Male.
Lo si vede anche nella sua Passione, sulla Croce e nella pietra del sepolcro che gettò via con sdegno e forza di tuono al momento della Resurrezione, della sua vittoria, di Lui Vita, sulla Morte, che altri non è, appunto, che il diavolo stesso, non lo si dimentichi.
Angelo di luce trasformatosi volontariamente in tenebre, Morte che viaggia come su inflessibili orbite quantiche del suo mondo sciagurato di eterna disperazione e gtenebre di morte.
Mors et Vita duello conflixere mirando. Dux Vitae mortus regnat Vivus!
E con il Manzoni, nell’Inno sacro La Resurrezione: “Gettò via quel vigoroso” il masso che ha per tutti il sinistro lugubre nome di Morte.
Cancellato il peccato, l’umanità è redenta, riammessa nella Resurrezione di Gesù al rinnovamento e prosecuzione della vita!
L’incarnazione dfel Verbo è la discesa all’inferno del dolore e della morte ai quali con il peccato, rottura dell’unione vitale con Dio Vita, si è condannata l’umanità. Con la sua Resurrezione Gesù spacca la dura roccia in cui ci teneva pietrificati la Morte.
E’ questo il mistero della dolorosa ed esaltante insieme della meravigliosa avventura di ciascuno di noi provvisoriamente sulla terra.
Un meteorite deforme di anima lanciato verso l’alto al fine di accenderci come fuoco di fiaccola di felicità nel cielo, fatte noi luci perenni di anime immortali.
E’ mistero interdetto alla scienza e alla falsa sapienza del mondo.
Come, senza un’opportuna strumentazione scientifica un immenso fascinoso mondo rimane chiuso alla conoscenza umana, così senza la fede, luce a noi oscura per superiore luce di gloria che avvolge l’essere di Dio, non potremo mai conoscere il divino suo fulgidissimo mistero, che proprio per essere Luce noi chiamiamo Dio.
Destino e caso non esistono!
Non esistono lo Spirito o la Ragione con i quali la filosofia ha voluto coprire la nudità del suo ignorare e vagare perenne sulla strada dell’irraggiungible Verità.
Per cui ci siamo figurati religioni con idoli e fuorvianti ascesi varie e inconcludenti vie della saggezza.
E’ commiserare l’asserzione illuministica di Lessing che copre con vestito di sapienaza l’ignoraza come di fatuo orgoglio umano.
Scriveva Lessing con decisione diabolica di preferire il perenne cercare della verità alla felicità del quieto possesso di essa.
Non s’avvedeva Lessing di rifiutare l’esistenza della verità, di rendere inutile la vita, che quaggiù è ricerca e poi possesso della verità, la semplice felicità del cielo.
Non essendo il cielo che il godimento della Verità posseduta in piena comunione estetica della Bellezza come Amore con Dio.
Dio in noi e noi in Dio, gioia e intelligenza di Amore.
Nell’illuministica affermazione di Lessing e dei suoi epigonicultori della Ragione di oggi è il segno della tragicità dell’esistere e il fallimento dell’intelligenza quando con ardito sottile presuntuoso orgoglio di falsa autonomia vuole vedere senza la Luce.
Il mondo di oggi continua più che mai nella china di questa bolgia di menzogna, di inganno e di male.
Esso è in lotta continua contro il bene e la verità e al modo che scrive Platone in Repubblica che il culmine dell’ingiustizia (della Menzogna) è di sembrare Giusto (la Verità) senza esserlo.
Esiste solo una meravigliosa chiamata ad esistere e a sfolgorare in pienezza di luce ed il compimento per educazione e sforzo di amore del nostro essere persone, di palpitanti riflessi viventi di Dio vivente, che entro di Sé è Bene pienezza di bene
Ricapitolando. Gesù sdegna l’eventuale ipocrita riverenza obbligata del mondo, di coloro che si destreggiamo inconcludenti piccoli uomini davanti a Lui dicendo di riconoscerLo grande, spirito eccezionale e unico, il solo che abbia fatta la vera rivoluzione, ecc.
Essi stanno tentando ridisegnarlo secondo la bassa misura del loro cuore e della loro inteliigenza intrisi di invidia e di Male
Quel Gesù di Nazareth o è per noi il Dio riconsociuto e salvatore di tutti o non la nostra lode è impostura e finzione della nostra depravazione umana.
Quella lode lo sminuisce e l’offende se noi non illumina e salva.
O è Gesù, Yehoshuah, Dio che salva o a noi rimane Luce che acceca e condanna.
“Io sono la Luce del mondo; chi segue Me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita.” (Gv 8,12).
Con buona pace dei nostri supponenti esoterici gnostici illuminati di spiriti magni.
Il bambino evangelicamente povero dell’ostentata intellettualità dei grandi sa vedere con limpida sua disarmante libertà più profondanente e più lontano.
Senza bisogno di poggiare su spalle di miseri e piccoli umani cghe si dicono giganti e avvisa a chi è cieco per convenienza e volontà che il re è nudo!

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